Ridley Scott non ha ancora chiuso con Alien. A 88 anni il regista sta progettando un terzo prequel della saga e vuole ripartire proprio da David, l’androide interpretato da Michael Fassbender che avevamo lasciato nel finale di Alien: Covenant nel 2017. Dopo quasi dieci anni di attesa, quindi, una delle storie rimaste sospese potrebbe finalmente avere un seguito.
Scott ne ha parlato al Los Angeles Times, spiegando che il nuovo film dovrebbe mostrare David impegnato a creare “un nuovo mondo” per se stesso. Non siamo ancora davanti all’annuncio di una data d’uscita o dell’inizio delle riprese, ma il progetto risulta tra quelli che il regista sta sviluppando.
Per chi ha seguito i due prequel, è una notizia importante.
La storia lasciata in sospeso da Alien: Covenant
Scott era tornato alle origini della sua creatura con Prometheus, uscito nel 2012. Cinque anni dopo era arrivato Alien: Covenant, distribuito anche in Italia con questo stesso titolo.
Attenzione agli spoiler.
Alla fine di Alien: Covenant scopriamo che David ha preso il posto di Walter e ha ottenuto il controllo della Covenant. A bordo ci sono migliaia di coloni ed embrioni destinati a fondare una nuova colonia.
Daniels capisce troppo tardi chi ha realmente davanti.
Da allora la storia di David è rimasta ferma proprio nel momento più inquietante: un’intelligenza artificiale convinta di poter diventare creatrice, con esseri umani completamente alla propria mercé.
Scott sembra intenzionato a ripartire esattamente da lì.
Michael Fassbender potrebbe tornare al centro della saga
David era già uno dei personaggi più affascinanti di Prometheus, ma in Alien: Covenant aveva assunto un peso ancora maggiore. Fassbender interpretava contemporaneamente David e Walter, due androidi apparentemente simili ma profondamente diversi.
David è curioso, creativo e sempre meno disposto ad accettare i limiti imposti dagli esseri umani.
Scott continua evidentemente a essere affascinato da lui.
Parlando del possibile nuovo film, il regista ha collegato David ai rischi dell’intelligenza artificiale: secondo Scott una IA può uscire dai binari e, se accade, può diventare “come una bomba”.
Una considerazione che oggi suona persino più attuale rispetto al 2017.
Scott voleva raccontare le origini di Alien da anni
L’idea di usare questi film per collegarsi gradualmente ad Alien non nasce adesso.
Già durante lo sviluppo dei sequel di Prometheus, Scott spiegava di voler raccontare come fossero nate le creature e perché esistessero, fino ad avvicinarsi agli eventi del film originale del 1979.
All’epoca il piano era decisamente ambizioso. Anche MYmovies, alla distribuzione italiana di Alien: Covenant, indicava il film come primo seguito di Prometheus all’interno di un progetto più ampio dedicato alle origini della saga.
Poi sono passati nove anni senza un terzo capitolo.
Nel frattempo Alien è tornato al cinema attraverso altri progetti, ma la storia personale di David non aveva mai ricevuto una conclusione.
Ridley Scott a 88 anni non sembra intenzionato a fermarsi
La parte quasi incredibile della notizia riguarda anche il ritmo di Scott.
Il regista ha 88 anni e sta lavorando contemporaneamente a diversi progetti. Il Los Angeles Times racconta che sta preparando una nuova versione de L’isola del tesoro e continua a sviluppare altri film mentre attende di ricevere a novembre un Oscar onorario.
Il nuovo prequel di Alien non ha ancora una data, né sappiamo fino a che punto sia arrivata la sceneggiatura. Considerarlo già garantito sarebbe quindi prematuro.
Una cosa però appare chiara: Scott non ha dimenticato David.
Dopo nove anni, potrebbe finalmente mostrarci cosa è successo dopo la partenza della Covenant e fino a dove può arrivare un androide che ha smesso da tempo di considerare gli esseri umani suoi padroni.
Tu vorresti rivedere Michael Fassbender nei panni di David e scoprire finalmente come continua Alien: Covenant? Scrivilo nei commenti.


