Allora ragazzi, è arrivato su Prime Video Dimmelo sottovoce, l’ultima fatica di Mercedes Ron, quella di È colpa mia? per capirci. E no, non è una domanda retorica: dopo aver visto questo film viene davvero da chiedersi se sia colpa sua se continuiamo a dover sorbirci triangoli amorosi tossici spacciati per romanticismo. Parliamoci chiaro: queste storie vanno forte tra i teenager, lo sappiamo, ma a me viene da chiedermi se davvero le ragazze vogliono vedere ancora relazioni malsane dove due fratelli si contendono la stessa tipa come fossero al mercato del pesce.
La storia? Kamila (Alícia Falcó) ha la vita sotto controllo: scuola privata, cheerleader, tutto liscio. Peccato che un bel giorno si ripresentino i fratelli Di Bianco dopo sette anni di assenza. C’è Thiago (Fernando Lindez), quello col broncio permanente che le ha rubato il primo bacio da ragazzini, e Taylor (Diego Vidales), l’amico protettore che adesso la guarda in modo diverso. Indovinate un po’? Lei è cambiata, loro sono tornati, il caos è servito.
Il solito schema
Ma la domanda che mi faccio è: serve davvero un altro film così? Prime Video ci ha già regalato tutta la saga di È colpa mia?, abbiamo visto L’estate nei tuoi occhi, ci siamo fatti il percorso completo di triangoli amorosi, ragazzi tormentati dal passato e protagoniste che “non sono più quelle di una volta”. Dimmelo sottovoce non aggiunge assolutamente niente di nuovo al genere. Anzi, ricalca pedissequamente tutti i cliché che abbiamo già masticato fino alla nausea.
Il ritmo è lento come una lumba addormentata. Due ore di film in cui succede ben poco: sguardi languidi, flashback sull’infanzia perduta, qualche scena nella scuola privata più patinata della Spagna, e tanta, tantissima broodiness maschile spacciata per profondità emotiva. Thiago è il classico tipo misterioso e sfuggente che nasconde traumi – spoiler: c’è stato un incidente, è morta la sorellina, lui se ne sente in colpa. Originale, no?
Chimica? Quale chimica?
Il cast fa quello che può, ma il problema è che la chimica tra gli attori è inesistente. Alícia Falcó è oggettivamente bella, ma sembra così giovane che ti senti a disagio quando la inquadrano in situazioni romantiche con due ragazzi che dovrebbero essere universitari o quasi. Le scene che dovrebbero essere cariche di tensione sessuale finiscono per sembrare forzate, quasi imbarazzanti. E non parliamo di Thiago che fa l’assistente di un professore e prova attrazione per una studentessa – ma tranquilli, va bene perché si conoscevano da bambini. Ah ok, tutto risolto allora.
I due fratelli poi sono praticamente intercambiabili: uno è broody, l’altro è broody ma più sorridente. Fine. Non c’è nessuna caratterizzazione degna di nota, nessun motivo per cui dovremmo tifare per uno piuttosto che per l’altro. Sono solo rappresentanti di tropi che abbiamo visto mille volte.
Quando il messaggio è sbagliato
La cosa che mi disturba di più è che film come questo continuano a propinare alle ragazzine l’idea che i ragazzi tormentati e tossici siano romantici. Che va bene essere la baby-sitter emotiva di qualcuno che ti tratta male perché “ha sofferto”. Che devi scegliere tra due tipi che si comportano come se tu fossi un trofeo da vincere. No grazie, pass.
Mercedes Ron è bravissima a vendere libri su Wattpad, ma trasformare quelle storie in film non le fa automaticamente diventare contenuti di qualità. Dimmelo sottovoce è pigro, prevedibile, noioso. Manca di originalità, manca di personalità, manca di tutto tranne che di bei faccini da mettere in copertina.
Il finale che non conclude niente
E poi c’è il cliffhanger finale che è praticamente un pugno nello stomaco. Il film finisce senza risolvere nulla, ti lascia lì appeso come un salame in attesa del sequel (perché ovviamente è una trilogia). Ma il punto è: chi se ne frega? Non c’è nessun motivo per cui dovrei voler sapere come va a finire, visto che già so che Kamila probabilmente sceglierà quello sbagliato, ci saranno altre 700 pagine di sofferenza inutile e alla fine si risolverà tutto con un lieto fine forzato.
Dimmelo sottovoce non è bollente come È colpa mia?, non è emozionante come L’estate nei tuoi occhi, non è nemmeno divertente in modo trash. È solo noioso. Due ore buttate che potevi tranquillamente impiegare leggendo un qualsiasi romanzo su Wattpad – almeno lì puoi saltare le parti noiose.
E tu? Hai avuto il coraggio di guardarlo o ti sei fermato al trailer? Scrivici nei commenti se pensi che questi triangoli amorosi young adult siano ancora rilevanti o se è ora di passare ad altro.
La Recensione
Dimmelo sottovoce
Dimmelo sottovoce è l'ennesimo triangolo amoroso young adult che ricalca tutti i cliché del genere senza aggiungere nulla di originale. Due ore di ritmo lento, personaggi senza personalità, chimica inesistente tra gli attori e un finale aperto frustrante. Mercedes Ron propone ancora relazioni tossiche spacciate per romanticismo. Noioso, prevedibile e dimenticabile. Meglio dedicare il tempo a qualcos'altro.
PRO
- Se ami Mercedes Ron e la saga È colpa mia?
- Hai due ore da buttare senza pretese
CONTRO
- Triangolo amoroso trito e ritrito senza originalità
- Chimica inesistente tra gli attori protagonisti
- Due ore di noia con ritmo da lumaca
- Relazioni tossiche spacciate per romantiche


