Sai quando guardi un film e ti chiedi “ma dove diavolo hanno girato questa scena?”. Ecco, con il Frankenstein di Guillermo del Toro su Netflix la domanda diventa ancora più interessante, perché il regista ha praticamente fatto un tour d’Europa (e del Canada) per trovare le location perfette. E quando dico perfette, intendo palazzi da sogno, cattedrali gotiche, spiagge private e persino una nave di 40 metri costruita in un parcheggio. Sì, hai letto bene.
Ho passato ore a scavare per scoprire dove è stato girato questo film, e devo dirti una cosa: la lista delle location è talmente folle che ti verrà voglia di prenotare un volo per la Scozia domani mattina. O almeno di aprire Google Maps e fare un giro virtuale.
La Scozia, regina indiscussa delle location
Partiamo dalla Scozia, che praticamente è la protagonista non dichiarata del film. Del Toro e il suo team hanno inizialmente considerato anche Repubblica Ceca e Ungheria (dove Mary Shelley aveva passato molto tempo), ma alla fine hanno scelto la Scozia. E la scelta ha senso: la Scozia è incredibilmente evocativa per il Frankenstein di Mary Shelley, visto che la scrittrice ci aveva vissuto e si era ispirata proprio a quei paesaggi cupi e romantici.
La production designer Tamara Deverell ha raccontato che a un certo punto ha smesso di cercare di mappare esattamente le location del romanzo originale. Ha capito che stavano creando una fantasia, non un documentario geografico. E meno male, perché altrimenti avremmo perso delle location spettacolari.
Edimburgo: quando una città diventa un set cinematografico
Iniziamo da Edimburgo, che è stata praticamente trasformata in un set a cielo aperto per due settimane a settembre 2024. E non in un periodo qualsiasi: durante l’alta stagione turistica, quando la città era letteralmente invasa di turisti. Immagina di essere un turista che sta facendo shopping sulla Royal Mile e improvvisamente ti ritrovi in mezzo a una produzione di Netflix con Oscar Isaac che cammina in costume d’epoca.
Le location di Edimburgo sono state scelte con una precisione maniacale. La location manager Lloret MacKenna Dunn ha spiegato che cercavano una sensazione di pesantezza, pietra scura, toni cupi che fossero fondamentali per gli esterni di Edimburgo. E ragazzi, ci sono riusciti alla grande.
I luoghi magici di Edimburgo
Parliament Square sulla Royal Mile è stata trasformata in un mercato d’epoca, completo di macchina per la pioggia artificiale per creare l’effetto completo. Perché se devi fare una scena gotica in Scozia, ovviamente deve piovere.
Bakehouse Close a Canongate è diventato il vicolo insanguinato che porta a casa Harlander, mentre la piazza acciottolata fuori dalla Cattedrale di St Giles è diventata il percorso che Victor attraversa per andare in chiesa. La cattedrale stessa, con la sua guglia gotica a forma di corona, è praticamente un personaggio del film.
E poi c’è Makars’ Court, dove hanno girato la scena della forca. Questa è stata la location più difficile di Edimburgo in cui lavorare a causa del traffico turistico e della mancanza di parcheggi nelle vicinanze. Hanno dovuto persino verificare se il terreno poteva sostenere il peso della struttura della forca, che è stata costruita sul posto. E tutto questo mentre i negozi e i residenti della zona continuavano le loro attività normali. Un incubo logistico, ma il risultato finale ne è valso la pena.
Un’altra location fantastica è la Signet Library, usata per la scena del ballo tra Victor e Lady Elizabeth. L’hanno scelta perché volevano una location che fosse un contrasto gioioso e luminoso rispetto alle altre location cupe di Edimburgo. Perché non tutto può essere cupo e deprimente, ogni tanto serve anche un po’ di eleganza georgiana per far respirare il pubblico.
Glasgow Cathedral: confessioni gotiche
La Glasgow Cathedral è stata usata per gli interni della scena di confessione. Questo edificio gotico medievale domina la città con enormi vetrate colorate che proiettano una luce spettrale sui soffitti a volta. Però c’è un problema: non sono riusciti a girare l’intera scena nella chiesa a causa della sua complessità. Così hanno spostato parte della scena a Gosford House e l’hanno allestita nella sala da ballo. Un mix perfetto tra sacro e profano.
Gosford House: la casa dei Frankenstein (o meglio, una delle quattro)
Ecco dove la storia diventa interessante. La casa dei Frankenstein nel film in realtà non è una casa. Sono quattro case diverse montate insieme come… beh, come il mostro di Frankenstein stesso. Geniale, no?
Gosford House in East Lothian rappresenta gli esterni della tenuta Frankenstein. È una villa neoclassica su 5.000 acri tra costa e parco, con una Marble Hall a due piani che è praticamente pornografia architettonica. Lo spazio rivestito di pietra vanta alti archi e numerose colonne che circondano una grande doppia scalinata. È qui che hanno girato la scena del matrimonio, e fidati, è spettacolare.
La cosa bella? Gosford House offre visite guidate durante giornate di apertura specifiche annunciate durante tutto l’anno, con date confermate per Pasqua 2026. Quindi se vuoi visitarla, inizia a pianificare. Unica nota dolente: non puoi fare foto all’interno. Dovrai accontentarti della tua memoria (o comprare le cartoline).
Ah, e hanno anche girato scene sulla Seacliff Beach, a circa mezz’ora da Gosford House. È qui che la creatura di Victor fugge dall’incendio sulla cima della scogliera. Anche se è una spiaggia privata, i turisti possono visitarla con tariffe di parcheggio accessibili. Perfetto per una gita domenicale a tema Frankenstein.
Dunecht House: la biblioteca che dovette essere completamente rifatta
Dunecht House in Aberdeenshire è una proprietà privata che ha prestato la sua lunga biblioteca per il film. Ma c’è un retroscena esilarante. Quando la troupe è arrivata, lo stavano usando per far fare skateboard ai bambini. Era pieno di giocattoli per bambini e pareti rosse senza scaffali. Zero atmosfera gotica, insomma.
La produzione ha dovuto riverniciare i pavimenti, costruire tutti gli scaffali e dipingere l’intera stanza. È stato un sacco di lavoro, ma ne è valsa la pena perché non avrebbero mai potuto permettersi di costruire uno spazio così grande da zero. È qui che Victor viene sgridato dal suo severo padre Leopold, interpretato da Charles Dance.
La casa ha 24 camere da letto, 16 bagni, una biblioteca lunga 36 metri e persino un osservatorio. Risale al 1820 ed è costruita in granito dell’Aberdeenshire con un tetto in piombo e ardesia.
Curiosità inquietante: Del Toro ha raccontato su Twitter di aver avuto un’esperienza paranormale in un hotel della zona durante le riprese. Ha scritto che l’atmosfera nella stanza era opprimente e che c’era qualcosa con lui in quella stanza. Perfetto per girare Frankenstein, no? Il regista messicano non ha specificato se l’hotel fosse proprio Dunecht House, ma ha lasciato intendere che la zona aveva un’energia particolare. Molto particolare.
Wilton House e Burghley House: quando l’aristocrazia inglese incontra l’horror gotico
Scendiamo in Inghilterra, dove due magnifiche dimore storiche hanno prestato i loro interni per il film.
Wilton House nel Wiltshire, residenza ufficiale del conte e della contessa di Pembroke dal 1542, è apparsa in recenti produzioni come Bridgerton, The Crown ed Emma, oltre a classici come Barry Lyndon del 1975. Del Toro, grande fan di Stanley Kubrick, si è divertito un mondo a girare la sala da pranzo e il cimitero dei Frankenstein in questa storica dimora di campagna, visto che Barry Lyndon era stato girato proprio lì. È famosa soprattutto per la sua elaborata scalinata, che è diventata un elemento visivo importante in Frankenstein. Quella scala è praticamente un’opera d’arte a sé stante.
Burghley House nel Lincolnshire è una delle case più grandi e grandiose del XVI secolo. Le riprese si sono svolte a Burghley nel settembre 2024, con alcune delle sale di rappresentanza più spettacolari della casa, tra cui la Great Hall, la Bow Room e la Old Kitchen. Deverell ha preso ispirazione particolare dai murales del pittore francese del XVII secolo Louis Laguerre nella Bow Room. Questi murales hanno influenzato la palette di colori e l’atmosfera di diverse scene del film.
La casa fu costruita tra il 1555 e il 1587 da William Cecil, Lord High Treasurer della Regina Elisabetta I. Oltre a un esterno imponente in pietra calcarea estratta nelle vicinanze, la proprietà include ampie stalle, un’aranciera e due giardini: uno con sculture e l’altro pieno di sorprese, tra cui una casa di muschio e un labirinto di specchi.
La cosa fantastica è che i visitatori che esplorano Burghley House oggi possono scoprire le stesse stanze mostrate in Frankenstein. Quindi se vuoi fare un tour delle location, puoi davvero entrare negli stessi spazi che vedi nel film. Burghley è aperta al pubblico e ha una lunga storia con film e televisione, essendo apparsa in tutto, da Pride and Prejudice a The Crown.
Hospitalfield House ad Arbroath: un centro d’arte gotico
Hospitalfield House ad Arbroath è stata usata per gli interni della casa di Henrich Harlander, il ricco fabbricante d’armi che finanzia gli esperimenti di Victor (interpretato da Christoph Waltz). Costruita originariamente nel 1260, nel corso dei secoli il sito è stato un ospedale, una scuola d’arte e una residenza per artisti. È qui che Mia Goth suona il pianoforte coperta di diamanti Tiffany in una scena assolutamente spettacolare.
Deverell ha raccontato che hanno dovuto costruire il bagno di Harlander da zero perché non esiste un bagno d’epoca grande come quello che volevano. Ma questo le ha permesso di attingere da tutta l’architettura esistente per creare qualcosa di unico. Un bagno costruito apposta per un film? Questo è il livello di dettaglio di Del Toro.
La produzione è arrivata ad Arbroath a settembre 2024, chiudendo la casa al pubblico per le riprese. Christoph Waltz è stato avvistato in giro per la zona durante quel periodo, e c’è anche chi giura di averlo visto a una partita dell’Old Firm a Glasgow. Immagina di andare a vedere Celtic-Rangers e trovarti seduto vicino al cattivo di James Bond.
Glencoe: le Highland scozzesi al loro meglio
Il villaggio di Glencoe si trova proprio sul Loch Leven e offre le famose Highland scozzesi come sfondo. Colline che salgono e scendono come titani addormentati, infinite distese verdi, cieli aperti. Non è confermato esattamente perché Glencoe sia stata scelta come location, ma basta guardare il paesaggio per capirlo. È l’incarnazione stessa del romanticismo gotico.
Glencoe è anche una Riserva Naturale Nazionale, e i sentieri attraversano l’area permettendo ai visitatori di esplorare gli stessi paesaggi visti nel film. Se hai visto Skyfall o altri film girati in Scozia, probabilmente hai già visto Glencoe senza saperlo. È una di quelle location che i registi adorano perché è drammatica, selvaggia e incredibilmente fotogenica.
Il Wallace Monument: l’ispirazione per il laboratorio di Victor
Ecco una delle storie più affascinanti. Il Wallace Monument a Stirling, quel monumento di 67 metri dedicato a William Wallace (sì, quello di Braveheart), è stato l’ispirazione per il design del laboratorio di Victor Frankenstein nel film.
Deverell ha raccontato: “Il Wallace Monument è stato una forte influenza nel design del nostro acquedotto abbandonato, che si trasforma nel laboratorio sulla scogliera di Victor Frankenstein. Guillermo, il nostro concept artist Guy Davis e io abbiamo visitato il Monumento nel nostro primo sopralluogo in Scozia nell’aprile 2023. Abbiamo usato la silhouette complessiva, le texture della pietra, l’architettura ad arco e, in particolare, la cima turrita nel design della nostra torre di Frankenstein”.
Ha anche aggiunto: “Come gran parte della Scozia, la nostra prima vista del Wallace Monument che si innalzava su un punto alto nella nebbia sulla campagna è stata sia mozzafiato che straordinariamente ispiratrice”.
Il laboratorio finale non è una copia esatta, ma un ibrido di architettura scozzese. Hanno preso elementi dal Wallace Monument, ma anche da altri edifici gotici scozzesi per creare qualcosa di unico. Il risultato? Una torre che sembra uscita da un incubo vittoriano, perfetta per un pazzo scienziato che vuole giocare a fare Dio.
Il Wallace Monument è aperto al pubblico e molti visitatori vanno lì chiedendo del collegamento con Frankenstein. È diventata un’altra tappa del tour delle location del film, insieme al suo più famoso collegamento con Braveheart.
Toronto, Canada: quando il parcheggio diventa l’Artico
E ora arriviamo alla parte più folle: Toronto. Il film si apre nell’Artico remoto, dove una nave esplorativa chiamata Horisont si è incagliata nel ghiaccio. Dopo aver scoperto Victor ferito, il capitano lo porta a bordo per sentire la sua storia, mentre la Creatura lo insegue e minaccia l’equipaggio.
Ora, indovina dove hanno girato questa scena? In un parcheggio di Toronto.
Deverell ha spiegato: “Abbiamo costruito la nave nel parcheggio fuori dallo studio Netflix. La nave era lunga 40 metri e larga 9 metri, e abbiamo costruito centinaia di metri di ghiaccio intorno ad essa con neve finta e iceberg”. La vista reale dal ponte della nave? Il centro di Toronto. Questa è la magia degli effetti visivi.
Per il ghiaccio, il team ha sperimentato molto. Hanno costruito una struttura di base in metallo, poi hanno stratificato plexiglas e schiuma di polistirene scolpita per creare del ghiaccio trasparente. Lo hanno poi rivestito di cera, neve finta e neve vera. Il risultato finale è assolutamente convincente sullo schermo.
Le riprese principali a Toronto si sono svolte ai Cinespace Studios da marzo a giugno 2024. Del Toro ha una lunga storia con Toronto, avendo girato lì Pacific Rim, Crimson Peak, The Shape of Water, Nightmare Alley e varie serie TV. La città gli ha persino dato le chiavi della città nel 2024, e Cinespace Studios ha rinominato quattro spazi di produzione come “The Guillermo del Toro Stages”. Non male come onore.
Le altre location canadesi
Ma Toronto non è stata l’unica location canadese. La casa del mulino dove si nasconde la Creatura è stata costruita in una fattoria di cavalli vicino ai Kleinburg Studios, quasi sei mesi prima delle riprese. Volevano che sembrasse invecchiata e vissuta, quindi l’hanno costruita in anticipo e lasciata esposta agli elementi.
La scena con la slitta trainata da cani è stata girata sul Lago Nipissing a nord di Toronto. Ma c’è stato un problema: il ghiaccio si stava sciogliendo mentre giravano, quindi hanno dovuto continuare a testarlo per assicurarsi che fosse sicuro. Immagina di dirigere una scena dove gli attori sono sul ghiaccio che si sta letteralmente sciogliendo sotto di loro. Non proprio l’ambiente di lavoro più rilassante.
Anche il campus della University of Toronto, in particolare l’edificio di Scienze Mediche, è stato utilizzato. E location come North York e Markham sono apparse in varie scene.
Per le scene della foresta, dove la Creatura si nasconde dopo essere fuggita, la produzione è andata alla Rockwood Conservation Area in Canada. Deverell voleva usare una vera foresta perché “la Creatura era la più connessa alla natura, anche se è artificiale”. Un tocco poetico che aggiunge profondità al personaggio.
I dettagli che fanno la differenza
Una delle cose più affascinanti di questo film è l’attenzione maniacale ai dettagli. Per esempio, quando hanno girato a Edimburgo, hanno dovuto deviare il traffico normale, chiudere strade e trasformare i negozi moderni per farli sembrare del 1800. I residenti locali sono stati incredibilmente collaborativi, anche se immagino che non sia stato facilissimo vivere in mezzo a un set cinematografico per due settimane.
Del Toro è famoso per questo tipo di ossessione. Ha persino visitato il vecchio teatro operatorio di Londra e il teatro anatomico della scuola veterinaria di Berlino come riferimento per il teatro operatorio circolare dove Victor presenta le sue scoperte. Alla fine non sono riusciti a trovare un vero teatro operatorio circolare storico che funzionasse, quindi ne hanno costruito uno basandosi sulla struttura reale del Glasgow City Hall.
Un altro dettaglio pazzesco: hanno coperto l’intero prato antistante Gosford House con neve artificiale per la scena del parco delle farfalle. In piena estate scozzese. Questo è il livello di impegno che metti in un film quando è il progetto della tua vita.
Un film che rispetta il romanzo originale
Del Toro ha sempre detto che Frankenstein fa parte del suo DNA. Ha letto il romanzo di Mary Shelley da bambino e ha visto Boris Karloff in quello che è diventato per lui “uno stato quasi religioso”. Per 50 anni ha voluto fare questo film, aspettando di avere gli strumenti giusti e la maturità necessaria.
Il risultato è un film che, anche se non segue esattamente la geografia del romanzo originale, ne cattura perfettamente lo spirito. Nel romanzo, la storia viaggia dall’Italia alla Svizzera, alle isole Orcadi in Scozia, con scene iniziali e finali nelle regioni polari. Il film di Del Toro usa Scozia, Inghilterra e Canada per ricreare questi luoghi, ma l’importante è l’atmosfera, non la precisione geografica.
Deverell ha ammesso che a un certo punto ha smesso di cercare di mappare tutto con precisione e ha accettato che stavano raccontando una fantasia. E questa libertà creativa ha permesso loro di scegliere le location più belle e appropriate, indipendentemente da dove si trovassero nella realtà.
Perché queste location funzionano così bene
C’è una ragione per cui queste location sono così efficaci nel film. Non sono solo belle da vedere (anche se lo sono), ma raccontano una storia. L’architettura gotica di Edimburgo parla di segreti e oscurità. Le grandi dimore aristocratiche inglesi parlano di potere e decadenza. I paesaggi selvaggi della Scozia parlano di natura indomita e forze primitive.
E poi c’è il contrasto. La bellezza neoclassica di Gosford House contro la brutalità del ghiaccio artico. L’eleganza della Signet Library contro i vicoli insanguinati di Canongate. Questi contrasti rispecchiano perfettamente la storia di Frankenstein: la bellezza contro l’orrore, la civiltà contro la natura, l’ambizione contro le conseguenze.
Del Toro e Deverell non hanno scelto queste location a caso. Hanno passato mesi a cercare i posti perfetti, visitando personalmente ogni location, studiando la luce, l’architettura, l’atmosfera. Il risultato è un film dove le location sono praticamente dei personaggi, con la loro personalità e il loro impatto sulla storia.
Il legame con Mary Shelley
C’è anche un aspetto meta-narrativo interessante. Mary Shelley ha scritto Frankenstein durante un soggiorno in Svizzera, ma aveva vissuto in Scozia e conosceva bene quei paesaggi. Girare il film in Scozia è quindi un modo di riconnettersi con le radici dell’autrice, con i luoghi che l’hanno ispirata.
Edimburgo in particolare ha una lunga storia di collegamenti con Frankenstein. La città era famosa (o famigerata) nel XIX secolo per il commercio di cadaveri, con i famosi Burke e Hare che uccidevano persone per vendere i loro corpi alle scuole di medicina. Questa storia macabra fa parte del DNA della città e rende Edimburgo il luogo perfetto per ambientare una storia su qualcuno che anima i morti.
Un’esperienza di set-jetting da non perdere
Se sei un fan del film e ti piace viaggiare, fare un tour delle location di Frankenstein potrebbe essere un’esperienza incredibile. Molte di queste location sono aperte al pubblico:
- Puoi camminare sulla Royal Mile a Edimburgo e vedere esattamente dove hanno girato
- Puoi visitare Burghley House e Wilton House durante gli orari di apertura
- Puoi fare escursioni a Glencoe e vedere le Highland scozzesi
- Puoi visitare il Wallace Monument e vedere cosa ha ispirato il laboratorio di Victor
- Puoi persino visitare Gosford House durante le giornate di apertura speciali
È quello che chiamano “set-jetting”: viaggiare verso le location dei tuoi film e show preferiti. E con Frankenstein, hai l’imbarazzo della scelta tra castelli gotici, cattedrali medievali e paesaggi mozzafiato.
Il tocco finale di Del Toro
Quello che rende queste location veramente speciali è il modo in cui Del Toro le ha usate. Non sono solo sfondi, sono parte integrante della narrazione. La nebbia sulle Highland, le strade acciottolate di Edimburgo, le sale maestose delle dimore aristocratiche: tutto contribuisce a creare un’atmosfera che è insieme bella e inquietante, romantica e terrificante.
Del Toro è un maestro nel creare mondi visivi che sembrano reali ma anche leggermente spostati dalla realtà. E queste location gli hanno dato la base perfetta per costruire la sua visione di Frankenstein. Ha preso luoghi reali, pieni di storia e atmosfera, e li ha trasformati in qualcosa di magico e spaventoso.
Il film è una lettera d’amore non solo a Mary Shelley e al suo romanzo, ma anche alla Scozia, all’Inghilterra e alle loro ricche tradizioni gotiche. È un promemoria di quanto sia importante scegliere le location giuste per un film, di come l’ambiente possa elevare una storia da buona a straordinaria.
E tu, quale di queste location vorresti visitare di più? Hai già visto il film su Netflix? Ti è piaciuto come hanno usato questi luoghi incredibili? Raccontaci nei commenti cosa ne pensi, e se hai già pianificato il tuo viaggio in Scozia sulle orme di Victor Frankenstein!


