La morte di Dolly Parton ha provocato un’ondata enorme di ascolti in tutto il mondo. Nei giorni successivi al 25 agosto 2026, data della scomparsa della cantante a 80 anni, milioni di persone sono tornate ad ascoltare Jolene, 9 to 5, I Will Always Love You e gli altri brani che hanno accompagnato oltre mezzo secolo di carriera. Secondo i dati pubblicati da Billboard, il catalogo di Dolly ha registrato una crescita settimanale degli streaming superiore al 1.100%, mentre nelle singole giornate immediatamente successive alla sua morte gli aumenti sono stati ancora più impressionanti.
Il dato racconta qualcosa che va oltre la semplice curiosità. Dolly Parton era una delle artiste più conosciute al mondo, ma molte delle sue canzoni più famose hanno ormai più di cinquant’anni. In pochi giorni sono tornate a competere con i brani degli artisti che dominano abitualmente Spotify.
Il giorno della morte gli ascolti sono aumentati di oltre il 2.000%
Le percentuali cambiano in base al periodo preso come riferimento, ed è utile spiegarlo per evitare confusione.
Billboard, utilizzando i primi dati di Luminate, ha confrontato gli ascolti americani del 25 agosto con quelli del martedì precedente. Il catalogo di Dolly è passato da poco più di 1,2 milioni a 26,3 milioni di streaming on demand negli Stati Uniti, con un aumento del 2.056%.
Dati successivamente aggiornati da Luminate hanno mostrato numeri ancora più alti: negli Stati Uniti gli streaming audio e video sono arrivati a circa 30,5 milioni il giorno della morte, per poi salire ulteriormente il giorno successivo. A livello mondiale, mercoledì 26 agosto gli ascolti on demand hanno raggiunto 79,7 milioni, rendendo Dolly Parton l’artista più ascoltata al mondo in quella giornata.
Un risultato particolarmente curioso se pensiamo agli artisti che normalmente occupano quelle posizioni.
Il 25 agosto, secondo Billboard, Dolly aveva già totalizzato più streaming americani di Morgan Wallen, Taylor Swift e Bad Bunny. Soltanto Drake aveva fatto meglio, con 36,6 milioni di ascolti.
Jolene torna enorme dopo più di mezzo secolo
A guidare questa riscoperta c’è inevitabilmente Jolene.
Il brano era passato da circa 196.000 streaming giornalieri negli Stati Uniti alla vigilia della morte di Dolly a 2,7 milioni il 25 agosto, per arrivare a circa 4 milioni il giorno successivo. 9 to 5 è salita da circa 209.000 ascolti a 2,3 milioni, mentre Islands in the Stream, cantata insieme a Kenny Rogers, è arrivata a 1,8 milioni.
Anche I Will Always Love You ha avuto una crescita enorme. Si parla naturalmente della registrazione originale di Dolly Parton, precedente alla celeberrima versione di Whitney Houston.
La conseguenza più sorprendente è arrivata nelle classifiche Billboard.
A 52 anni dalla sua pubblicazione, Jolene è rientrata nella Billboard Hot 100 raggiungendo il numero 16. Nel 1974 si era fermata alla posizione 60. Significa che il brano ha ottenuto il miglior piazzamento americano della sua storia soltanto dopo la morte della sua autrice.
È successo qualcosa di ancora più particolare con I Will Always Love You: la registrazione originale di Dolly non era mai entrata nella Hot 100. Adesso ha debuttato direttamente al numero 27.
Nella stessa classifica sono tornate anche 9 to 5 al numero 18 e Islands in the Stream al 26.
Dolly Parton conquista Spotify per la prima volta
La riscoperta si è vista chiaramente anche su Spotify.
Il giorno successivo alla sua morte, Dolly Parton è diventata per la prima volta nella sua carriera l’artista più ascoltata su Spotify negli Stati Uniti. Jolene era al primo posto tra le canzoni, seguita da 9 to 5, mentre Islands in the Stream occupava la terza posizione tra i suoi maggiori successi. Ben 15 brani della cantante erano presenti contemporaneamente nella Top 200 americana della piattaforma.
Numeri enormi per un’artista che aveva pubblicato molti di quei pezzi decenni prima della nascita dello streaming.
La stessa reazione si è vista anche fuori dagli Stati Uniti. Nel Regno Unito Jolene è tornata nella classifica dei singoli al numero 9, mentre 9 to 5 ha raggiunto il numero 12, ottenendo addirittura il suo miglior risultato britannico di sempre.
Un fenomeno che racconta quanto fosse ancora presente
Dopo la morte di una grande star è normale assistere a un aumento degli ascolti. Nel caso di Dolly Parton, però, le dimensioni del fenomeno sono notevoli.
Persone che conoscevano quelle canzoni da decenni sono tornate ad ascoltarle, mentre molti utenti più giovani probabilmente le hanno scoperte per la prima volta. Il risultato è quasi paradossale: nel 2026 Dolly Parton sta raggiungendo con alcuni dei suoi brani risultati in classifica che non aveva ottenuto nemmeno negli anni Settanta e Ottanta.
Forse è anche il modo più semplice con cui il pubblico può salutare una cantante: premere play e tornare ancora una volta a quella voce.
Tu quale canzone di Dolly Parton hai riascoltato dopo la sua morte? Scrivicelo nei commenti.


