Tre anni fa Citadel arrivò su Prime Video con un budget da film blockbuster, la regia dei fratelli Russo e aspettative talmente alte da rendere quasi inevitabile il risultato: una prima stagione accolta malissimo dalla critica, amata poco dal pubblico e ricordata principalmente come esempio di come i soldi da soli non bastino a fare una buona serie di spionaggio. Eppure eccoci qui, con una seconda stagione che promette di aver imparato dagli errori, di aver sistemato le cose, di essere finalmente quello che la prima avrebbe dovuto essere. In parte ci riesce. In parte no. E la parte in cui non ci riesce è la stessa di tre anni fa, il che dice qualcosa sulla natura dei problemi di questa serie.
La trama riparte da dove aveva lasciato, con Mason e Nadia che devono fare i conti con le conseguenze della stagione precedente mentre Bernard si ritrova in possesso di qualcosa che potrebbe distruggere il mondo e che ovviamente qualcuno vuole togliergli di mano nel più breve tempo possibile. La missione gira per mezzo globo, le minacce si moltiplicano, i nuovi cattivi entrano in scena con l’aria di chi ha intenzioni seriamente negative, e nel mezzo di tutto questo i protagonisti cercano di gestire i loro rispettivi traumi personali con quella disinvoltura un po’ forzata che è il marchio di fabbrica delle serie di spionaggio ad alto budget quando provano a essere anche emotivamente profonde.
Il problema, detto chiaramente, è che la storia è prevedibile dall’inizio alla fine. Non nel senso che sai esattamente cosa succede scena per scena, ma nel senso che non riesci mai a sorprenderti davvero, e in una serie di spionaggio la sorpresa è praticamente tutto. Il chip nel cervello, la minaccia globale, il traditore che si rivela, le alleanze che cambiano: sono elementi che il genere ha già consumato talmente tanto da richiedere uno sforzo creativo notevole per renderli ancora freschi, e Citadel questo sforzo non lo fa fino in fondo.
Il cast è il solito mix di alto e basso. Priyanka Chopra Jonas è convincente sia nelle scene d’azione che in quelle emotivamente più cariche, e il senso di colpa del personaggio verso la figlia è l’unica cosa che riesce a dare profondità a una storia che altrimenti scivola in superficie. Richard Madden invece sembra non riuscire mai ad accendersi davvero, come se il personaggio di Mason lo annoiasse già prima ancora di annoiare chi guarda, e questa è un’impressione difficile da scuotere per sette episodi. Stanley Tucci è Stanley Tucci, il che significa che ogni sua scena ha automaticamente più vita delle altre, e ogni volta che compare ti dispiace che la storia non gli dedichi più spazio.
Le sequenze d’azione sono il punto più alto della stagione, girate con quella fluidità e quella cura per il dettaglio che i soldi di Amazon permettono e che nessun altro competitor televisivo riesce a replicare con la stessa facilità. Il problema è che tra una sequenza e l’altra c’è troppo tempo passato con personaggi che non hanno abbastanza spessore per tenerti compagnia, e quella distanza si sente.
Il risultato finale è una serie più ordinata e più compatta della prima, ma ancora lontana dall’essere il thriller di spionaggio memorabile che evidentemente vorrebbe diventare. Vale la pena guardarlo se ami il genere e hai già visto tutto il resto? Sì. Vale la pena aspettarti qualcosa che rimanga in testa il giorno dopo? Probabilmente no.
La Recensione
Citadel 2
Citadel torna su Prime Video con una seconda stagione di sette episodi che prova a correggere gli errori della prima con più azione, più locations e una trama leggermente più lineare. Priyanka Chopra Jonas convince, Stanley Tucci è il migliore in campo, Richard Madden sembra altrove per buona parte del tempo. Le sequenze d'azione sono spettacolari ma troppo distanziate tra loro, e nel mezzo c'è una storia prevedibile che non riesce mai a sorprendere davvero. La produzione è curatissima, il contenuto un po' meno. Giudizio: piacevole ma dimenticabile, esattamente come la prima stagione.
PRO
- Le sequenze d'azione sono girate con una qualità produttiva che pochi possono permettersi, e quando arrivano tengono incollati allo schermo
- Stanley Tucci è il migliore della stagione e riesce a portare leggerezza in una storia che ne ha bisogno
CONTRO
- La trama è prevedibile dall'inizio alla fine e non fa niente per sorprenderti
- Richard Madden sembra poco coinvolto per buona parte degli episodi, il che in una serie che ruota intorno al suo personaggio si sente parecchio


