Il cerchio si chiude dopo 35 anni e Tim Burton ha voluto regalare ai fan un easter egg da brividi. Anthony Michael Hall, l’attore che nel 1990 aveva interpretato Jim, il bullo aggressivo e bigotto di “Edward mani di forbice”, è tornato a collaborare con il maestro del gotico in “Mercoledì” stagione 2. Ma stavolta il suo personaggio non se la cava con una semplice caduta: viene letteralmente divorato il cervello da uno zombie nell’episodio 3 della seconda stagione, uscita il 6 agosto 2025 su Netflix.
La reunion tra Burton e Hall non è casuale, ma rappresenta un perfetto esempio di quello che nel mondo televisivo chiamiamo “thematic continuity” – quando un regista riprende attori e temi del suo passato per creare nuovi strati di significato. Il personaggio di Ron Krueger, che Hall interpreta in “Mercoledì 2”, è praticamente il gemello spirituale di Jim: stesso atteggiamento aggressivo, stessa intolleranza verso i “diversi”, stesso destino di punizione definitiva per i suoi pregiudizi.
Nel terzo episodio della seconda stagione, intitolato “Call of the Woe”, Mercoledì e i suoi compagni della Nevermore Academy si ritrovano in un campo estivo riservato agli Outcast. Ma la gita si trasforma rapidamente in scontro quando arriva Krueger con un gruppo di teenager “normali”, rivendicando il diritto di utilizzare lo stesso campeggio. È la classica situazione alla Burton: Normali contro Outcast, conformità contro diversità, in una battaglia che va ben oltre la semplice disputa territoriale.
Il gioco che decide tutto
La tensione esplode quando Mercoledì propone una “capture the flag” per decidere chi può rimanere al campeggio. È un momento che Burton utilizza brillantemente per creare quello che chiamiamo “visual storytelling”: la spiegazione delle regole viene presentata attraverso un’animazione che ricorda lo stile dei suoi film più iconici, mescolando humor macabro e estetica gotica.
Gli Outcast vincono la competizione, ma Krueger non è il tipo che accetta le sconfitte con eleganza. Esattamente come Jim in “Edward mani di forbice”, il personaggio di Hall reagisce alla diversità con violenza e vendetta. Incoraggia i suoi ragazzi a vendicarsi degli Outcast, scatenando una serie di eventi che porteranno alla sua fine decisamente più cruenta rispetto al suo predecessore cinematografico.
Il destino di Krueger è al tempo stesso comico e terrificante: il suo cervello viene divorato dallo zombie domestico di Pugsley, il fratellino di Mercoledì. È il classico humor nero burtoniano, dove la morte del cattivo viene trattata con quella leggerezza macabra che caratterizza tutto l’universo creativo del regista.
Il pattern narrativo di Burton
Quello che rende affascinante questo casting è come Burton utilizzi Hall per completare un arco narrativo iniziato 35 anni fa. In “Edward mani di forbice”, Jim rappresentava l’intolleranza della società americana suburbana verso tutto ciò che non rientra nei canoni della normalità. Il suo personaggio incarnava quella forza distruttiva che spinge le comunità a rifiutare e perseguitare chi è percepito come “diverso”.
In “Mercoledì”, Krueger svolge esattamente la stessa funzione: è il catalizzatore dell’intolleranza, quello che trasforma la diffidenza in odio aperto. Ma se in “Edward mani di forbice” Jim moriva cadendo dalla finestra dopo aver tentato di uccidere Edward, in “Mercoledì 2” la punizione è molto più creativa e, diciamolo, divertente.
Questa evoluzione riflette anche i cambiamenti nel modo di fare televisione: se negli anni ’90 un film doveva mantenere un certo equilibrio tonale, oggi le serie possono permettersi excursus più estremi nel territorio dell’horror comedy. E Burton, che ha sempre camminato su questa linea sottile, trova in “Mercoledì” il terreno perfetto per spingere ancora più in là i suoi istinti narrativi.
La seconda stagione e le sue novità
“Mercoledì” stagione 2 rappresenta un ritorno alle origini per Burton, che dirige quattro degli otto episodi totali. La serie, uscita in due parti (la prima il 6 agosto, la seconda il 3 settembre 2025), vede Jenna Ortega riprendere il ruolo di Mercoledì con un approccio ancora più maturo e una maggiore consapevolezza del proprio potere di produttrice esecutiva.
Il cast si arricchisce di volti nuovi come Steve Buscemi, Thandiwe Newton, Joanna Lumley e, sorpresa delle sorprese, Lady Gaga in un ruolo ancora misterioso. Ma è proprio la presenza di veterani come Hall a dare alla serie quella profondità temporale che la distingue da altri teen drama.
L’episodio del campo estivo funziona anche come microcosmo di tutti i temi che Burton ha sempre esplorato: l’outsider che cerca di integrarsi, la società che prima accoglie e poi respinge, la violenza come risposta alla paura del diverso. È un concentrato di burtonismo che dimostra quanto il regista sia ancora in grado di innovare rimanendo fedele a se stesso.
Il cerchio che si chiude
La scelta di far tornare Anthony Michael Hall non è solo nostalgia, ma un modo intelligente per stratificare la narrazione. Chi ha visto “Edward mani di forbice” riconoscerà immediatamente il pattern comportamentale del personaggio e apprezzerà la sottile ironia di vederlo punito in modo ancora più definitivo.
Per i più giovani, che magari non conoscono il film del 1990, Krueger funziona perfettamente come antagonista autonomo. È la dimostrazione che Burton sa parlare a generazioni diverse senza sacrificare la complessità dei suoi temi.
La morte di Krueger, divorato da uno zombie mentre cerca di seminare odio, è anche una metafora piuttosto evidente: l’intolleranza che si autodistrugge, il pregiudizio che finisce per essere consumato dalla propria stessa violenza. È Burton al suo meglio: profondo senza essere pesante, divertente senza perdere di serietà.
E tu cosa ne pensi di questo ritorno di Anthony Michael Hall nell’universo burtoniano? Ti ha colpito il collegamento con “Edward mani di forbice” o lo hai vissuto come un personaggio completamente nuovo? Raccontaci la tua nei commenti!


