Doja Cat è una di quelle artiste che non ha paura di sperimentare. Negli anni ha dimostrato di padroneggiare pop, jazz, R&B e hip-hop con una disinvoltura che fa invidia a molti colleghi più navigati. Ma anche i camaleontici hanno i loro limiti, e la rapper californiana ha appena svelato quale genere musicale non la vedrà mai protagonista. Spoiler: la risposta potrebbe sorprenderti.
Nell’intervista rilasciata a CBS Sunday Morning, andata in onda domenica 21 settembre, Doja si è lasciata andare a una confessione che ha fatto scoppiare tutti a ridere, lei compresa. Quando la giornalista Michelle Miller le ha chiesto se ci fosse un genere che proprio non riuscirebbe a fare, la risposta è arrivata secca e definitiva: “Country”. E subito dopo è scoppiata in una risata contagiosa che tradisce tutta la sua spontaneità.
Ma non è tutto qui. L’intervista è stata anche l’occasione per parlare del suo nuovo album “Vie”, in uscita il 26 settembre, che segna un ritorno alle origini dopo la parentesi più sperimentale di “Scarlet” del 2023. Un disco che promette di riportare Doja Cat nel territorio sonoro che meglio conosce, quello della contaminazione tra pop e rap.
La cosa interessante è come l’artista definisce la propria identità musicale: “Penso di essere una rapper che fa musica pop“. Una definizione che centra perfettamente il suo approccio compositivo, dove il flow hip-hop incontra melodie accattivanti e arrangiamenti pop sofisticati.
Il ritorno alla formula vincente
“Vie” rappresenta una sorta di riconciliazione con il proprio passato musicale. Doja ha ammesso candidamente di aver attraversato un periodo in cui rinnegava alcuni dei suoi successi più grandi, “Say So” in primis, proprio perché troppo mainstream per i suoi gusti del momento.
“È stato necessario arrivare all’inizio di questo nuovo album, Vie, per apprezzare il mio vecchio materiale”, ha spiegato durante l’intervista. Una dichiarazione che fa capire quanto sia stata importante per lei la fase esplorativa di “Scarlet”, anche se apparentemente più distante dal suo sound distintivo.
L’album precedente era stato descritto come “una liberazione di energia molto diversa da tutto il resto”, ma adesso sembra che Doja sia pronta a tornare in territorio familiare. “Mi sento in un posto dove voglio fare quello che so fare meglio”, ha aggiunto.
Jack Antonoff alla produzione
Il nuovo lavoro discografico vede la collaborazione principale con Jack Antonoff, producer di riferimento per artiste come Taylor Swift e Lana Del Rey. Una scelta che già la dice lunga sulla direzione pop-driven che l’album prenderà.
Il primo assaggio, “Jealous Type”, uscito ad agosto, ha già dimostrato il ritorno alla formula vincente, raggiungendo la posizione 28 della Billboard Hot 100. Un risultato che conferma come il pubblico abbia accolto positivamente questo riavvicinamento al sound più accessibile.
La versatilità come marchio di fabbrica
Quello che rende Doja Cat così interessante nel panorama musicale contemporaneo è la sua capacità di navigare tra generi apparentemente incompatibili. Non molti artisti riescono a passare da un brano jazz-influenced a un pezzo hip-hop puro mantenendo sempre la propria identità riconoscibile.
La sua ammissione sul country, detta con quella risata spontanea, rivela anche un lato umano e autoironico che raramente vediamo nelle interviste patinate. È proprio questa autenticità che la rende così amata dal pubblico.
Con “Vie” alle porte, la sensazione è che Doja Cat sia pronta a dimostrare ancora una volta perché è considerata una delle artiste più versatili della sua generazione. Anche se il country dovrà aspettare.
E tu cosa ne pensi di questa dichiarazione? Ti piacerebbe sentire Doja Cat alle prese con il country o hai altri generi che vorresti la vedesse esplorare? Raccontaci la tua nei commenti!


