Criminal Record è tornata su Apple TV con la seconda stagione e, nel giro di pochi giorni, si è rimessa a correre nelle classifiche streaming. La serie crime con Peter Capaldi e Cush Jumbo è ripartita il 22 aprile 2026 con nuovi episodi settimanali e ha subito conquistato spazio tra i titoli più visti della piattaforma, arrivando anche al terzo posto nella classifica mondiale Apple TV di FlixPatrol del 27 aprile.
E qui viene quasi da fare la solita domanda: ma perché Apple TV certe serie sembra volerle nascondere in cantina?
Perché Criminal Record non è proprio l’ultima arrivata. La prima stagione, uscita nel 2024, aveva già messo insieme un buon riscontro critico, con un 90% su Rotten Tomatoes. La seconda, almeno per ora, è partita ancora meglio: su Rotten Tomatoes risulta con un 100% di recensioni positive, anche se va ricordato che il dato può cambiare man mano che arrivano nuove recensioni.
Insomma, non stiamo parlando di un titolo qualunque buttato lì nel catalogo. Stiamo parlando di un thriller britannico cupo, teso, molto recitato, che lavora più sui silenzi e sulle ombre che sui colpi di scena sparati ogni dieci minuti. E forse proprio per questo rischia di passare sotto il radar di chi apre Apple TV, vede mille copertine eleganti e poi finisce sempre per scegliere qualcosa che conosce già.
La serie ruota intorno a due detective molto diversi tra loro: June Lenker, interpretata da Cush Jumbo, e Daniel Hegarty, interpretato da Peter Capaldi. Nella prima stagione i due si erano scontrati su un vecchio caso di omicidio, facendo emergere sospetti, tensioni interne alla polizia, razzismo e zone grigie del sistema giudiziario. Non era il classico poliziesco con il detective brillante che capisce tutto prima degli altri. Era più sporco, più nervoso, più interessato alle crepe dei personaggi.
Nella seconda stagione si riparte da un clima ancora più pesante. La storia segue una nuova indagine a Londra, dopo un episodio violento durante una manifestazione politica. Da lì, la vicenda si allarga e tocca anche il tema dell’estremismo di destra e di una possibile minaccia terroristica. Il Guardian, nella sua recensione, ha parlato di una stagione intensa, dominata dalla presenza inquieta e potente di Capaldi nei panni di Hegarty.
Ecco, Peter Capaldi è uno dei motivi principali per guardarla. Ha quel tipo di volto che sembra sempre nascondere tre pensieri non dichiarati e mezzo disastro dietro l’angolo. Può stare fermo, parlare piano, quasi non muoversi, e comunque riempire la scena. Chi lo conosce per Doctor Who o per The Thick of It sa bene quanto possa essere magnetico, ma qui lavora su un registro diverso: meno esplosivo, più minaccioso, più ambiguo.
Accanto a lui, Cush Jumbo tiene benissimo il campo. Il suo personaggio non è scritto come una semplice “poliziotta giovane contro il vecchio sistema”, grazie al cielo. June Lenker ha rabbia, intuito, fragilità e anche qualche errore addosso. Non è una santa con il distintivo. È una donna che prova a fare il suo lavoro in un ambiente dove la verità non arriva mai pulita, confezionata e pronta da servire.
Ed è questo che rende Criminal Record più interessante di tanti thriller riempitivi. Non vuole solo chiederti “chi è stato?”. Vuole farti sentire il peso di una domanda più scomoda: cosa succede quando chi dovrebbe cercare la verità è anche parte del problema? Detta così sembra una frase da trailer serio con musica cupa sotto, lo so. Però nella serie funziona, perché non viene spiegata con il megafono. La vedi nei dialoghi, nelle facce, nelle scelte sbagliate.
Apple TV, negli ultimi anni, si è costruita una reputazione molto forte soprattutto con la fantascienza: Severance, Silo, For All Mankind. Titoli belli grossi, riconoscibili, spesso molto discussi. Però nel catalogo ci sono anche thriller di ottimo livello, da Slow Horses a Criminal Record. Il problema è che non sempre sembrano ricevere la spinta promozionale che meriterebbero. E così succede una cosa strana: la qualità c’è, i nomi ci sono, le recensioni ci sono, ma il pubblico deve quasi inciampare nella serie per accorgersene.
La nuova stagione avrà otto episodi, con uscita settimanale fino al 10 giugno 2026. Una scelta che può aiutare il passaparola, perché non brucia tutto in un weekend e lascia tempo alla serie di crescere. Certo, oggi siamo abituati a divorarci una stagione intera come se fosse un pacco di patatine aperto sul divano. Però per un thriller di questo tipo, l’attesa può anche funzionare. Ti lascia con il dubbio, ti fa ripensare a una scena, ti costringe a non dimenticare subito quello che hai visto.
Naturalmente, non è detto che Criminal Record sia per tutti. Chi cerca azione continua, inseguimenti, battute brillanti e ritmo da montaggio compulsivo potrebbe trovarla un po’ trattenuta. È una serie più fredda, più britannica, più interessata alla tensione morale che allo spettacolo puro. Però se ti piacciono i crime dove i personaggi contano quanto il caso, allora vale la pena darle una possibilità.
Il successo nelle classifiche Apple TV dice che qualcuno se ne sta accorgendo. E il punteggio perfetto su Rotten Tomatoes, pur provvisorio, segnala che la critica l’ha accolta molto bene. Ora resta da capire se Criminal Record riuscirà a diventare davvero una delle serie di punta della piattaforma o se continuerà a essere quel piccolo gioiello che molti scoprono con mesi di ritardo, dicendo poi: “Ma perché non me l’aveva consigliata nessuno?”.
E tu che ne pensi: Criminal Record può diventare uno dei migliori thriller di Apple TV o resta ancora troppo nascosta nel catalogo? Scrivilo nei commenti.


