Jon Bernthal è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione grazie a Frank Castle, ma una delle sue interpretazioni migliori non è quella di The Punisher. Per vederlo in un ruolo ancora più scomodo e inquietante bisogna recuperare We Own This City – Potere e corruzione, miniserie HBO del 2022 composta da appena sei episodi e basata su un vero scandalo che travolse la polizia di Baltimora.
Bernthal interpreta Wayne Jenkins, sergente della Gun Trace Task Force, un’unità nata per combattere armi e criminalità e finita al centro di accuse pesantissime per rapine, abusi, prove manipolate e corruzione.
E la parte che mette maggiormente a disagio è proprio questa: Jenkins non è un criminale che deve nascondersi dalla polizia.
La polizia è lui.
Jon Bernthal è impressionante nei panni di Wayne Jenkins
Chi conosce Bernthal sa bene quanto gli riescano i personaggi aggressivi e imprevedibili.
È stato Shane in The Walking Dead, Frank Castle in The Punisher e Michael Berzatto in The Bear. Wayne Jenkins gli permette però di utilizzare quella stessa intensità in un modo completamente diverso.
Il personaggio entra in scena con una sicurezza quasi irritante. Parla molto, provoca, intimidisce e sembra convinto che il distintivo gli permetta di superare qualsiasi limite.
Bernthal riesce a renderlo carismatico e allo stesso tempo profondamente sgradevole.
La serie deriva dal libro del giornalista del Baltimore Sun Justin Fenton e racconta l’ascesa e il crollo della Gun Trace Task Force del dipartimento di polizia di Baltimora, protagonista di uno dei più gravi scandali nella storia recente della città.
Dietro We Own This City – Potere e corruzione c’è il creatore di The Wire
C’è un altro motivo per cui gli appassionati di crime dovrebbero recuperarla.
We Own This City – Potere e corruzione è stata sviluppata da David Simon insieme a George Pelecanos.
Simon è il creatore di The Wire, mentre Pelecanos ha lavorato con lui anche in altre produzioni HBO, tra cui The Deuce.
Baltimora torna quindi a essere osservata attraverso un racconto che rifiuta le divisioni troppo semplici tra buoni e cattivi.
La serie mostra un sistema nel quale i poliziotti vengono spinti a produrre arresti, sequestri e risultati. Alcuni agenti iniziano a prendere scorciatoie. Altri capiscono che quelle scorciatoie possono trasformarsi in un modo per guadagnare denaro e acquisire ancora più potere.
Il passaggio dal “poliziotto efficace” al criminale con il distintivo diventa così progressivo da risultare ancora più inquietante.
Non c’è soltanto Jon Bernthal
Bernthal resta il volto più riconoscibile della miniserie, ma il cast è decisamente ricco.
Wunmi Mosaku interpreta Nicole Steele, avvocata del Dipartimento di Giustizia impegnata a indagare sulle pratiche della polizia di Baltimora.
C’è poi Jamie Hector, che gli spettatori di The Wire ricorderanno immediatamente, oltre a McKinley Belcher III, Josh Charles, Dagmara Domińczyk, Darrell Britt-Gibson e David Corenswet, oggi conosciuto dal grande pubblico anche per Superman.
La narrazione salta tra periodi differenti e ricostruisce poco alla volta ciò che è accaduto.
All’inizio serve un minimo di attenzione.
Dopo qualche episodio, però, ogni pezzo comincia a trovare il proprio posto.
Sei episodi e nessuna stagione infinita da recuperare
Uno dei grandi vantaggi di We Own This City – Potere e corruzione è la durata.
Sono soltanto sei episodi.
Nessuna seconda stagione.
Nessun finale costruito per rimandare tutto all’anno successivo.
La storia parte, si sviluppa e arriva alla propria conclusione in circa sei ore.
Per una serie così densa è quasi perfetto, perché evita di allungare artificialmente una vicenda che possiede già abbastanza materiale per tenere lo spettatore incollato allo schermo.
In alcuni momenti Bernthal fa più paura che in The Punisher
Frank Castle è violentissimo, ma sappiamo sempre con chi abbiamo a che fare.
È un vigilante fuori dalla legge e non prova nemmeno a fingere il contrario.
Wayne Jenkins è diverso.
Ha un’uniforme.
Ha autorità.
Ha colleghi che si fidano di lui.
E soprattutto fa parte di un sistema che, per molto tempo, lo considera un agente capace di ottenere risultati.
Proprio per questo alcune scene diventano più disturbanti di qualsiasi scontro visto in The Punisher.
Bernthal riesce a mostrare un uomo convinto di poter superare qualsiasi limite perché per anni nessuno gli ha dimostrato il contrario.
Non servono teschi sul petto o sparatorie spettacolari.
Basta un distintivo.
Una serie perfetta anche per chi ha amato The Wire
Naturalmente il paragone con The Wire è inevitabile, soprattutto per la presenza di David Simon e per l’ambientazione.
Ma We Own This City – Potere e corruzione non prova a essere un nuovo The Wire.
È molto più breve, più concentrata e racconta un caso preciso.
Condivide però la stessa voglia di mostrare cosa accade quando istituzioni nate per proteggere le persone iniziano a funzionare male e nessuno riesce più a capire dove finisca l’errore individuale e dove cominci quello del sistema.
Ed è probabilmente questo che rende la serie ancora attuale a distanza di anni dall’uscita.
Dove vedere We Own This City – Potere e corruzione in Italia
Per chi volesse recuperarla, la buona notizia è che oggi è molto semplice.
In Italia We Own This City – Potere e corruzione si può vedere su HBO Max, dove sono disponibili i sei episodi della miniserie.
Quindi se avete riscoperto Jon Bernthal attraverso Frank Castle e volete capire quanto sappia fare anche lontano dal mondo Marvel, questa è una delle serie da mettere in lista.
Sei episodi.
Una storia vera.
Gli autori di The Wire.
E un Jon Bernthal che riesce a diventare inquietante senza bisogno di trasformarsi in Punisher.
Avete già visto We Own This City – Potere e corruzione oppure la recupererete ora su HBO Max? E secondo voi qual è la migliore interpretazione della carriera di Jon Bernthal? Scrivetecelo nei commenti.


