Susann Alicia, modella e cosplayer tedesca conosciuta online come LienSue, vuole entrare nel live action di One Piece prodotto da Netflix. Il ruolo che sogna è quello di Yamato, figlia di Kaido e guerriera centrale nella saga del Paese di Wa. La candidatura non arriva da Netflix e non esiste ancora un vero casting per il personaggio: è stata lei a farsi avanti pubblicamente, spiegando di sentirsi legata a Yamato e di essere pronta a trasformare anni di cosplay in un’occasione da attrice.
La proposta farà discutere. Susann ha già ricreato più volte il costume del personaggio, costruendo anche il gigantesco kanabō utilizzato da Yamato. Somigliare alla figura disegnata da Eiichiro Oda, però, non basta per sostenere un ruolo importante in una produzione televisiva. La domanda diventa quindi inevitabile: Netflix dovrebbe almeno offrirle un provino oppure cercare un’interprete con maggiore esperienza nella recitazione?
Chi è Susann Alicia, conosciuta online come LienSue
Susann Alicia è una creatrice tedesca attiva soprattutto nel mondo del cosplay, dei videogiochi e dei contenuti in abbonamento. Usa il nome LienSue e ha costruito negli anni una comunità molto ampia mostrando costumi ispirati ad anime, manga e videogiochi.
Il suo lavoro non consiste soltanto nel posare davanti alla macchina fotografica. Susann realizza abiti, accessori e armi sceniche, occupandosi anche dei materiali e della costruzione artigianale. Il cosplay di Yamato è presente da tempo nel suo repertorio e sul suo negozio vengono proposti set fotografici e stampe dedicate al personaggio.
La notorietà ottenuta su OnlyFans rischia naturalmente di dominare la discussione, ma non dovrebbe essere considerata né una qualifica automatica né un motivo sufficiente per escluderla. Il problema concreto riguarda piuttosto la recitazione. Una posa riuscita e un costume fedele dimostrano conoscenza del personaggio, non necessariamente la capacità di affrontare dialoghi, scene d’azione e mesi di riprese.
Perché Susann si sente vicina a Yamato
Parlando con TMZ, la cosplayer ha spiegato di apprezzare soprattutto la forza di Yamato. Il personaggio riesce a combattere contro avversari potentissimi senza essere definito soltanto dall’aspetto fisico. Susann ha ricordato anche la propria infanzia, raccontando di non essersi mai riconosciuta pienamente nei comportamenti che gli altri consideravano adatti a una bambina.
Amava il calcio, i videogiochi e gli abiti sportivi. Suo padre, scherzando, la chiamava il suo “secondo figlio”. Per lei Yamato rappresenta quindi la libertà di vivere secondo la propria identità senza preoccuparsi troppo delle aspettative esterne.
Nel manga, Yamato nasce come figlia di Kaido ma decide di assumere il nome e l’identità di Kozuki Oden, il samurai che ammira fin dall’infanzia. Il sito ufficiale giapponese di One Piece lo presenta come il figlio di Kaido e sottolinea la sua devozione verso Oden, oltre alla capacità di usare il kanabō e tecniche simili a quelle del padre.
La gestione dell’identità di Yamato è stata spesso discussa dai fan, anche perché dialoghi, materiali promozionali e presentazioni ufficiali non hanno sempre usato gli stessi termini. Una versione live action dovrà trattare questo elemento con attenzione, senza ridurlo a una battuta o a una semplice scelta estetica.
Yamato non arriverà presto nella serie Netflix
Susann ha scelto un personaggio che difficilmente comparirà nel live action a breve. La serie Netflix procede seguendo le grandi saghe del manga e la terza stagione sarà dedicata alla battaglia di Alabasta. Le riprese sono già terminate e l’uscita è prevista nel corso del 2027.
Yamato entra invece nella storia durante la saga di Wa, molto più avanti rispetto agli eventi di Alabasta. Prima di arrivarci, la serie dovrebbe adattare Skypiea, Water Seven, Enies Lobby, Thriller Bark, Marineford, l’isola degli uomini-pesce, Dressrosa e altre parti fondamentali.
Anche mantenendo un ritmo sostenuto, potrebbero servire diverse stagioni. Netflix non ha inoltre garantito che il progetto continuerà abbastanza a lungo da raggiungere Wa. Il casting di Yamato non appare quindi imminente e potrebbe non iniziare ancora per anni.
Questo concede a Susann molto tempo per prepararsi. Potrebbe studiare recitazione, lavorare sulla dizione inglese, allenarsi per le scene d’azione e costruire un vero provino. Presentarsi soltanto come cosplayer appassionata difficilmente basterebbe davanti a una produzione internazionale di queste dimensioni.
Essere fedeli fisicamente al personaggio non è l’unico requisito
Il live action di One Piece ha spesso cercato interpreti capaci di ricordare i personaggi senza pretendere copie perfette dei disegni. Iñaki Godoy funziona come Luffy soprattutto per l’energia, il sorriso e il modo di rendere credibile la sua ingenuità. Emily Rudd non è stata scelta soltanto perché poteva assomigliare a Nami, così come Mackenyu ha dovuto sostenere combattimenti molto complessi per interpretare Zoro.
Yamato richiederebbe una presenza fisica forte, una buona preparazione atletica e la capacità di passare dall’entusiasmo quasi infantile alla rabbia contro Kaido. Il personaggio affronta anche una storia familiare dolorosa, segnata dalla reclusione, dagli abusi del padre e dal desiderio di liberare Wa.
Susann possiede sicuramente familiarità con il costume e con la componente visiva. Ha costruito il kanabō, conosce il personaggio e ha già dimostrato di saper attirare l’attenzione dei fan attraverso le sue interpretazioni fotografiche. La sua esperienza pubblica non permette però di valutare come reciterebbe in una scena drammatica.
Un provino sarebbe il modo più semplice per scoprirlo. Offrirle la possibilità di partecipare a un’audizione non significherebbe assegnarle il ruolo, ma giudicarla con gli stessi criteri applicati agli altri candidati.
La candidatura può essere utile anche senza trasformarsi in un ingaggio
La dichiarazione di Susann funziona pure come una campagna personale molto efficace. Parlando del ruolo anni prima della possibile apparizione di Yamato, la cosplayer associa il proprio nome al personaggio e invita i fan a immaginarla nella serie.
Non c’è nulla di sbagliato. Gli attori cercano spesso di attirare l’attenzione sui ruoli che desiderano, soprattutto quando si tratta di adattamenti con comunità molto attive. Il rischio nasce soltanto se la popolarità online viene presentata come sostituta del talento recitativo.
Netflix dovrà scegliere l’interprete migliore per la storia, non quella con il cosplay più condiviso. Susann, però, sembra consapevole che il sogno sia difficile. Ha richiamato proprio uno degli insegnamenti principali di One Piece: inseguire un obiettivo anche se appare quasi impossibile.
La sua candidatura non può essere considerata ufficiale, ma ha già ottenuto ciò che cercava: aprire una discussione. Adesso spetta al pubblico decidere se la vede soltanto come un’ottima cosplayer oppure come una possibile Yamato da mettere almeno alla prova davanti alla telecamera.
Voi dareste a Susann Alicia il ruolo di Yamato nel live action di One Piece oppure le concedereste soltanto un provino prima di scegliere un’attrice più esperta? Scriveteci la vostra opinione nei commenti.


