Le parole di Stefano De Martino dedicate a Carlo Conti hanno colpito per il tono, per la misura e per una sincerità che raramente si vede in televisione. Non frasi di circostanza, non ringraziamenti frettolosi, ma un messaggio che racconta rispetto umano e riconoscenza professionale. Un passaggio simbolico, quello avvenuto all’Ariston, che ora trova una continuazione naturale nelle dichiarazioni rilasciate da De Martino al TG1, nel suo primo intervento pubblico da nuovo direttore artistico del Festival di Sanremo 2027.
“Ringrazio Carlo perché questo gesto di generosità è un ricordo che porterò sempre con me con affetto che parla molto del professionista e della persona che è”. In questa frase c’è già tutto. C’è l’idea di un testimone passato senza forzature, c’è la stima per chi ha guidato il Festival e c’è anche la consapevolezza del peso che quel ruolo comporta. De Martino non parla mai di sé come di un vincitore. Parla di un’eredità ricevuta con rispetto.
Durante l’intervista, condotta da Giorgia Cardinaletti, De Martino torna con la memoria al momento vissuto sul palco dell’Ariston. Racconta un’emozione arrivata all’improvviso, quasi fuori controllo. Dice di essere entrato “in modo rocambolesco” e descrive lo sguardo di Carlo Conti come “quasi paterno”. Non è una parola casuale. È un’immagine che restituisce l’idea di un passaggio fatto con cura, senza protagonismi inutili. L’affetto del pubblico, l’atmosfera del teatro, tutto lo ha colto di sorpresa.
Colpisce anche il modo in cui De Martino parla del lavoro che lo aspetta. Nessuna esaltazione, nessuna promessa roboante. Dice semplicemente: “Sto iniziando a pedalare”. È una frase concreta, che racconta un approccio pragmatico. Subito dopo spiega di aver comprato enciclopedie sul Festival, di voler studiare le edizioni passate, di osservare come Sanremo sia cambiato negli anni. “Per scrivere una pagina nuova bisogna conoscere le precedenti”, afferma. È una visione che mette al centro la memoria, non la rottura.
De Martino parla anche del presente televisivo, di Affari Tuoi, e del modo in cui il programma sta dialogando con la musica di Sanremo. Racconta l’uso delle canzoni, il lavoro sulle coreografie e anticipa che ci sarà la canzone vincitrice di Sal Da Vinci. Anche qui emerge un filo rosso: Sanremo non come evento isolato, ma come racconto che attraversa la televisione e il pubblico.
A rendere questo momento ancora più significativo arrivano le parole di Antonella Clerici, che nella puntata di È Sempre Mezzogiorno ha voluto salutare Carlo Conti e rivolgersi direttamente a De Martino. “Bravi tutti, anche il mio amico Carlo Conti che ha portato a casa questo suo ultimo Festival, almeno per ora”, ha detto. Poi ha aggiunto: “È giusto questo ricambio generazionale perché quando c’è il talento va riconosciuto”. Parole chiare, pronunciate senza ambiguità.
Il riferimento al ricambio generazionale non è secondario. Negli ultimi giorni si era parlato di una possibile conduzione condivisa per il futuro Festival, proprio tra Clerici e De Martino. Nulla è deciso, ma il messaggio della conduttrice è netto: fiducia, sostegno, affetto. “A Stefano va tutto il mio affetto e tutto il nostro appoggio”, ha concluso. Un endorsement che pesa, soprattutto in un contesto televisivo spesso segnato da rivalità silenziose.
In questo intreccio di parole emerge un clima raro. Niente veleni, niente frecciate. Solo stima, riconoscimento e un senso di continuità. Carlo Conti esce di scena con eleganza. Stefano De Martino entra in punta di piedi, consapevole della responsabilità. Antonella Clerici osserva e incoraggia, lasciando aperte tutte le possibilità.
Sanremo 2027 è ancora lontano, ma una cosa appare già chiara: il Festival sta cambiando passo senza strappi. E forse è proprio questo il segnale più interessante di tutti.
Tu come hai letto le parole di De Martino e Clerici? Ti convincono questo passaggio e questo clima di collaborazione? Scrivilo nei commenti e dicci la tua.


