Colin Farrell ha 49 anni e una carriera costellata di ruoli memorabili, però c’è un giorno che vorrebbe cancellare dalla sua memoria: quello in cui si è presentato sul set di Minority Report con una sbronza colossale. Era il 31 maggio 2002, il suo compleanno, e l’attore irlandese aveva fatto festa tutta la notte. Il risultato? Tom Cruise decisamente non contento e ben 46 ciak per completare una singola scena.
L’attore ha raccontato l’episodio durante un’ospitata al Late Show with Stephen Colbert il 28 ottobre, ricordando con un misto di imbarazzo e autoironia quello che definisce “il giorno peggiore che abbia mai avuto su un set cinematografico”. La scena in questione richiedeva a Farrell di pronunciare una battuta apparentemente semplice: “Sono sicuro che abbiate tutti afferrato il paradosso fondamentale della metodologia del precrimine”. Peccato che con i postumi di una notte brava, quella frase sembrava scritta in aramaico antico.
La notte prima del disastro
Colin aveva implorato la produzione di non farlo lavorare il 31 maggio, il giorno del suo compleanno. “Chi pensavo di essere?”, scherza adesso l’attore ripensando a quella richiesta. Ovviamente il destino ha voluto che la sua chiamata fosse proprio alle 6 del mattino di quel giorno. La sera prima si era dato alla pazza gioia e ricorda ancora quel momento drammatico: “Mi sono messo a letto, ho spento la luce e immediatamente il telefono ha squillato. Era l’autista che diceva ‘Sono le sei e dieci'”.
Le cose sono peggiorate quando è arrivato sul set. Un assistente alla regia lo ha guardato dritto negli occhi e gli ha detto senza giri di parole: “Non puoi presentarti sul set in queste condizioni”. La soluzione di Colin? Chiedere una confezione da sei birre e un pacchetto di sigarette per affrontare la giornata. “Ora, non è una cosa bella da dire perché due anni dopo sono andato in rehab”, ammette l’attore. “Però sul momento ha funzionato”.
Quando incontri i tuoi idoli (da sbronzo)
L’ironia della situazione è che Minority Report rappresentava uno dei primi grandi ruoli di Farrell a Hollywood. Aveva la possibilità di lavorare con gente che aveva idolatrato da ragazzino: Tom Cruise di Top Gun e Risky Business, Steven Spielberg e il compositore John Williams. “Quei ragazzi mi hanno cresciuto con i loro film”, dice Colin con affetto. E lui si presenta ubriaco fradicio al suo compleanno.
Tom Cruise, noto per la sua dedizione maniacale al lavoro e per il perfezionismo sul set, “non era molto contento” quella mattina. Ci sono voluti 46 tentativi prima che Farrell riuscisse finalmente a sputare fuori quella maledetta battuta sul paradosso del precrimine. Quarantasei. Immagina la pazienza di Spielberg e del resto della troupe.
La svolta dopo il rehab
Colin adesso può scherzarci su, però quella fase della sua vita era davvero buia. Due anni dopo quell’episodio è entrato in riabilitazione, e il motivo principale è stato suo figlio James, nato dalla relazione con Kim Bordenave. Il ragazzo, che oggi ha 22 anni, soffre della sindrome di Angelman, un raro disturbo neurogenetico.
“James aveva 2 anni quando sono diventato sobrio”, ha raccontato Farrell al Daily Mail. “Parte della spinta che ho usato per liberarmi dall’alcol e dalle droghe è arrivata dal sapere che lui aveva problemi di salute. Una delle cose che James mi ha insegnato è stata accedere dentro di me al desiderio di vivere, anche se inizialmente si trattava più di voler vivere per esserci per lui”.
Minority Report alla fine ha avuto successo e Spielberg ha vinto il premio per la miglior regia ai Critics Choice Awards del 2003. Colin è andato avanti a costruire una carriera straordinaria, da The Batman al recente ruolo in The Penguin. Però quella mattina del 31 maggio 2002 resta un promemoria di quanto lontano sia arrivato.
E tu, hai mai avuto una giornata lavorativa disastrosa come quella di Colin? Raccontacelo nei commenti.


