Digger è arrivato oggi, 1° ottobre, nei cinema italiani e domani debutterà ufficialmente negli Stati Uniti, ma le prime indicazioni dal botteghino americano non sono affatto rassicuranti. Il nuovo film di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise era partito con aspettative importanti; nelle ultime settimane, però, le previsioni sul weekend d’esordio sono scese rapidamente.
E non di poco.
A metà settembre le stime americane parlavano ancora di 20-30 milioni di dollari nel primo fine settimana. Una settimana dopo la previsione era già scesa a 10-20 milioni. Negli ultimi giorni il range si è ristretto ulteriormente: ora si parla di 10-15 milioni di dollari. Per un film originale potrebbe sembrare comunque un risultato discreto, ma Digger avrebbe un budget produttivo superiore ai 100 milioni e alcune stime lo collocano intorno ai 125 milioni.
Con queste cifre, un debutto americano da 10 o 15 milioni sarebbe una partenza decisamente complicata.
A preoccupare sono soprattutto le prevendite.
Negli Stati Uniti Warner Bros. ha investito parecchio sulla possibilità di vedere Digger nei formati premium, anche perché Iñárritu ed Emmanuel Lubezki hanno girato il film su pellicola 35 mm utilizzando anche VistaVision, formato storico tornato di recente al centro dell’attenzione grazie alla riscoperta della pellicola nelle sale.
Tom Cruise, da sempre ossessionato dall’esperienza cinematografica, ha insistito molto sull’importanza di vedere Digger sul grande schermo.
Peccato che, almeno in alcuni cinema americani, il pubblico non sembri avere la stessa fretta.
Secondo i dati sulle prevendite riportati alla vigilia dell’uscita, al Regal Union Square di New York una delle prime proiezioni serali in VistaVision aveva venduto appena quattro biglietti. Anche a Boston risultava ancora possibile acquistare grandi quantità di posti per diverse proiezioni.
La situazione cambia parecchio a Los Angeles.
Al The Grove, le proiezioni VistaVision risultano molto più richieste e diverse sono indicate come quasi esaurite. Anche l’IMAX dell’AMC Lincoln Square di New York sta vendendo bene, ma si tratta di una delle sale cinematografiche più frequentate degli Stati Uniti e quindi difficilmente può essere considerata rappresentativa dell’intero mercato.
Il quadro generale rimane morbido.
Il problema potrebbe essere anche il tipo di film.
Digger non è Mission: Impossible e non è Top Gun: Maverick.
Cruise interpreta Digger Rockwell, un potentissimo magnate del petrolio responsabile di un disastro ambientale che tenta disperatamente di convincere il mondo di poterlo risolvere. Iñárritu ha costruito una satira nera, grottesca e politicamente molto marcata, con un Tom Cruise irriconoscibile grazie a protesi e trasformazioni fisiche.
Nel cast troviamo anche Sandra Hüller, John Goodman, Jesse Plemons, Riz Ahmed, Michael Stuhlbarg, Sophie Wilde ed Emma D’Arcy.
Il progetto è quindi molto più vicino a una grande scommessa autoriale che al classico blockbuster di Cruise.
Anche le recensioni non sembrano aver acceso l’entusiasmo sperato. Le prime reazioni sono state piuttosto divise e il film non sta ricevendo quel tipo di consenso unanime che avrebbe potuto compensare una campagna promozionale difficile da decifrare.
Il confronto con le prime previsioni è forse il dato più preoccupante.
Passare da una stima di 20-30 milioni a 10-15 milioni nell’arco di poche settimane significa che il tracking sta perdendo forza proprio mentre ci si avvicina all’uscita.
Digger deve inoltre vedersela con Verity, il thriller con Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett, che negli Stati Uniti viene dato tra i favoriti del weekend con proiezioni decisamente superiori.
Per Warner Bros. la posta in gioco è alta.
Con un budget che potrebbe aggirarsi intorno ai 125 milioni, Digger avrebbe bisogno non soltanto di un buon debutto, ma anche di una lunga tenuta internazionale. Un film di queste dimensioni deve recuperare anche i costi di marketing e distribuzione, quindi il semplice pareggio tra budget e incassi non sarebbe sufficiente.
È ancora troppo presto per dichiararlo un flop.
Il passaparola potrebbe migliorare, il pubblico internazionale potrebbe rispondere meglio e Tom Cruise ha già dimostrato di poter sostenere film che crescono nel tempo.
Ma oggi, alla vigilia del weekend americano, le premesse sono molto meno solide di quanto ci si aspettasse qualche settimana fa.
In Italia Digger è già nelle sale dal 1° ottobre. Sarà quindi interessante capire se anche da noi il pubblico seguirà Cruise in questa avventura molto diversa da Mission: Impossible oppure se il nome della star, stavolta, non basterà.
Tu andrai a vedere Digger al cinema oppure questo Tom Cruise così diverso dal solito non ti convince? Scrivilo nei commenti.


