Sono state appena concluse le riprese di The Heretiks che si prepara a farsi vedere al mercato di Cannes con le prime immagini. Il nuovo horror diretto da Gregg Bishop, regista di Dance of the Dead e Siren, arriva da una coppia di sceneggiatori che nel genere si è già fatta notare: Luke Piotrowski e Ben Collins, gli autori del reboot di Hellraiser del 2022, The Night House e Super Dark Times. Quindi sì, sulla carta siamo dalle parti dell’horror sporco, teso, con una bella dose di cattiveria.
Il film viene descritto come un home invasion horror a tema streghe, ambientato durante Halloween e ispirato al cinema degli anni Ottanta. Già qui, ammettiamolo, l’orecchio dell’appassionato medio si alza. Perché Halloween, una casa sotto assedio, una congrega di streghe e una ragazza costretta a proteggere una bambina da un sacrificio apocalittico non sono proprio ingredienti da domenica pomeriggio con la tisana. O forse sì, dipende dalla tisana.
La storia segue Cai, interpretata da Kimberly Epstein, una strega rinnegata che deve difendere le sorelle Ada e Mabel, interpretate da Josie Wert e Ava Mae Seidensticker, insieme all’amico Wesley, interpretato da Luke Speakman. Dall’altra parte c’è Neve, interpretata da Tess Williams, guida sadica e fanatica dell’ex congrega di Cai. Il suo piano è semplice, cioè semplice per una pazza satanica da film horror: sacrificare Mabel nella notte di Halloween e scatenare la fine dei tempi.
Non male come programma serale.
Il cast è composto soprattutto da volti nuovi: Kimberly Epstein, Josie Wert, Ava Mae Seidensticker, Tess Williams e Luke Speakman, che vedremo anche in Weapons di Zach Cregger. È una scelta interessante, perché un horror così può funzionare molto bene se non ti ritrovi davanti facce troppo riconoscibili. Nei film d’assedio, soprattutto, vuoi credere che quelle persone siano davvero intrappolate lì dentro. Se ogni due minuti pensi “ah, quello l’ho visto in quella serie”, un po’ di tensione si perde.
Alla regia c’è Gregg Bishop, uno che con l’horror indipendente ha già dimostrato di sapersi sporcare le mani. Dance of the Dead era una commedia zombie piena di energia, mentre Siren nasceva come espansione del segmento Amateur Night di V/H/S. Non parliamo quindi di un regista che scopre adesso il genere o che arriva a Halloween perché “va di moda”. Bishop ha un rapporto abbastanza fisico con l’horror: ritmo, corpi, effetti, caos, personaggi messi in situazioni sempre peggiori. Che poi, diciamolo, è anche il motivo per cui molti di noi guardano questi film.
La parte più curiosa è il tono dichiarato del progetto. Secondo quanto emerso, The Heretiks guarda all’horror anni Ottanta: film colorati, sporchi, pericolosi, ma anche divertenti da vedere in sala con un pubblico rumoroso. Non sembra voler essere solo un horror “elevato”, di quelli dove ogni ombra deve significare il trauma della società moderna e tu esci pensando di dover chiamare uno psicologo. Qui l’idea pare più diretta: paura, sangue, una casa invasa, streghe cattive e una notte che va sempre peggio.
E non c’è niente di male. Anzi.
Bishop ha detto di essere molto orgoglioso del lavoro fatto dalla squadra e ha spiegato che l’obiettivo era creare un’esperienza horror viscerale, con posta in gioco alta, radicata nelle interpretazioni e pensata per un pubblico da sala. Frase da regista, certo, ma almeno va dritta al punto: questo non sembra un film da guardare con mezzo occhio mentre scorri il telefono. Vuole reazioni. Vuole urla, risate nervose, magari anche quel momento in cui ti chiedi perché tu abbia deciso di guardarlo al buio.
La sceneggiatura porta la firma di Piotrowski e Collins, e questo è un altro elemento da tenere d’occhio. The Night House aveva una gestione notevole del dolore e della paranoia, Hellraiser cercava di rimettere mano a un immaginario molto complicato, mentre Super Dark Times era un incubo adolescenziale secco, cattivo e senza molta pietà. Se The Heretiks riesce a prendere quella capacità di costruire disagio e la mette dentro un horror più immediato e da Halloween, potrebbe venirne fuori qualcosa di molto gustoso.
Sul fronte produttivo, il film è realizzato da Bleiberg, con Ehud e Ariel Bleiberg tra i produttori, insieme ad Alexander Motlagh, Gregg Bishop, Brad Miska per Be Afraid e Chris White, legato anche al progetto Backrooms di A24. Bleiberg porterà le prime immagini al mercato di Cannes, quindi il film è ancora nella fase in cui deve trovare distribuzione e posizionamento internazionale. Per ora non c’è una data di uscita ufficiale, né un’uscita italiana annunciata.
E qui conviene restare con i piedi per terra. Non basta avere streghe, Halloween e sceneggiatori interessanti per fare automaticamente un nuovo cult. L’horror è pieno di progetti che sulla carta sembravano irresistibili e poi, al momento della verità, finivano per sembrare un trailer allungato. Però The Heretiks ha almeno un’identità abbastanza chiara: non vuole essere generico. Vuole mescolare home invasion, stregoneria e apocalisse, con un gusto retrò ma senza sembrare per forza un cosplay degli anni Ottanta.
La promessa, quindi, è quella di un horror da vedere in compagnia, magari in sala, con la sensazione che tutto possa degenerare da un momento all’altro. E quando un film parte da una strega rinnegata che deve proteggere una bambina da una congrega pronta a sacrificarla ad Halloween, beh, almeno la noia non dovrebbe essere il problema principale.
Tu cosa ne pensi di The Heretiks? Scrivilo nei commenti e dimmi se questo mix tra streghe, home invasion e Halloween ti incuriosisce.


