Su Netflix è arrivato Dalle ceneri 2: la voragine, un film saudita diretto da Abdullah Bamajboor che racconta una storia di sopravvivenza particolare. Dopo una violenta tempesta, tre studentesse finiscono intrappolate in una voragine. La premessa è semplice ma spaventosa: non si tratta solo di riuscire a uscire da lì, ma di sopravvivere l’una all’altra.
Quando ho visto il trailer pensavo di trovarmi davanti a un classico thriller catastrofico. Mi aspettavo un film pieno di azione, pericoli continui dall’inizio alla fine, ritmo serrato. Invece Dalle ceneri 2 ha preso una strada diversa. C’è pericolo, certo, ma il film vuole raccontare qualcosa di più profondo. La voragine sotterranea funziona come una camera di pressione emotiva. Il vero pericolo non viene solo dall’acqua che sale e dalle ferite fisiche. Viene da quello che succede quando la paura fa uscire la parte peggiore di ogni persona.
Un film che scava nell’anima
La cosa che mi è piaciuta di più in Dalle ceneri 2 è che non cerca di sorprenderti ogni dieci minuti con un colpo di scena. Costruisce la tensione in modo diverso, con uno stile più personale e lento. Il bagaglio emotivo intenso dei personaggi, combinato con lo spazio fisico ristretto, crea una situazione dove ogni movimento sembra limitato. Il film riesce a farti sentire come se fossi bloccato in una brutta lite senza soluzione, ma lo fa attraverso uno scenario estremo.
Dalle ceneri 2: la voragine parla più di resistenza mentale che di sequenze d’azione. Anche se la trama inizia con un disastro, la maggior parte di quello che segue si concentra sulle ragazze che litigano tra loro, si incolpano a vicenda, ricordano i loro errori del passato. A volte il film colpisce forte e ti fa sentire che non si può scappare dal passato. Altre volte però le emozioni sono troppo esplosive e diventa stancante guardare i personaggi reagire in modo così violento.
Cosa manca davvero in Dalle ceneri 2: la voragine?
A un certo punto mi sono ritrovato a desiderare che il film avesse dedicato più tempo all’avventura vera di trovare una via d’uscita. Avrei voluto vedere le ragazze usare in modo creativo quello che avevano intorno, creare segnali, prendere decisioni difficili sulle loro possibilità di sopravvivenza. Invece il film si affida troppo ai litigi continui tra i personaggi per costruire la tensione.
Anche se il lato emotivo è importante, i registi non hanno trovato il giusto equilibrio. Se ti piacciono i film che sono studi intensi sui personaggi, fatti di silenzio e introspezione, allora questo stile potrebbe piacerti. Ma se cerchi un film che ti dia emozioni forti continue, Dalle ceneri 2 potrebbe sembrarti lento, soprattutto nella parte centrale.
La voragine come metafora
Il film trasforma bene la voragine da semplice location a vera rappresentazione di vergogna, sensi di colpa e ansia. Le ragazze non sono solo intrappolate sottoterra, sono intrappolate dentro se stesse. Mentre l’acqua sale, salgono anche le maschere emotive. Dicono cose che avevano tenuto segrete, ammettono quello che avevano evitato di dire. Alla fine, quando sono costrette a confrontarsi come persone vere, non possono più nascondersi dietro le etichette di compagne di classe.
A differenza di altri film di sopravvivenza tipici che cercano solo di spaventare, qui l’intento era creare disagio nello spettatore. E il film ci riesce.
Recitazione e regia funzionano
Le ragazze recitano bene e sono convincenti nell’esprimere paura e panico. L’onestà emotiva delle loro interpretazioni rende il film credibile per chi vive temi simili. Dato che è un film ambientato quasi completamente in uno spazio ristretto, l’emozione generale era fondamentale per il successo.
Il regista Abdullah Bamajboor ha usato bene l’ambientazione. La camera rimane spesso quasi completamente verticale rispetto ai soggetti, e non presenta mai la voragine come qualcosa di “figo”. Invece la mostra come claustrofobica e pericolosa, dandoti un collegamento immediato con l’ambiente. Senti l’umidità e la paura di essere intrappolato.
Il ritmo che non funziona
Il mio problema più grande è il ritmo. Il film dura 88 minuti ma alcune parti sembrano tirate per le lunghe e mancano di fluidità. Ci sono diversi momenti emotivi che si ripetono: “litigano, si calmano, litigano di nuovo”. Dopo un po’ ti abitui a questa tensione emotiva e vorresti che la storia andasse avanti più velocemente.
Anche alcune trasformazioni dei personaggi mi sono sembrate troppo improvvise. Alcuni si comportano in un modo per la maggior parte del film e poi cambiano drasticamente solo perché la trama lo richiede. Capisco che le persone cambiano durante eventi pericolosi per la vita, ma avrei voluto vedere questo cambiamento svilupparsi attraverso le esperienze.
Vale la pena?
Dalle ceneri 2: la voragine è un mix di cose buone e cattive, ma secondo me i lati positivi superano quelli negativi. Il film non tratta i personaggi principali come semplici pedine per spaventare il pubblico. Ha un tema centrale vero sul valore dell’amicizia e sulle conseguenze delle nostre azioni.
Se cerchi un thriller catastrofico classico pieno di azione, questo non fa per te. Ma se vuoi vedere un film che usa una situazione estrema per parlare di colpa, vergogna e relazioni umane, allora Dalle ceneri 2 merita una chance. Non è perfetto, ha dei difetti di ritmo evidenti, ma ha qualcosa da dire e lo dice in modo onesto.
E tu cosa ne pensi? Ti piacciono i film di sopravvivenza che scavano nella psicologia dei personaggi o preferisci più azione? Scrivilo qui sotto!
La Recensione
Dalle ceneri 2: la voragine
Dalle ceneri 2: la voragine è più uno studio psicologico che un thriller d'azione. Usa la voragine come metafora di colpa e vergogna con recitazioni convincenti e una regia che crea claustrofobia. Il problema principale è il ritmo lento e i momenti emotivi che si ripetono troppo. Non è perfetto ma ha qualcosa di vero da dire su amicizia e conseguenze. I lati positivi superano quelli negativi.
PRO
- Trasforma la voragine in una metafora potente di vergogna, sensi di colpa e ansia invece di usarla solo come location per scene d'azione
- Le ragazze recitano in modo convincente ed esprimono paura e panico con un'onestà emotiva che rende i loro personaggi credibili e veri
- La regia di Abdullah Bamajboor è efficace nel creare claustrofobia e ti fa sentire la paura di essere intrappolato
CONTRO
- Il ritmo è lento soprattutto nella parte centrale e alcune scene sembrano tirate per le lunghe senza necessità


