Michael Fassbender torna finalmente dentro una storia di fantascienza con alieni, e questa volta non c’entra la saga di Alien. Il film si intitola Hope, è diretto dal sudcoreano Na Hong-jin, autore di The Wailing, e negli Stati Uniti arriva nelle sale proprio il 9 settembre 2026. Per l’Italia c’è già una data ufficiale: uscirà al cinema il 5 novembre 2026, distribuito da MUBI, e il titolo scelto per il nostro mercato resta semplicemente Hope.
La prima cosa da chiarire, quindi, è proprio questa: non è stato scelto un titolo italiano diverso. Le schede ufficiali e i principali portali italiani riportano Hope, senza sottotitoli o traduzioni aggiuntive. Il film arriverà quindi nelle nostre sale con lo stesso nome utilizzato a Cannes e nei mercati internazionali.
E il progetto è molto più strano di quanto possa suggerire quel titolo.
La storia è ambientata in un piccolo villaggio remoto chiamato Hope, vicino alla zona demilitarizzata che separa le due Coree. Una serie di attacchi viene inizialmente attribuita a una misteriosa bestia, forse una tigre. Gli abitanti e la polizia locale cercano di capire cosa stia succedendo, ma la situazione precipita rapidamente: ciò che si nasconde nei boschi non appartiene al normale mondo animale.
Da quel momento il film si trasforma.
Quello che parte quasi come un thriller rurale diventa un monster movie di fantascienza, con creature aliene, incendi, inseguimenti e una comunità isolata che deve affrontare qualcosa di completamente fuori dalla propria comprensione.
Na Hong-jin non ha però realizzato il classico film americano sull’invasione aliena.
Il regista di The Wailing è conosciuto proprio per la capacità di mischiare generi differenti, passando dall’orrore alla commedia nera e dal thriller alla violenza improvvisa. Anche Hope segue questa strada: Cannes lo descrive come una storia che parte dall’ignoranza e dal conflitto umano per arrivare a una tragedia di proporzioni cosmiche.
Michael Fassbender entra in scena proprio dalla parte meno prevedibile.
L’attore, che molti spettatori associano ancora a Prometheus e Alien: Covenant, interpreta Ma’veyyo, una delle creature aliene. Il personaggio è stato realizzato anche attraverso tecniche di motion capture e Fassbender compare nel film insieme alla moglie Alicia Vikander, anche lei coinvolta nella componente extraterrestre della storia.
Per Fassbender è quindi una sorta di ritorno alla fantascienza più cupa dopo quasi dieci anni.
L’ultima volta che lo avevamo visto così vicino a un immaginario fatto di creature aliene era proprio Alien: Covenant nel 2017, dove interpretava David e Walter. In Hope, però, il suo ruolo è completamente diverso: non è l’uomo che osserva o manipola la creatura, è lui stesso parte della minaccia extraterrestre.
Nel cast ci sono anche nomi molto importanti del cinema coreano e internazionale.
Hwang Jung-min interpreta Bum-seok, il capo della stazione di polizia. Zo In-sung è Sung-ki, mentre Hoyeon, diventata famosa in tutto il mondo grazie a Squid Game, interpreta l’agente Sung-ae. Completano il cast Taylor Russell e Cameron Britton, oltre naturalmente a Fassbender e Vikander.
Il film dura circa 160 minuti, quindi siamo davanti a un’opera molto più lunga del classico monster movie da un’ora e mezza.
La durata dice già qualcosa sulle ambizioni di Na Hong-jin.
Il regista non vuole semplicemente mostrare un gruppo di persone inseguito da un mostro. Il villaggio, i rapporti tra gli abitanti, la paura e le reazioni sempre più assurde della comunità occupano una parte importante del racconto. Poi la scala degli eventi cresce progressivamente fino a trasformare una crisi locale in qualcosa di molto più grande.
Hope ha debuttato in concorso al Festival di Cannes 2026, segnando il ritorno di Na Hong-jin sulla Croisette dopo The Wailing. Il film ha attirato subito parecchia attenzione anche sul mercato internazionale e MUBI ne ha acquistato i diritti per diversi territori, compresa l’Italia.
Negli Stati Uniti la distribuzione è invece affidata a NEON, la stessa società che negli ultimi anni ha portato nelle sale americane diversi film internazionali diventati poi casi cinematografici.
Le prime recensioni pubblicate dopo Cannes hanno sottolineato soprattutto la follia visiva del progetto, l’umorismo nero e il modo in cui il film aumenta continuamente la propria scala. Il New Yorker, per esempio, descrive una combinazione di distruzione spettacolare, inseguimenti, creature digitali e satira della piccola comunità, anche se segnala qualche squilibrio nel tono.
In Italia dovremo aspettare ancora qualche settimana.
Hope arriverà nelle sale il 5 novembre, una data ormai confermata sia dal distributore sia dalle principali schede cinematografiche italiane.
Per chi sente la mancanza del Fassbender più vicino alla fantascienza e all’horror, quindi, potrebbe essere uno dei titoli più interessanti dell’autunno.
Non aspettatevi però un nuovo Alien.
Na Hong-jin sembra aver costruito qualcosa di molto più bizzarro: un villaggio coreano, una presunta tigre, una caccia che va completamente fuori controllo e Michael Fassbender trasformato in una creatura extraterrestre.
Tu andrai a vedere Hope al cinema il 5 novembre? Ti incuriosisce questo ritorno di Michael Fassbender alla fantascienza oppure preferiresti rivederlo direttamente nella saga di Alien? Scrivilo nei commenti.


