Ti sei mai chiesto come fosse essere incinta di otto mesi e dover recitare in un grande film di Hollywood? Demi Moore lo sa bene, e la sua esperienza sul set di “Codice d’onore” (A Few Good Men) racconta molto su come erano le cose negli anni ’90 per le attrici che volevano anche essere madri.
Tom Cruise e l’imbarazzo durante le prove
Durante un incontro al New Yorker Festival del 25 ottobre, Demi Moore ha raccontato un episodio interessante. La sua gravidanza compiva quasi 8 mesi quando ha iniziato a leggere le battute del film insieme al regista Rob Reiner e al suo collega Tom Cruise. E qui arriva il punto: secondo lei, Cruise si sentiva piuttosto in imbarazzo per la situazione.
“Penso che Tom fosse abbastanza imbarazzato“, ha ricordato l’attrice, che all’epoca aspettava la sua seconda figlia, Scout Willis. “Io in realtà stavo bene. Mi muovevo ancora, no? Ma potevo capire che per lui la cosa era un po’ strana“.
Moore ha 62 anni oggi, e guardando indietro riesce a dare una spiegazione a quel disagio. Non era una questione personale, ma più un riflesso dei tempi.
Hollywood negli anni ’90: carriera o maternità?
Il vero problema era l’atmosfera di Hollywood in quegli anni. Secondo Demi, molti dei loro colleghi non avevano figli perché c’era una pressione fortissima: dovevi scegliere tra carriera e maternità. Non potevi avere entrambe le cose, o almeno così sembrava.
“Per me era una di quelle cose che proprio non avevano senso”, ha spiegato l’attrice. “Quindi ho deciso di metterla in discussione, dicendo: ‘Perché no? Perché non si possono avere tutte e due?'”
Ma quella scelta di andare controcorrente ha avuto un prezzo. Moore ammette di aver messo su se stessa una pressione enorme per dimostrare che fosse possibile fare tutto insieme.
La pressione di dover dimostrare tutto
L’attrice, che oltre a Scout ha altre due figlie con l’ex marito Bruce Willis (Rumer e Tallulah), racconta di essere diventata “un po’ troppo ambiziosa” nel voler provare che si poteva gestire tutto con grazia.
“Quando ripenso a quel periodo, mi chiedo: ‘Ma che cavolo stavo pensando? E cosa stavo cercando di dimostrare?'”, ha detto con sincerità. “Però allora non c’era tutto il sostegno che c’è oggi. Allattare e nel frattempo provare le scene… era un’altra cosa”.
Oggi le giovani attrici che diventano madri hanno più supporto e non devono lottare così tanto. Ma negli anni ’90 era diverso, e Moore si sentiva in dovere di dimostrare che poteva farcela.
L’ossessione per la forma fisica prima del parto
Un altro aspetto interessante riguarda la forma fisica. Nel film doveva indossare un’uniforme militare, e Moore racconta di aver iniziato ad allenarsi e a rimettersi in forma ancora prima che nascesse Scout.
“Ho fatto un’escursione di due ore e mezza il giorno in cui si sono rotte le acque”, ha rivelato. “Prima avevo fatto un giro in bici di 24 miglia, e poi sono andata a ballare in un locale reggae. Ecco perché è nata con due settimane e mezza di anticipo”.
Sembra quasi incredibile, vero? Ma racconta bene la pressione che sentiva addosso.
Le cose stanno cambiando
La buona notizia è che oggi la situazione è migliorata. Moore stessa lo riconosce: le attrici della nuova generazione non devono sforzarsi così tanto perché c’è più comprensione e supporto nel settore.
Durante lo stesso incontro, l’attrice ha parlato anche del suo ruolo in “The Substance“, che le ha portato una candidatura agli Oscar. E ha fatto notare una cosa bella: non sono solo le donne della sua età a identificarsi con il film, ma anche i giovani. Questo l’ha colpita molto.
Una lezione per tutti noi
La storia di Demi Moore ci ricorda che le battaglie per conciliare lavoro e famiglia non sono mai facili, soprattutto quando sei la prima a provare a cambiare le regole. Il suo coraggio negli anni ’90 ha aperto la strada per le attrici di oggi, che possono essere madri senza dover rinunciare alla carriera.


