Fabrizio Corona può tornare. Ma non può più essere il Corona di prima. Questa è, in sostanza, la cosa più importante che emerge dall’ordinanza del tribunale di Milano del 19 marzo, al di là delle dichiarazioni di vittoria di entrambe le parti e delle polemiche che si sono scatenate sui social. Il giudice non ha messo il silenziatore a Corona – ma gli ha consegnato un manuale di istruzioni su come può parlare d’ora in poi. E seguire quel manuale, per uno come lui, non sarà semplice.
Ricapitoliamo velocemente per chi non ha seguito tutta la vicenda. A gennaio il tribunale di Milano aveva ordinato a Corona di rimuovere tutti i contenuti su Alfonso Signorini pubblicati nel suo format Falsissimo e di non pubblicarne altri. Una misura drastica, che bloccava qualsiasi tipo di contenuto riguardante il conduttore del Grande Fratello Vip. Corona aveva fatto ricorso. L’ordinanza di marzo è la risposta a quel ricorso.
Il risultato? Il tribunale ha confermato che i contenuti diffamatori vanno rimossi e non possono essere riproposti. Ma ha anche rivisto il perimetro del provvedimento originale, restringendolo. Non tutto quello che Corona ha prodotto su Signorini va cancellato indistintamente – solo quello che supera certi limiti precisi. E soprattutto, ha riconosciuto il diritto di Corona a esprimersi, purché rispetti tre condizioni: verità dei fatti, interesse pubblico reale, e continenza – cioè toni adeguati, senza insulti.
Sul piano pratico ci sono anche altri cambiamenti rispetto a gennaio: l’obbligo di consegnare tutto il materiale in cancelleria è stato revocato, e la penale per ogni giorno di ritardo nella rimozione dei contenuti è scesa da 2.000 a 750 euro. Non sono cambiamenti enormi, ma dicono che il reclamo di Corona ha ottenuto qualcosa di concreto.
L’avvocato Ivano Chiesa ha festeggiato in un video su Instagram, dicendo che il ricorso è stato “parzialmente, ma nella gran parte accolto” e annunciando il ritorno di Falsissimo con “grandi novità”. Il punto che Chiesa rivendica con più forza è quello sul diritto di cronaca: il tribunale ha stabilito che ce l’hanno tutti i cittadini italiani, non solo i giornalisti professionisti. Quindi anche Corona. Può dire quello che vuole – ma con tre condizioni che Chiesa stesso ha citato: rispettare la continenza, quindi senza insulti, e essere trasparente quando si parla di fatti ancora sotto indagine.
Ed è qui che la situazione diventa interessante. Perché quello che il tribunale ha fatto, in sostanza, è tracciare una linea molto precisa attorno a come Corona può operare. Una linea che va contro tutto quello che ha reso Falsissimo quello che è.
Cosa non può più fare Corona
Prima di tutto, non può più presentare accuse come se fossero fatti certi. L’ordinanza è esplicita su questo: le accuse di estorsioni sessuali nei confronti di Signorini sono state diffuse “come fatti certi, senza verifiche, quando invece esistono solo ipotesi di reato ancora al vaglio”. Questo è esattamente il metodo di Falsissimo: Corona prende una voce, un sospetto, una testimonianza non verificata, e la presenta con la stessa certezza con cui darebbe una notizia accertata. Adesso non può più farlo – almeno non su persone che possono fargli causa.
Non può più insultare. L’ordinanza cita espressamente le espressioni usate da Corona nei confronti di Signorini – “porco lurido” in testa – come esempi di linguaggio che va oltre qualsiasi forma accettabile di critica o cronaca. La continenza che il tribunale impone significa che Corona deve dire le cose in modo corretto, senza aggressioni gratuite. E chiunque abbia visto Falsissimo sa che la carica emotiva degli attacchi era una parte fondamentale del suo funzionamento.
Non può violare la privacy. La foto “nudo e di spalle” citata nell’articolo è un esempio diretto: pubblicare immagini private di qualcuno senza consenso è vietato, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione giornalistica o di interesse pubblico.
Cosa può ancora fare
Può parlare di fatti sotto indagine – ma dicendo chiaramente che sono sotto indagine. Può fare inchieste – ma verificando i fatti prima di presentarli come certi. Può criticare personaggi pubblici – ma senza insulti e senza inventarsi cose. In teoria, è quello che dovrebbe fare qualsiasi giornalista. In pratica, è un cambiamento radicale per il formato di Falsissimo, che ha costruito la propria identità sulla velocità, sulla forza degli attacchi e sull’effetto emotivo più che sulla verifica sistematica dei fatti.
Chiesa ha detto che “è quello che Fabrizio Corona farà”. Vedremo. Perché il pubblico di Falsissimo si è affezionato a un certo tipo di contenuto, e produrre quel tipo di contenuto rispettando tutte le condizioni che il tribunale ha posto è molto più complicato di quanto sembri. Corona dovrà scegliere i suoi obiettivi con più attenzione, verificare le accuse prima di farle, usare un linguaggio diverso e distinguere tra quello che sa e quello che sospetta. Non è impossibile. Ma è una versione di Corona molto più disciplinata di quella che abbiamo visto fino ad ora.
La battaglia legale, nel frattempo, va avanti anche in sede penale. E le “grandi novità” annunciate dall’avvocato Chiesa potrebbero chiarire ulteriormente in che direzione si muoverà Falsissimo dopo questa ordinanza.
Pensi che Corona riuscirà davvero a rispettare i limiti che il tribunale ha tracciato, o è nella sua natura andare sempre oltre? Scrivilo nei commenti – chi ha seguito tutta la vicenda ha opinioni molto precise su questo.


