Il cantautore italo-albanese torna il 30 gennaio 2026 con uno dei brani più nostalgici e cinematografici della sua discografia. Ermal Meta pubblica DeLorean, ottava traccia dell’album “Funzioni Vitali”, prodotta insieme a Roberto Cardelli e Mattia Frattari. Il titolo è un riferimento esplicito alla mitica macchina del tempo di “Ritorno al Futuro”, quella DeLorean DMC-12 che permetteva a Marty McFly di viaggiare tra le epoche.
Scritto da Ermal insieme a Buva, il brano trasforma il desiderio di tornare indietro in una riflessione più profonda su come la solitudine renda ogni giorno identico all’altro, su come il tempo sia solo una convenzione sociale e su quanto sia difficile accettare che certe persone ci hanno ferito esattamente come tutti gli altri prima di loro.
Il significato dietro la macchina del tempo
La prima strofa si apre con il desiderio impossibile: “Se solo avessi la DeLorean / Se solo avessi la DeLorean / Per ritornare indietro sui miei passi / Per impedirti di ferirmi come tutti gli altri”. Ermal vorrebbe riscrivere il passato, non per recuperare la relazione ma per proteggersi dalla ferita. È una forma di difesa retrospettiva – se potesse tornare indietro, eviterebbe proprio di innamorarsi.
“Il tempo è solo un’invenzione / Per vendere orologi alle persone / Mettere i culi sopra i calendari / La data di scadenza sopra i desideri” – una critica al modo in cui la società ha mercificato il tempo. Gli orologi come prodotti di consumo, i calendari con foto ammiccanti, le scadenze imposte anche ai sogni. È una visione cinica ma acuta di come abbiamo trasformato qualcosa di astratto in merce.
“E ricordarsi di non aspettare / Per smettere di fumare / Se solo si potesse fare” – il riferimento al fumo diventa metafora di tutte quelle cose che rimandiamo, che diciamo di voler cambiare ma non cambiamo mai. La procrastinazione come condizione esistenziale.
Il ritornello e l’ironia della solitudine
Il ritornello introduce un’azione concreta: “Io adesso me ne vado al mare / Non ho più voglia di pensare”. Il mare come fuga, come luogo dove spegnere il cervello e non affrontare la realtà. “Che ironia la solitudine / Signorina irraggiungibile” – personifica la solitudine come una donna elegante e distante, qualcosa che tutti conoscono ma nessuno riesce davvero a possedere o capire fino in fondo.
“Ma questi giorni sono tutti uguali / Dannatamente uguali senza te” – il verso centrale del brano. Senza quella persona, il tempo perde ogni differenziazione. Non ci sono più lunedì o domeniche, non ci sono eventi che segnano i giorni. È tutto un loop identico, una ripetizione dannata.
La seconda strofa e la vendita di sé stessi
La seconda strofa introduce un elemento di ironia amara: “Ma quanto consuma la DeLorean / Mi venderò i piedi sopra ad OnlyFans”. Il riferimento alla piattaforma per contenuti adulti è provocatorio – pur di avere quella macchina del tempo, sarebbe disposto a prostituirsi digitalmente. È una battuta ma anche una riflessione su come nella società contemporanea tutto può diventare merce, anche le parti più intime di noi.
“Lo spazio è solo un’illusione / Lo piego come fosse di cartone” – dopo aver decostruito il tempo nella prima strofa, ora Ermal attacca lo spazio. Se il tempo è un’invenzione per vendere orologi, lo spazio è piegabile, manipolabile, un’illusione della percezione.
“E tutto mi riporta a quella sera / Quando ti ho detto ‘Guarda e impara’ / Come lavora un kamikaze” – il ricordo di un momento specifico dove si è comportato da autodistruttivo, da kamikaze emotivo. “Guarda e impara” suggerisce una sorta di orgoglio nell’autodistruzione, come se dicesse “ti farò vedere come si fa a buttarsi completamente in qualcosa”.
Il bridge e la proposta impossibile
Il bridge introduce elementi cosmici: “È grande Giove, fuori piove / Il cuore fa da parafulmine”. Il pianeta Giove come grandezza dell’universo contrapposta alla pioggia terrena, mentre il cuore diventa conduttore di tutte le scariche emotive che arrivano dall’esterno.
“Ho una proposta impossibile / Ti va di fare un giro nel domani / Rimettere le foglie sugli alberi” – invece di tornare indietro, propone di andare avanti, di viaggiare nel futuro. E lì potrebbero fare l’impossibile: rimettere le foglie sugli alberi, invertire l’autunno, riportare la vita dove c’è stata morte.
“E scopriremo che siamo felici / Felici io e te / Magari scopriremo che siamo nemici / Io e te” – l’ambivalenza finale: nel futuro potrebbero essere felici insieme o scoprire di essere incompatibili. Ma almeno lo saprebbero, invece di restare in questo presente sospeso.
L’outro e la resa finale
L’outro torna al tema centrale: “E adesso i giorni sono tutti uguali / Dannatamente uguali / Non si muore per amore / Ma senza non lo so che vita è”. Ermal ammette che no, l’amore non ti uccide letteralmente, ma senza non sa che senso abbia vivere. È una forma di morte emotiva più sottile ma altrettanto devastante.
La ripetizione finale di “Se solo avessi la DeLorean” diventa quasi un mantra ossessivo, quella frase che ti ripeti quando non riesci ad accettare il presente.
L’impianto sonoro: pop-rock cantautorale moderno
Sul piano produttivo, il trio Meta/Cardelli/Frattari costruisce un sound pop-rock con influenze indie. La chitarra elettrica è l’elemento dominante, con un riff orecchiabile che attraversa tutto il brano. Il suono è pulito ma con quel leggero crunch che dà carattere senza essere aggressivo.
La batteria ha un groove costante e propulsivo, con uno snare secco che marca il tempo e tom che aggiungono dinamica nei passaggi chiave. Il basso è melodico e presente, non si limita a seguire la chitarra ma crea contromelodìe interessanti.
Gli synth entrano discretamente, aggiungendo texture atmosferiche soprattutto nel bridge dove servono quegli elementi cosmici di cui parla il testo. Non sono invadenti ma funzionali a creare profondità.
La voce di Ermal Meta è registrata con quella presenza calda che lo caratterizza. Il suo timbro – riconoscibile per quella leggera raucedine e per l’accento che tradisce le origini albanesi – è valorizzato da una produzione che sa quando lasciarlo nudo e quando avvolgerlo in riverberi. La dizione è impeccabile, ogni parola arriva chiara anche nei momenti più densi.
Pregi della produzione italiana
Il mixing è bilanciato e radiofonico, con ogni elemento al suo posto. La voce resta sempre centrale e comprensibile, le chitarre sono larghe ai lati, la sezione ritmica solida al centro. La dinamica è gestita bene, con strofe più contenute che esplodono nei ritornelli senza diventare eccessive.
Il mastering mantiene il brano competitivo per lo streaming senza sacrificare completamente la gamma dinamica. C’è punch ma anche respiro, un equilibrio importante per un brano che deve funzionare sia in radio che nelle playlist.
La scelta di un sound pop-rock classico invece di inseguire trend più elettronici o trap è coerente con l’identità artistica di Ermal e con il tema nostalgico del brano. La DeLorean è un simbolo degli anni ’80, e il sound richiama quella decade senza scadere nel revival caricaturale.
DeLorean conferma Ermal Meta come uno dei cantautori più sinceri e cinematografici del panorama italiano, capace di trasformare riferimenti pop in poesia esistenziale.
E tu vorresti avere una DeLorean per tornare indietro e cambiare qualcosa? O preferiresti viaggiare nel futuro per scoprire come andrà a finire? Raccontaci nei commenti cosa significa per te DeLorean!
Il testo di DeLorean
[Strofa 1]
Se solo avessi la DeLorean
Se solo avessi la DeLorean
Per ritornare indietro sui miei passi
Per impedirti di ferirmi come tutti gli altri
Il tempo è solo un’invenzione
Per vendere orologi alle persone
Mettere i culi sopra i calendari
La data di scadenza sopra i desideri
E ricordarsi di non aspettare
Per smettere di fumare
Se solo si potessе fare
Se solo si potessе fare
[Ritornello]
Io adesso me ne vado al mare
Non ho più voglia di pensare
Che ironia la solitudine
Signorina irraggiungibile
Ma questi giorni sono tutti uguali
Dannatamente uguali senza te
[Strofa 2]
Ma quanto consuma la DeLorean
Mi venderò i piedi sopra ad OnlyFans
Lo spazio è solo un’illusione
Lo piego come fosse di cartone
E tutto mi riporta a quella sera
Quando ti ho detto “Guarda e impara”
Come lavora un kamikaze
Come lavora un kamikaze
[Ritornello]
Io adesso me ne vado al mare
Non ho più voglia di pensare
Che ironia la solitudine
Signorina irraggiungibile
Ma questi giorni sono tutti uguali
Dannatamente uguali
[Bridge]
È grande Giove, fuori piove
Il cuore fa da parafulmine
Ho una proposta impossibile
Ti va di fare un giro nel domani
Rimettere le foglie sugli alberi
E scopriremo che siamo felici
Felici io e te
Magari scopriremo che siamo nemici
Io e te, io e te
[Outro]
E adesso i giorni sono tutti uguali
Dannatamente uguali
Non si muore per amore
Ma senza non lo so che vita è
Ma adesso i giorni sono tutti uguali
Dannatamente uguali senza te
Se solo avessi la DeLorean
Se solo avessi la DeLorean
Se solo avessi la DeLorean



Come sempre è meraviglioso ascoltare Ermal Meta con la sua musica che prende dentro e la sua voce calda come un abbraccio. Si mi piacerebbe avere una Delorean per rivivere i momenti più belli e cancellare quelli brutti del passato. Magico Ermal ♥️