Sabato 16 maggio, dalla Wiener Stadthalle di Vienna, il mondo ha avuto il suo vincitore: Dara, cantante bulgara, si è aggiudicata l’Eurovision Song Contest 2026 con la trascinante Bangaranga, chiudendo con 516 punti davanti a Israele ferma a 343. Una vittoria storica, la prima nella storia della Bulgaria al concorso europeo. Ma nelle ore successive alla finale, accanto all’euforia per il trionfo bulgaro, si è fatta strada un’altra storia – quella di una commentatrice televisiva rimasta ostentatamente impassibile mentre il suo Paese vinceva per la prima volta in assoluto.
Il video che ha fatto il giro del web
Il nome è Elena Rosberg, la voce bulgara che da vent’anni commenta l’Eurovision per la tv nazionale. Quando il risultato finale è stato annunciato e Dara si è presa il podio, Rosberg ha commentato con un tono che potremmo definire, con molto affetto, da referto medico: nessuna esclamazione, nessun cambio di ritmo nella voce, solo una calma olimpica. Le sue parole sono quasi diventate un testo poetico per l’assenza di pathos: “Il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2026 è… Dara. Assolutamente possibile, del resto con un team bulgaro così talentuoso.”
Ha definito Dara una “vera combattente”, ha parlato di “un’esperienza incredibile” e quando ha ricordato i suoi vent’anni passati a commentare la kermesse, il tono era praticamente lo stesso con cui si leggerebbe l’elenco degli ingredienti di uno sciroppo per la tosse. “Questa è una felicità assoluta. Complimenti alla Bulgaria, a tutto il team e a Dara.” Punto. Fine delle trasmissioni emotive.
Il video ha cominciato a girare velocemente su X, dove gli utenti si sono scatenati: qualcuno l’ha ribattezzata “la persona più tranquilla del mondo”, altri hanno scherzato ipotizzando che per lei si trattasse semplicemente di “un giovedì come gli altri” – anche se era sabato. Il confronto con certe telecronache europee, dove il commento si trasforma spesso in urlo liberatorio, era inevitabile. In Italia, ancora fresco il ricordo delle puntate memorabili con Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio nel 2021, il contrasto sembrava ancora più stridente. Rosberg ha alzato la calma a forma d’arte, e paradossalmente questa compostezza ha contribuito a far parlare della vittoria bulgara più di qualsiasi reazione sopra le righe avrebbe mai potuto fare.
Una vittoria che arriva dopo vent’anni di attesa
Per capire quanto la freddezza di Rosberg abbia sorpreso il pubblico europeo, basta guardare la storia recente della Bulgaria all’Eurovision. Il Paese gareggia alla kermesse dal 2005 e ha attraversato anni di eliminazioni, qualifiche mancate e risultati mediocri prima di arrivare a questa serata. Quella di Dara è la prima vittoria nella storia bulgara al concorso: un risultato che arriva dopo decenni di partecipazione discontinua, fatta di rientri, nuove partenze e pochi squilli realmente memorabili.
Eppure la signora Rosberg ha commentato il trionfo con la stessa calma con cui si annuncerebbe l’orario di un treno regionale. E questo – bisogna ammetterlo – ha funzionato benissimo come strategia involontaria di comunicazione.
Sal Da Vinci: quinto posto e lacrime guadagnate sul campo
Mentre la Bulgaria festeggiava, l’Italia chiudeva la serata con un piazzamento che, visti i pronostici della vigilia, ha il sapore di una piccola rivincita silenziosa. Sal Da Vinci, in gara con “Per sempre sì” – brano vincitore del Festival di Sanremo 2026, scritto anche con il figlio Francesco – si è piazzato quinto, esattamente come Lucio Corsi l’anno precedente. I bookmaker lo davano ottavo. La Wiener Stadthalle lo ha trattato come una star.
Già dalla prima semifinale del 12 maggio, dove si era esibito fuori gara come ospite – l’Italia, in quanto big five, accede direttamente alla finale – era chiaro che il pubblico di Vienna avesse un debole per la canzone napoletana. L’esibizione aveva scatenato un boato dall’arena che aveva sorpreso commentatori e spettatori, e sui social erano esplosi i commenti entusiasti degli ascoltatori stranieri. “Mi sentivo come se fossi in una piccola città italiana, seduto con un Aperol ad ascoltare una bella canzone”, aveva scritto qualcuno su X. “L’Italia non delude mai”, un altro. Il video pubblicato sulla pagina Instagram ufficiale dell’Eurovision aveva già raggiunto quasi 100.000 reazioni positive in poche ore, il più apprezzato tra tutti i cantanti in gara.
In finale, vestito con un completo bianco molto elegante, affiancato dai ballerini Francesca Tocca e Marcello Sacchetta in abito da sposi e con la bandiera tricolore nel gran finale, Sal ha portato sul palco una performance tutta sentimento. Si è conclusa nel modo più personale possibile: con le lacrime agli occhi. Il pubblico dell’arena lo ha abbracciato con un’ovazione, e lui non ha retto. Le giurie di qualità lo avevano piazzato al secondo posto nel voto intermedio; poi il televoto, come spesso accade all’Eurovision, ha rimescolato le carte e spinto l’Italia al quinto posto definitivo.
Una posizione che fa un po’ male, visto l’entusiasmo generato durante tutta la settimana viennese, ma che racconta di un artista capace di conquistare il palco più grande d’Europa con una canzone in italiano – con qualche parola in napoletano – senza piegarsi alle logiche del pop internazionale. “Per sempre sì” aveva già superato i 60 milioni di streaming prima della finale e il disco d’oro era già in tasca. Vienna ha confermato quello che molti fuori dall’Italia avevano capito prima degli italiani stessi.
La reazione di Sal a fine serata ha detto tutto con pochissime parole: “Porterò per sempre con me il vostro amore. Grazie.” Asciutta, densa, definitiva. Una frase che è la sintesi di un’avventura iniziata a Sanremo e conclusa sotto i riflettori della Wiener Stadthalle.
La serata vista dall’Italia
La finale è andata in onda su Rai 1 con il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, coppia che per tutta la settimana aveva diviso il pubblico italiano – c’era chi apprezzava il ritmo della conduzione e chi trovava Lamborghini eccessivamente presente. Un dibattito tutto nostro, destinato a trascinarsi per giorni sui social.
Dara intanto si prepara a portare l’Eurovision 2026 in Bulgaria, e il Paese che per vent’anni ha inseguito questo palco dovrà ora imparare a organizzarlo. Elena Rosberg, si presume, lo annuncerà con la stessa imperturbabile compostezza con cui ha commentato la vittoria. E forse è proprio questo il suo segreto.
Tu avresti reagito come la commentatrice bulgara o ti saresti messo a urlare davanti alla tv?


