È uscito il primo teaser trailer di Ice Cream Man, il nuovo film di Eli Roth in arrivo nelle sale americane il 7 agosto 2026, e bastano pochi secondi di immagini per capire che il regista non ha intenzione di moderarsi. Bambini, un carretto dei gelati e una cittadina di provincia americana: la combinazione dovrebbe sembrare innocua, ma con Roth alla regia è esattamente il tipo di premessa che finisce per andare molto storta.
Per chi non lo conoscesse, Eli Roth è uno dei registi horror americani più riconoscibili degli ultimi vent’anni, con una filmografia capace di far discutere ogni volta che esce qualcosa di nuovo. Nato a Newton, Massachusetts nel 1972, ha iniziato a girare cortometraggi da bambino dopo aver visto Alien di Ridley Scott all’età di otto anni, un trauma formativo che evidentemente ha lasciato il segno. Si è laureato alla New York University in cinema e ha passato anni a fare l’assistente sui set altrui prima di esordire nel 2002 con Cabin Fever, un film splatter su un gruppo di ragazzi in vacanza in un cottage di montagna colpiti da una malattia carnivora. Girato con soli 1,5 milioni di dollari, Cabin Fever fu una sorpresa al botteghino e convinse Quentin Tarantino a dichiararlo pubblicamente il futuro dell’horror. I due sono amici da allora, e Roth ha recitato in Bastardi senza gloria nel ruolo del Sergente Donny Donowitz, ribattezzato l’Orso ebreo.
Il salto definitivo arrivò con Hostel nel 2005, prodotto dallo stesso Tarantino con un budget di circa 4 milioni di dollari. Il film racconta di tre giovani turisti americani attirati in una trappola nell’Europa dell’Est da un’organizzazione segreta che vende a ricchi clienti il privilegio di torturare esseri umani. Hostel fu il primo film classificato al botteghino nel weekend di apertura del gennaio 2006 e incassò 80 milioni di dollari in tutto il mondo, una cifra enorme per una produzione di quel tipo. Il critico David Edelstein del New York Magazine gli attribuì la nascita di un nuovo sottogenere horror, il cosiddetto “torture porn”, etichetta che Roth non ha mai apprezzato particolarmente ma con cui ha dovuto convivere per anni. Il sequel, Hostel: Part II del 2007, andò peggio al botteghino anche per via della pirateria, e la trilogia pianificata da Roth si interruppe lì.
Negli anni successivi la carriera di Roth ha avuto alti e bassi. The Green Inferno nel 2013, un film sul cannibalismo ambientato in Amazzonia, ha diviso nettamente pubblico e critica. Nel 2018 ha girato Il giustiziere della notte con Bruce Willis, remake poco fortunato del classico degli anni Settanta. Il flop più rumoroso è arrivato nel 2024 con Borderlands, adattamento dell’omonimo videogioco che è stato un disastro completo sia di critica che di pubblico. Nel mezzo, però, c’è stato anche il successo di Thanksgiving nel 2023, un film slasher ispirato a un falso trailer che Roth aveva girato per Grindhouse di Tarantino nel 2007: quella volta ha funzionato, con buone recensioni e un risultato dignitoso nelle sale.
Adesso arriva Ice Cream Man, e Roth stesso ha definito questo film il suo più estremo fino ad oggi. La premessa è quella di una piccola città americana in cui i bambini, dopo aver mangiato i gelati di un misterioso carretto ambulante, iniziano a compiere atti di violenza brutale. È un incrocio deliberato tra più filoni del cinema horror contemporaneo, con i bambini inquietanti della tradizione del genere da un lato e la violenza ipersanguinaria di Terrifier dall’altro, con qualche influenza anche da Weapons, il film a episodi di Zach Cregger uscito di recente. Nel cast ci sono Ari Millen, Benjamin Byron Davis e lo stesso Roth in un cameo, come fa spesso nei suoi film.
L’uscita è fissata per il 7 agosto negli Stati Uniti, una data estiva pensata per un film che punta sul pubblico delle sale cercando il tipo di esperienza condivisa che solo certi horror riescono a produrre. Non è ancora stata comunicata una data di distribuzione italiana.
Vale la pena aspettarla? Se avete visto Hostel o Thanksgiving sapete già più o meno cosa aspettarvi. Se invece non avete lo stomaco per certi livelli di violenza sullo schermo, probabilmente è meglio tenersi alla larga. Roth non fa film per chi vuole uscire dal cinema sereno.
Voi lo guardereste? Fateci sapere nei commenti.


