Conan the Barbarian avrebbe dovuto trasformare Jason Momoa nel nuovo volto del cinema d’azione, ma si concluse con recensioni pessime e un pesante fallimento economico. Uscito nel 2011, il film cercò di rilanciare il guerriero creato da Robert E. Howard dopo le celebri pellicole con Arnold Schwarzenegger. Il pubblico, però, non si lasciò convincere. A distanza di quindici anni, quel risultato appare meno sorprendente: Hollywood aveva preso un personaggio amatissimo e lo aveva inserito in un rifacimento rumoroso, impersonale e privo del fascino dell’originale.
Il titolo scelto per il mercato italiano fu Conan the Barbarian, senza traduzione. Il film arrivò nelle nostre sale il 18 agosto 2011, distribuito da 01 Distribution, e incassò circa 811 mila euro durante le prime quattro settimane di programmazione. Una cifra modesta per una produzione che voleva aprire una nuova saga internazionale.
Momoa interpreta Conan, guerriero cimmero deciso a vendicare l’uccisione del padre Corin, interpretato da Ron Perlman. Il responsabile è Khalar Zym, signore della guerra con il volto di Stephen Lang, impegnato a ricomporre una maschera magica capace di riportare in vita la moglie e garantirgli un potere enorme. Conan attraversa battaglie, mostri e streghe per fermarlo, accompagnato dalla sacerdotessa Tamara, interpretata da Rachel Nichols.
Sulla carta c’erano parecchi elementi adatti a un’avventura fantasy: un protagonista fisicamente credibile, combattimenti violenti, magia nera e un antagonista riconoscibile. Il risultato, però, sembrava la copia sbiadita di molti altri film d’azione del periodo.
Jason Momoa era adatto al personaggio, ma il film non aveva un’identità
Il fallimento non dipese da Jason Momoa. L’attore possedeva già il fisico, il carisma e l’energia necessari per interpretare Conan. La sua versione era più agile e selvaggia rispetto a quella di Schwarzenegger, ma la sceneggiatura gli offriva poco oltre alle urla, alle pose minacciose e ai combattimenti.
Il film diretto da Marcus Nispel cercava di essere più cupo, sanguinoso e moderno. Finiva però per assomigliare a un prodotto costruito seguendo le mode del momento: montaggio frenetico, conversione in 3D, immagini scure e una quantità di violenza usata per coprire personaggi senza spessore.
Mancava soprattutto quella sensazione di trovarsi davanti a un mondo antico, brutale e leggendario. Il Conan del 1982 diretto da John Milius aveva difetti evidenti, ma possedeva un tono riconoscibile. Musica, paesaggi e silenzi costruivano un’atmosfera che ancora oggi rende il film diverso da qualsiasi normale avventura fantasy. Il rifacimento del 2011 puntava invece sulla velocità e sull’aggressività, perdendo quasi ogni personalità.
Gli incassi confermarono il rifiuto del pubblico
Conan the Barbarian costò circa 90 milioni di dollari, senza considerare le spese sostenute per pubblicità e distribuzione. Nel primo fine settimana americano incassò poco più di 10 milioni, debuttando soltanto al quarto posto. La corsa mondiale si fermò a circa 63,5 milioni di dollari, di cui 21,3 milioni provenienti dagli Stati Uniti. Numeri insufficienti persino per recuperare il costo della produzione.
Anche le reazioni furono negative. Il film ottenne il 25% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e non riuscì a costruire una comunità di appassionati capace di rivalutarlo negli anni successivi. Il problema non era una concorrenza imbattibile o una campagna promozionale poco visibile. Semplicemente, il pubblico non trovò ragioni sufficienti per preferire questa nuova versione a quella già conosciuta.
Il flop bloccò ogni progetto per un seguito e lasciò Jason Momoa in una fase ancora incerta della carriera. L’attore avrebbe trovato il successo mondiale alcuni anni dopo con Aquaman, dimostrando di poter sostenere una grande produzione. Conan the Barbarian resta quindi la prova che un interprete adatto non può salvare un film privo di una direzione convincente.
Anche Momoa ha ammesso che il risultato era pessimo
Nel 2022 lo stesso Momoa ha parlato senza molta diplomazia della pellicola. Ha spiegato di aver partecipato a progetti che erano venuti molto male e ha inserito Conan tra questi. Secondo l’attore, l’esperienza sul set era stata positiva, ma il film sarebbe poi stato preso, modificato e trasformato in qualcosa di molto diverso da ciò che pensava di realizzare.
Anche Marcus Nispel ha riconosciuto di essere rimasto insoddisfatto. Il regista ha descritto la lavorazione come un’esperienza difficile, condizionata dalle pressioni e dalle richieste delle diverse parti coinvolte. Non rinnegò però la scelta di Momoa, considerandolo ancora l’attore giusto per il personaggio.
Queste dichiarazioni spiegano parte dei problemi, ma non cambiano ciò che arrivò nelle sale. Lo spettatore giudica il film finito, non le intenzioni iniziali o la versione che qualcuno avrebbe voluto realizzare.
Hollywood dovrebbe capire che i rifacimenti non bastano più
Il fallimento di Conan the Barbarian anticipava una stanchezza diventata ancora più evidente negli anni successivi. Studios e produttori continuano a recuperare titoli conosciuti perché ritengono più semplice vendere un nome già famoso. Spesso, però, dimenticano di chiedersi se esista una buona storia da raccontare e se il pubblico senta davvero il bisogno di una nuova versione.
Un rifacimento non è automaticamente inutile. Può funzionare se cambia prospettiva, aggiorna un’idea o trova un autore capace di imprimere una personalità diversa. Conan the Barbarian non riusciva in nessuna di queste operazioni. Non era abbastanza fedele da soddisfare gli appassionati, né abbastanza originale da conquistare nuovi spettatori.
Per questo il flop ci sta. Non fu una grande occasione ingiustamente ignorata, ma il risultato prevedibile di un’industria convinta che bastassero un personaggio famoso, un protagonista muscoloso e qualche battaglia in 3D.
Ora Arnold Schwarzenegger prepara il ritorno nel progetto King Conan, affidato a Christopher McQuarrie. L’idea di raccontare un guerriero anziano, ormai indebolito dal potere e costretto a tornare in battaglia, appare almeno più interessante di un altro semplice rifacimento.
Secondo te Conan the Barbarian meritava il fallimento oppure Jason Momoa avrebbe dovuto avere una seconda possibilità nel personaggio? Scrivilo nei commenti e raccontaci la tua opinione.


