Quando la costumista Marylin Fitoussi ha saputo che la quarta stagione di Emily in Paris avrebbe portato la protagonista a Roma, ha capito subito di avere tra le mani un’opportunità d’oro. L’occasione perfetta per rendere omaggio al cinema italiano degli anni Quaranta e Cinquanta, quello delle dive immortali come Sophia Loren e Claudia Cardinale. E così, quello che doveva essere un semplice cambio di location si è trasformato in un tributo visivo alle icone che hanno definito per sempre l’eleganza italiana.
La serie Netflix, già famosa per i suoi outfit da sogno parigini, ha dovuto reinventarsi completamente quando Emily Cooper ha messo piede nella Città Eterna. Fitoussi ha colto l’occasione per esplorare un registro stilistico completamente diverso, abbandonando l’eccentricità colorata di Parigi per abbracciare una sensualità più matura e consapevole. Il risultato? Un guardaroba che parla la lingua universale del fascino italiano, quello autentico che nessuna tendenza contemporanea riuscirà mai a eguagliare.
La costumista francese ha confessato di aver sempre nutrito una passione segreta per il cinema in bianco e nero dell’epoca d’oro italiana. “In molti film italiani vedrai stampe a pois”, spiega riferendosi ai look iconici della Loren, spesso immortalata in abiti bianchi e neri che sono diventati simbolo di un’epoca. Una scelta stilistica che non è solo nostalgia, ma strategia narrativa precisa: far evolvere il personaggio di Emily attraverso il linguaggio dei costumi.
La metamorfosi di Emily: da influencer a donna innamorata
Il cambiamento più evidente nel guardaroba di Emily riguarda l’approccio più rilassato e romantico che la protagonista adotta nella Capitale. Lily Collins, che interpreta Emily, si trova a Roma innamorata di Marcello, interpretato da Eugenio Franceschini, e questo stato d’animo si riflette immediatamente nelle sue scelte stilistiche.
“È più rilassata e si dimentica del suo Instagram per un po’”, racconta Fitoussi, descrivendo una trasformazione che va oltre la superficie. I tacchi vertiginosi vengono sostituiti da ballerine Christian Louboutin, perché “è Roma, cammina e va in scooter”, una scelta che segna il passaggio da una Emily ossessionata dall’apparenza a una donna che riscopre la spontaneità.
Il look che meglio rappresenta questa evoluzione è quello con la maglia blu a pois bianchi, shorts e uno zaino a forma di farfalla di Peter Nitz. Un ensemble che nasconde una storia curiosa: è stata la stessa Collins a proporre l’accessorio, spiegando che “un amico di un amico aveva disegnato questo zaino”. La Fitoussi ha capito immediatamente il potenziale simbolico: “Si sentiva libera, e quando sei innamorata hai le farfalle nello stomaco”.
L’eredità delle dive: quando il passato incontra il presente
La scelta dei pois non è casuale ma rappresenta un ponte diretto con l’iconografia delle dive italiane. Sophia Loren indossava spesso abiti a pois bianchi e neri, creando un codice estetico che è diventato sinonimo di eleganza mediterranea. Fitoussi ha ripreso questo linguaggio visivo trasformandolo in chiave contemporanea, dimostrando come certi elementi stilistici siano davvero immortali.
Il corsetto a pois di Vivienne Westwood che Emily indossa rappresenta l’equilibrio perfetto tra tradizione e modernità. Un capo che avrebbe potuto tranquillamente essere indossato dalla Cardinale negli anni Sessanta, ma che mantiene quella freschezza necessaria per conquistare il pubblico di oggi.
I dettagli che fanno la differenza
Uno degli aspetti più interessanti del lavoro della Fitoussi è l’attenzione maniacale ai dettagli simbolici. Il trio cromatico rosso, bianco e blu dell’outfit romano non era pianificato, ma la costumista l’ha interpretato come “un tributo alle bandiere francese e americana”, creando un ponte visivo tra le diverse nazionalità della serie.
L’influenza di “Fuori di testa” emerge nell’episodio quattro, dove Emily indossa un abito giallo e nero a quadri pepita sopra una camicetta con volant e papillon. Un look che Fitoussi descrive come “molto vittoriano e francese, con un po’ di Maria Antonietta”, dimostrando come la serie sappia attingere da diversi universi estetici.
La collaborazione perfetta: quando attrice e costumista si completano
Lily Collins viene descritta dalla Fitoussi come “un camaleonte perfetto” capace di indossare qualsiasi design audace mantenendo credibilità. Questa sintonia creativa ha permesso di osare con look rischiosi, come l’abito nero a pois rosa indossato alla festa con Marcello.
“Questo look è rischioso e inaspettato per l’Emily che conosciamo e amiamo”, ammette la costumista, “ma volevamo essere giocose per esprimere quella gioia di vivere che prova quando è innamorata”.
La collaborazione si estende anche alla ricerca di nuovi designer. La scoperta di Catherine Osti per il papillon è avvenuta tramite Instagram, dimostrando come i social media siano diventati strumenti creativi fondamentali anche per le produzioni televisive di alto livello.
Il risultato finale è una Emily che mantiene la sua personalità distintiva ma evolve verso una femminilità più consapevole e matura. Un processo che riflette non solo la crescita del personaggio, ma anche la capacità della serie di reinventarsi mantenendo la propria identità.
La bellezza e il fascino delle dive italiane come Sophia Loren e Claudia Cardinale rimangono ancora oggi un riferimento inarrivabile. Il loro stile naturale e quella sensualità innata rappresentano un’eleganza che nessuna tendenza contemporanea riuscirà mai a eguagliare completamente. Emily in Paris lo ha capito e ha reso omaggio a questa eredità immortale.
E tu, cosa ne pensi di questa evoluzione stilistica di Emily? Credi che l’influenza del cinema italiano possa davvero cambiare il DNA di una serie così identificata con Parigi? Raccontaci la tua opinione nei commenti!


