Dolly Parton ha lavorato fino al giorno della sua morte e aveva lasciato dietro di sé molto più di qualche progetto incompiuto. La cantante, morta il 25 agosto a 80 anni, aveva infatti costruito insieme al suo team una vera tabella di marcia per far continuare idee, spettacoli, musica e iniziative anche negli anni successivi alla sua scomparsa. Tra i progetti ci sono persino uno show con un avatar digitale e un musical di Broadway che debutterà ufficialmente nel giorno in cui Dolly avrebbe compiuto 81 anni.
A raccontarlo è stato il suo storico manager Danny Nozell, che ha spiegato come Dolly fosse rimasta coinvolta personalmente fino alla fine.
«Dolly ha lavorato fino al giorno in cui è morta. Amava vedere i suoi sogni prendere vita e sapere che il suo lavoro portava gioia alle persone», ha detto Nozell. Il manager ha aggiunto che negli ultimi anni Dolly aveva scelto personalmente un gruppo di collaboratori con cui costruire una “roadmap” destinata a guidare i suoi progetti per decenni.
Il musical aprirà nel giorno del suo 81esimo compleanno
Uno dei progetti più importanti è DOLLY: A True Original Musical, spettacolo autobiografico scritto con la partecipazione diretta di Dolly.
Le anteprime a Broadway inizieranno il 7 dicembre 2026 al St. James Theatre di New York. L’apertura ufficiale è invece fissata per il 19 gennaio 2027, esattamente nel giorno in cui Parton avrebbe festeggiato 81 anni. La produzione ha confermato che il calendario resterà invariato anche dopo la sua morte.
Il musical racconterà la sua vita attraverso canzoni come Jolene, I Will Always Love You, Coat of Many Colors e 9 to 5, insieme a brani nuovi scritti appositamente da Dolly.
Lei stessa aveva lavorato al testo insieme a Maria S. Schlatter e aveva seguito personalmente lo sviluppo dello spettacolo.
Ci sarà anche un avatar di Dolly Parton
Tra i progetti più sorprendenti compare poi uno spettacolo con un avatar digitale di Dolly.
Non sono ancora stati comunicati formato definitivo e data, ma il progetto era già in lavorazione prima della sua morte e fa parte della lunga lista di iniziative approvate direttamente dalla cantante.
L’idea fa inevitabilmente discutere.
Dopo gli spettacoli digitali dedicati ad artisti come gli ABBA, vedere anche Dolly continuare a esibirsi attraverso una versione virtuale non sembra più fantascienza. La differenza importante è che, in questo caso, Parton aveva partecipato alla progettazione prima di morire.
Il suo team ha voluto chiarire proprio questo aspetto: eventuali progetti pubblicati attraverso i canali ufficiali porteranno il suo contributo personale e non saranno semplicemente iniziative costruite successivamente sfruttandone il nome.
Non ci saranno soltanto musica e spettacoli
La lista è molto più lunga.
Sono in sviluppo un biopic, una docuserie, un documentario musicale, una serie televisiva, una produzione animata legata ai libri di Billy the Kid e nuova musica ancora inedita.
A questi si aggiungono progetti lontani dal cinema e dalla musica: bambole dedicate a Dolly, linee per la casa, prodotti alimentari, caffè, strutture turistiche e il SongTeller Hotel di Nashville.
Sembra quasi che Dolly avesse organizzato personalmente il modo in cui il suo mondo avrebbe continuato a vivere.
Dolly aveva sempre pensato molto al proprio futuro
La cosa non sorprende più di tanto conoscendo il suo carattere.
Dolly era famosa per essere una lavoratrice instancabile e una donna d’affari estremamente attenta. Dietro gli abiti pieni di brillantini e le battute autoironiche c’era una persona che controllava con grande cura musica, diritti, attività commerciali e iniziative benefiche.
Un anno prima della morte aveva spiegato di voler raccontare personalmente la propria storia finché ne aveva ancora la possibilità, proprio perché non voleva lasciare ad altri il compito di decidere come sarebbe stata ricordata.
Il musical di Broadway nasce anche da questo desiderio.
Ora quella frase assume inevitabilmente un significato diverso.
Dolly Parton non potrà vedere molti dei progetti che aveva immaginato, ma aveva fatto in modo che fossero già abbastanza avanti da poter continuare senza di lei.
Il suo manager promette che la squadra scelta personalmente dalla cantante porterà avanti quelle idee rispettandone le indicazioni.
In un certo senso, quindi, i fan hanno appena salutato Dolly, ma non hanno ancora visto tutto ciò che aveva preparato per loro.
Tu cosa ne pensi? Ti piacerebbe vedere il musical autobiografico e lo show con l’avatar di Dolly Parton oppure preferiresti che il suo ricordo restasse legato soltanto alle opere realizzate mentre era in vita? Scrivilo nei commenti.


