Corri o muori, la nuova action comedy Prime Video arrivata il 15 luglio con tutti e otto gli episodi, punta tutto su una coppia di protagoniste capaci di reggere da sole l’intera baracca, e per gran parte della sua durata ci riesce alla grande.
La serie, ideata da Tessa Coates, racconta la storia di Debbie Claybourne, interpretata da Octavia Spencer, e Judith Burton, interpretata da Hannah Waddingham, migliori amiche da oltre vent’anni convinte di conoscersi a fondo l’una con l’altra. La scoperta che sconvolge Debbie arriva quando un bersaglio di Judith si incrocia con un evento a cui la stessa Debbie sta partecipando insieme al marito David, costringendo Judith a rivelare la propria vera identità, quella di un’assassina professionista conosciuta nell’ambiente con il nome in codice Whiptail. Da quel momento le due amiche si ritrovano coinvolte in una fuga forsennata in giro per l’Europa, braccate da criminali, agenzie di intelligence e nemici del passato di Judith.
A mio avviso il punto di forza assoluto della serie è proprio la chimica tra le due protagoniste. Octavia Spencer e Hannah Waddingham costruiscono un rapporto di amicizia credibile e mai forzato, capace di reggere sia i momenti più comici sia quelli più drammatici, complice anche una scrittura che dedica il giusto spazio ai personaggi secondari senza mai farli sembrare un puro contorno. Waddingham in particolare convince pienamente nei panni dell’action hero, restituendo un mix di fisicità e ironia che rende Judith uno dei personaggi femminili più riusciti visti di recente in questo genere, mentre Spencer si conferma abile nel bilanciare comicità e vulnerabilità, dando spessore a una Debbie che rischierebbe altrimenti di restare relegata al ruolo di semplice spalla comica.
Il problema principale della serie, riguarda la scrittura della trama vera e propria. Corri o muori si muove lungo binari piuttosto prevedibili per il genere spionistico action comedy, senza portare grandi novità rispetto a titoli simili già visti negli ultimi anni, e la tensione action, fortissima nel doppio episodio pilota diretto da Peyton Reed, non viene più eguagliata con la stessa intensità nel resto della stagione. Anche il registro tonale, che negli ultimi episodi vira verso un melodramma non sempre ben calibrato rispetto ai toni leggeri della prima parte, fatica in alcuni momenti a restare coerente con lo spirito scanzonato che la serie sembrava voler abbracciare fin dall’inizio.
Corri o Muori resta comunque una visione godibile e via via più divertente, capace di funzionare proprio grazie al carisma delle sue interpreti principali, anche quando la sceneggiatura non è all’altezza della loro alchimia.
L’hai già vista? Facci sapere nei commenti se anche per te la chimica tra le due protagoniste basta a reggere l’intera stagione o se avresti preferito una scrittura più originale sul fronte della trama.
La Recensione
Corri o Muori (2026)
Corri o muori è un'action comedy che vive quasi esclusivamente della chimica tra Octavia Spencer e Hannah Waddingham, capaci di rendere godibile anche una trama piuttosto prevedibile grazie a un'intesa naturale e a un buon equilibrio tra azione e ironia.
PRO
- La chimica tra Octavia Spencer e Hannah Waddingham
- Hannah Waddingham nei panni di un'action hero credibile e fisicamente convincente
- Un cast di supporto scritto con cura, capace di arricchire il mondo della storia senza rubare la scena alle protagoniste
CONTRO
- Una trama piuttosto prevedibile, che non si distingue granché da altri titoli dello stesso genere
- L'intensità action del doppio episodio pilota non viene più raggiunta nel resto della stagione


