Domani sera, venerdì 3 aprile 2026, su Sky Atlantic e in streaming su NOW va in onda il sesto e ultimo episodio di Avvocato Ligas, il legal drama italiano che in poche settimane è riuscito a conquistare oltre un milione di spettatori e a diventare uno degli argomenti più discussi del palinsesto televisivo della primavera. Luca Argentero nei panni di Lorenzo Ligas ha costruito qualcosa di raro nella serialità italiana: un personaggio davvero scomodo, non simpatico nel senso tradizionale, capace di farti tifare per lui anche quando non lo meriti. E adesso, nell’episodio finale, quel personaggio si trova davanti al momento più difficile della sua carriera – con la commissione disciplinare pronta a radiarlo dall’albo e un nuovo caso da risolvere allo stesso tempo.
Prima di parlare di quello che ci aspetta domani, vale la pena raccontare il percorso che ci ha portati qui, perché questa è una serie costruita con una logica precisa e ogni episodio deposita qualcosa che poi il finale raccoglie.
Chi è Lorenzo Ligas e perché è diverso dagli altri avvocati televisivi
La serie è tratta dal romanzo Un caso complicato per l’avvocato Ligas – Perdenti di Gianluca Ferraris, pubblicato con Corbaccio, ed è il primo legal drama Sky Original italiano. Sei episodi da circa 50 minuti, ambientati nel mondo della giustizia penale milanese, prodotti da Sky Studios e Fabula Pictures e diretti da Fabio Paladini.
Lorenzo Ligas è un avvocato penalista brillante e spregiudicato che la serie introduce già caduto: è stato licenziato dallo studio legale dove lavorava perché incapace di tenere separata la vita professionale da quella privata. Fin dai primi minuti è chiaro che il suo problema non è il talento – di talento ne ha in abbondanza – ma il carattere. Ligas è cinico, allergico alle regole, capace di costruire difese imprevedibili che ribaltano i casi più disperati, ma anche di autodistruggersi per un impulso mal gestito o una scelta sbagliata al momento sbagliato.
Al suo fianco lavora Marta Carati, la giovane praticante interpretata da Marina Occhionero, che rappresenta l’esatto contrario del suo mentore: idealista, attenta all’etica, convinta che la giustizia abbia senso anche quando il sistema fa acqua. Il contrasto tra i due non è mai gratuito – è il motore narrativo che tiene in piedi ogni episodio.
Sul fronte opposto c’è il pubblico ministero Annamaria Pastori, interpretata da Barbara Chichiarelli, la rivale di Ligas in tribunale che non gli risparmia nulla. E poi c’è Petrello, il titolare dello studio che lo ha licenziato, che nel corso della stagione passa da semplice antagonista professionale a qualcosa di più personale e velenoso: è stato proprio Ligas ad avere una relazione con sua moglie, e Petrello non ha nessuna intenzione di dimenticarlo.
Il percorso che ha portato al finale
La serie ha costruito il suo ritmo episodio per episodio, con ogni puntata che porta un caso diverso ma accumula tensione nella sottotrama personale di Ligas. Nella quarta puntata, dopo una serie di eventi turbolenti, Ligas cerca di ricucire i rapporti con la sua ex moglie Patrizia – interpretata da Gaia Messerklinger – e con la figlia Laura, arrivando a tornare temporaneamente a vivere nella casa dei genitori. Un Ligas più fragile, meno protetto dalla sua solita armatura di cinismo.
Il quinto episodio – quello che ha preparato il finale – è stato costruito attorno a un caso apparentemente minore: la difesa di una giovanissima borseggiatrice accusata di omicidio colposo. Sarà l’empatia di Marta, non le strategie di Ligas, a risolvere il caso. Una vittoria importante arriva insieme a un riconoscimento inaspettato: la nomination come penalista dell’anno, che sembrava poter segnare una svolta nella ricostruzione della sua reputazione.
Ma proprio durante la cerimonia di premiazione, il colpo arriva da dove Ligas meno se lo aspettava: Petrello rende pubblica davanti a tutti la segnalazione all’ordine degli avvocati per un presunto illecito. Il momento di riscatto si trasforma in un’umiliazione pubblica davanti ai colleghi, ai media e a chiunque avesse ancora qualche dubbio sulla sua posizione. Ed è da qui che parte il sesto episodio.
Cosa sappiamo del finale di domani
Sky ha rilasciato le anticipazioni ufficiali sull’ultimo episodio e il quadro che emerge è quello di un Ligas con le spalle al muro su più fronti contemporaneamente – esattamente il tipo di situazione in cui il personaggio ha sempre dato il meglio e il peggio di sé.
La commissione disciplinare si riunisce per decidere se radiarlo dall’albo. Le accuse di Petrello hanno il peso di chi conosce i punti deboli del suo avversario, e Ligas non può affidarsi ai suoi soliti stratagemmi davanti a un organo istituzionale che ha tutto il potere di chiudere definitivamente la sua carriera. Nel frattempo, un nuovo caso arriva sul tavolo e Ligas non può ignorarlo: difendere il suo cliente richiederà ancora una volta soluzioni fuori dagli schemi, quelle che nel corso della stagione hanno reso Ligas il personaggio che è ma che allo stesso tempo lo hanno sempre portato sull’orlo del baratro.
Sul fronte personale, Sky anticipa due svolte importanti. Marta trova il coraggio di chiudere la relazione con Emilio, una scelta che nel corso della stagione era rimasta sospesa. Patrizia, l’ex moglie, prende una decisione che cambierà in modo definitivo il loro rapporto. E poi c’è la frase che Sky ha scelto per descrivere il finale e che dice molto sulla direzione dell’episodio: “Convinto di aver già toccato il fondo, Ligas scoprirà invece che il peggio deve ancora arrivare.”
Quello che i fan si aspettano – e che la struttura della serie suggerisce – è che il finale non offra una risoluzione pulita. Ligas non viene salvato da un colpo di teatro che azzera gli errori accumulati in sei episodi. La sua posizione resta quella che è sempre stata: brillante, fragile, sospesa tra il talento e l’incapacità di usarlo senza farsi del male.
Perché Avvocato Ligas funziona così bene
C’è una ragione precisa per cui questa serie ha catturato un pubblico così ampio in un genere – il legal drama – che in Italia non aveva ancora trovato una sua forma davvero convincente. Ligas non è l’avvocato buono che difende i deboli per principio. Non è l’avvocato corrotto che il sistema ha marcito. È qualcosa di più complicato: un uomo di grande talento che usa quel talento in modo opportunista, che crede nella difesa come strumento più che nella giustizia come valore assoluto. E questa ambiguità morale, costruita episodio per episodio, è quello che rende il personaggio così difficile da scrollarsi di dosso.
Il confronto con Better Call Saul che molti stanno facendo in rete in questi giorni non è del tutto fuori luogo. Non per la qualità narrativa, su cui Better Call Saul rimane in un’altra categoria, ma per la logica del personaggio: un avvocato brillante che non riesce a stare dalla parte giusta non per mancanza di intelligenza, ma per qualcosa di più profondo e difficile da definire. Ligas è italiano, romano, con tutte le specificità culturali che questo comporta, e Argentero lo porta sullo schermo con una naturalezza che rende il personaggio credibile anche nei momenti più estremi.
I numeri danno ragione alla serie: quasi un milione di spettatori già dai primi due episodi, con una permanenza record del 73% – il quarto miglior lancio di uno Sky Original dal 2021. Un risultato che fa pensare seriamente a una seconda stagione, anche se Sky non ha ancora comunicato nulla di ufficiale. Il finale aperto che ci aspetta domani lascia sicuramente spazio narrativo per continuare, e sarebbe difficile credere che una storia del genere si fermi qui.
Hai già visto tutti gli episodi di Avvocato Ligas e sei pronto per il finale di domani, oppure stai ancora cercando di recuperare la serie su NOW? Scrivilo nei commenti – e dicci se secondo te Ligas merita di sopravvivere alla commissione disciplinare o se questa volta se l’è cercata davvero.


