Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson ha vinto il David di Donatello 2026 come miglior film internazionale. Il premio verrà consegnato durante la cerimonia della 71ª edizione dei David, in programma mercoledì 6 maggio in prima serata su Rai 1 dagli studi di Cinecittà. Sì, nel testo circolato online compare anche “6 aprile”, ma è chiaramente un refuso: la data corretta è 6 maggio 2026.
Il film di Paul Thomas Anderson continua così una stagione impressionante. Dopo il trionfo agli Oscar, dove ha conquistato sei premi su tredici candidature, arriva anche il riconoscimento dell’Accademia del Cinema Italiano nella categoria dedicata al cinema internazionale. Non proprio una tappa secondaria, soprattutto per un autore che negli anni ha costruito un rapporto fortissimo con la cinefilia, ma raramente con un successo così largo e trasversale.
E qui bisogna dirlo: per Anderson questo film sembra aver cambiato passo. Per anni è stato considerato uno di quei registi amatissimi da chi vive di cinema, festival, discussioni infinite e frasi tipo “la costruzione del personaggio è pazzesca”. Poi magari al botteghino non sempre arrivava il pubblico enorme. Con Una battaglia dopo l’altra, invece, la situazione sembra diversa. C’è Leonardo DiCaprio, c’è una storia politica e familiare, c’è tensione, c’è paranoia, c’è anche quell’energia un po’ storta che Anderson sa usare benissimo quando vuole mettere i personaggi dentro un mondo che non li lascia respirare.
Il film è liberamente ispirato a Vineland, romanzo di Thomas Pynchon, e segue Bob, interpretato da Leonardo DiCaprio, un ex rivoluzionario ormai invecchiato, confuso, sospettoso, quasi sepolto dal suo stesso passato. Vive ai margini insieme alla figlia Willa, interpretata da Chase Infiniti, finché un vecchio nemico torna nella sua vita. A interpretarlo è Sean Penn, premiato agli Oscar come miglior attore non protagonista. Quando Willa scompare, Bob è costretto a rimettersi in movimento e ad affrontare tutto quello da cui probabilmente aveva cercato di scappare.
È una trama che sembra fatta apposta per Paul Thomas Anderson. Padri imperfetti, rapporti familiari complicati, personaggi che hanno sbagliato qualcosa e non riescono a toglierselo di dosso. Solo che qui il racconto assume una dimensione più grande, quasi da inseguimento morale. Bob non deve solo salvare sua figlia. Deve fare i conti con ciò che è stato. E quando il passato torna a bussare, di solito non lo fa con educazione.
Il David per il miglior film internazionale arriva in una cinquina molto forte. Una battaglia dopo l’altra ha battuto Io sono ancora qui di Walter Salles, La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, The Brutalist di Brady Corbet e Un semplice incidente di Jafar Panahi. Una selezione pesante, piena di film che hanno fatto parlare molto e che rappresentano modi diversissimi di intendere il cinema contemporaneo.
Per questo la vittoria di Anderson non sembra solo il classico effetto trascinamento post-Oscar. Certo, arrivare ai David dopo aver già dominato la stagione dei premi aiuta. Sarebbe ingenuo fingere il contrario. Però il film aveva davanti concorrenti tutt’altro che deboli, e il fatto che l’Accademia italiana abbia scelto proprio lui conferma quanto Una battaglia dopo l’altra sia riuscito a imporsi anche fuori dal circuito americano.
La cerimonia dei David di Donatello 2026 sarà trasmessa in diretta su Rai 1, con conduzione affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti, e sarà disponibile anche su RaiPlay e Rai Radio2. La serata andrà in onda dagli studi di Cinecittà e sarà trasmessa anche in 4K sul canale Rai4K di Tivùsat.
Tra i riconoscimenti già annunciati ci sono anche il Premio alla Carriera a Gianni Amelio, il David Speciale a Bruno Bozzetto, il Premio Speciale Cinecittà David 71 a Vittorio Storaro e il David dello Spettatore a Buen Camino di Gennaro Nunziante, film scritto con Luca Medici, cioè Checco Zalone. Quest’ultimo premio viene assegnato al film italiano uscito entro il 31 dicembre 2025 che ha totalizzato più spettatori entro il 28 febbraio 2026. Buen Camino ha superato i 9,5 milioni di spettatori, numeri che nel cinema italiano di oggi fanno rumore eccome.
Da una parte, quindi, c’è il cinema internazionale d’autore che arriva ai David dopo una cavalcata agli Oscar. Dall’altra, il film italiano più visto dal pubblico. Due mondi molto diversi, ma messi nella stessa serata. Ed è anche questo il bello dei David: a volte nella stessa cerimonia convivono il grande cinema da festival, il successo popolare, la memoria del nostro cinema e i nomi che hanno costruito pezzi interi della sua storia.
Per Paul Thomas Anderson, intanto, arriva un altro riconoscimento in un’annata che sembra quasi irreale. Una battaglia dopo l’altra non è solo il film più premiato del momento: è anche la prova che un autore può ancora fare un cinema personale, nervoso, pieno di idee, e arrivare comunque al centro della conversazione. Non succede spesso. Quando succede, vale la pena farci caso.
Tu hai visto Una battaglia dopo l’altra? Scrivilo nei commenti e dimmi se secondo te meritava il David come miglior film internazionale.


