Il mondo del gossip nostrano si è risvegliato con l’ennesima polemica che vede protagonista Clizia Incorvaia, l’influencer che ormai colleziona shitstorm sui social con la stessa frequenza con cui pubblica contenuti lifestyle. Questa volta al centro della bufera c’è un video girato alla Scala dei Turchi, il gioiello naturalistico siciliano diventato patrimonio UNESCO, che ha scatenato l’ira dei follower e di mezzo popolo di internet.
La moglie di Paolo Ciavarro è finita nel mirino degli haters digitali per aver pubblicato su Instagram un filmato in cui posa in costume davanti al panorama mozzafiato e completamente deserto della famosa parete rocciosa a picco sul mare in provincia di Agrigento. Il video, realizzato con droni professionali e il supporto di fotografi esperti, ha fatto subito scattare l’allarme tra i suoi follower: come mai la location era completamente vuota?
I commenti sotto al post sono diventati rapidamente un campo di battaglia virtuale, con centinaia di utenti indignati che accusavano l’influencer di aver richiesto la chiusura al pubblico di un bene patrimonio dell’umanità per scopi personali e commerciali. “Privilege influencer at its finest” sembrava essere il sentiment generale, con tanto di richieste di spiegazioni e critiche feroci alla sua presunta arroganza.
Ma Clizia, che ormai ha sviluppato una vera e propria expertise nella gestione delle crisi reputazionali social, non si è fatta attendere con la sua controreplica, che ha spiazzato anche i detrattori più accaniti.
La strategia comunicativa di Clizia
La risposta dell’influencer è arrivata puntuale e calibrata, dimostrando come abbia imparato a gestire le polemiche social con la precisione di un crisis manager professionista. “Mi hanno insegnato a documentarmi e informarmi prima di scrivere ed esporre sempre un pensiero”, ha esordito con una stoccata neanche troppo velata ai suoi accusatori.
La strategia comunicativa di Clizia si è basata su tre pilastri fondamentali: emotional storytelling, local knowledge e fact checking. Prima ha giocato la carta dell’appartenenza territoriale: “Dai 4 ai 20 anni sono cresciuta qui. Trascorrendo qui ogni estate ci sono dei punti che conosciamo solo noi, nati qui”. Una mossa da manuale per rivendicare la sua legittimità ad accedere a quei luoghi.
Il timing perfetto e la conoscenza del territorio
Ma il colpo di genio è arrivato con la rivelazione dell’orario: “Erano le 8:40 del mattino, orario che consiglio per godere della meraviglia di questo Patrimonio Unesco”. Una spiegazione che smonta completamente l’accusa di aver chiuso la location, trasformando invece il video in un unintentional tutorial su come visitare uno dei luoghi più fotografati d’Italia senza la calca di turisti.
L’influencer ha poi chiarito che “non hanno chiuso la scala per me, c’erano altre persone quel giorno che non abbiamo inquadrato e che scattavano e si godevano la sua bellezza unica”. Una precisazione tecnica che rivela come il video sia stato montato ad arte per creare l’effetto “location esclusiva”, quando in realtà si trattava semplicemente di inquadrature selettive.
Le nuove regole della Scala dei Turchi
La polemica ha però messo in luce un aspetto importante che molti follower evidentemente ignoravano: le nuove limitazioni di accesso al sito. Come spiegato dalla stessa Clizia, alla Scala dei Turchi non si può più fare il bagno né tuffarsi, ma è aperta al pubblico dalle 8:30 alle 19 previo pagamento di un ticket.
Questa informazione trasforma completamente la narrative della polemica: non si tratta più di un’influencer privilegiata che fa chiudere un sito pubblico, ma di una content creator che ha semplicemente sfruttato le regole esistenti per creare contenuto di qualità durante gli orari di minor affluenza.
L’evoluzione della gestione turistica dei patrimoni UNESCO
La vicenda mette in evidenza anche un trend più ampio nella gestione dei siti di interesse culturale e naturalistico: l’introduzione di sistemi di accesso controllato per preservare i luoghi dalla pressione turistica eccessiva. La Scala dei Turchi rappresenta un caso di studio perfetto di come il turismo di massa possa mettere a rischio la conservazione di patrimoni naturali unici.
Il fatto che ora sia necessario pagare un ticket e rispettare orari specifici dimostra come le autorità locali abbiano dovuto implementare misure di crowd control per proteggere il sito dall’overtourism che negli ultimi anni aveva creato problemi di erosione e degrado.
L’arte del damage control social
La gestione della crisi da parte di Clizia rappresenta un case study interessante di damage control nell’era dei social media. Invece di ignorare le critiche o rispondere in modo emotivo, l’influencer ha scelto un approccio fact-based che ha neutralizzato le accuse trasformandole in un’opportunità educativa.
La sua strategia comunicativa ha seguito il classico schema: acknowledgment del problema, spiegazione dettagliata dei fatti, riposizionamento della narrative e, infine, value-add per la community con informazioni utili sui orari migliori per visitare il sito.
Il verdetto finale della polemica
Alla fine, quella che sembrava una shitstorm destinata a durare giorni si è sgonfiata rapidamente grazie alla risposta puntuale e documentata di Clizia. La polemica ha però evidenziato come nel mondo degli influencer ogni contenuto possa trasformarsi in una potenziale mina vagante, soprattutto quando si toccano temi sensibili come il patrimonio pubblico e i privilegi percepiti.
L’episodio dimostra anche come spesso le polemiche social nascano da assunzioni errate e mancanza di contesto, trasformando situazioni normali in scandali artificiali. In questo caso, un semplice video girato al mattino presto si è trasformato in un caso nazionale prima che i fatti venissero chiariti.
La lezione per tutti gli influencer è chiara: trasparenza e tempestività nella comunicazione sono fondamentali per gestire le crisi reputazionali nell’era digitale. Clizia, almeno questa volta, sembra aver imparato la lezione alla perfezione.
Cosa ne pensi della gestione di questa polemica da parte di Clizia? Credi che gli influencer abbiano delle responsabilità particolari quando visitano patrimoni UNESCO? Raccontaci la tua opinione nei commenti!
