Claudio Cecchetto non ha dubbi: chi considerava Jovanotti un fenomeno passeggero si è sbagliato, mentre la scelta di Stefano De Martino per Sanremo 2027 rappresenta una ventata d’aria fresca. Il produttore e talent scout ha ripercorso oltre quarant’anni di musica e televisione italiana, ricordando le tante scommesse vinte contro il parere di chi non riusciva a vedere oltre il successo del momento.
L’occasione è il ritorno in console con il suo Deejay-Show, in programma venerdì 17 luglio a Treviglio, in piazza Cameroni. La serata attraverserà la musica degli anni Settanta, Ottanta, Novanta e Duemila, con la partecipazione di Tracy Spencer e Johnson Righeira, due artisti legati alla storia professionale di Cecchetto.
Parlare di quelle canzoni significa anche tornare agli anni in cui molte delle sue intuizioni venivano accolte con sufficienza. Diverse produzioni lanciate da Cecchetto erano considerate leggere, costruite per durare una sola estate. Il tempo ha raccontato una storia diversa: numerosi brani di quel periodo continuano a essere ascoltati e riempiono ancora le piazze.
Lo stesso accadde con Jovanotti. All’inizio della carriera, in molti pensavano che Lorenzo Cherubini sarebbe sparito dopo una stagione. Cecchetto ricorda oggi quella previsione con una certa soddisfazione, perché Jovanotti è diventato uno degli artisti italiani più longevi e riconoscibili. I suoi concerti non sono semplici esibizioni: durano ore e coinvolgono il pubblico in una lunga festa collettiva.
Cecchetto ha sempre avuto una particolare attenzione per chi partiva da una posizione svantaggiata. Jovanotti arrivò giovanissimo, con uno stile difficile da incasellare. Gli 883 si presentarono invece a Radio Deejay con una cassetta registrata e un modo nuovo di raccontare la provincia, tra bar, motorini, amicizie e sogni spesso irrealizzati.
Il produttore intuì che le storie scritte da Max Pezzali potevano parlare a un’intera generazione e contribuì a dare ai brani un’impronta più vicina alla musica da ballare. Lo stesso fiuto lo portò a sostenere Fiorello, Gerry Scotti, Amadeus, Fabio Volo, Sabrina Salerno e numerosi altri personaggi destinati a costruire carriere molto lunghe.
Una parte dell’intervista riguarda anche Stefano De Martino, scelto per condurre e dirigere artisticamente il Festival di Sanremo 2027. Cecchetto approva la decisione e la considera un segnale di coraggio da parte della Rai. De Martino raccoglierà il testimone dopo l’edizione 2026 guidata da Carlo Conti.
Le sue parole sono piuttosto nette. Secondo Cecchetto, negli ultimi anni Sanremo è stato affidato soprattutto a conduttori maturi, mentre serviva dare spazio a un volto più giovane. Lui stesso aveva appena 27 anni quando salì sul palco dell’Ariston per la prima volta, nel 1980.
Cecchetto condusse il Festival anche nel 1981 e nel 1982. Proprio in quel periodo nacque Gioca Jouer, presentato nel 1981 come sigla della manifestazione e diventato uno dei balli più famosi della musica italiana. A distanza di decenni, continua a essere proposto durante feste, spettacoli e serate in piazza.
Il produttore segue con curiosità anche gli artisti più recenti. Apprezza i Pinguini Tattici Nucleari, la svolta dance di Annalisa e alcuni nomi del rap e della trap italiana, tra cui Sfera Ebbasta e Guè. Non si limita quindi a celebrare il passato, ma continua a cercare linguaggi e personaggi capaci di parlare al pubblico di oggi.
Il futuro passa ancora dalla radio. Dopo aver fondato Radio Deejay e contribuito alla crescita di Radio Capital, Cecchetto ha creato Radio Cecchetto, un’emittente digitale con una programmazione pensata per evitare l’omologazione e lasciare spazio a nuove idee. Il progetto è disponibile online e rappresenta il suo nuovo laboratorio creativo.
La carriera di Claudio Cecchetto dimostra che riconoscere un talento significa spesso fidarsi prima degli altri. Jovanotti doveva durare una stagione, gli 883 sembravano troppo legati alla provincia e molti brani degli anni Ottanta erano considerati usa e getta. Quelle scommesse, invece, continuano ancora oggi a riempire concerti e piazze.
Siete d’accordo con Claudio Cecchetto sulla scelta di Stefano De Martino per Sanremo e sul valore di Jovanotti? Scrivete la vostra opinione nei commenti.


