Passenger, l’horror on the road diretto dal norvegese André Øvredal, è arrivato al cinema il 21 maggio e ora si può recuperare in streaming, ed è il classico film che parte con premesse solide per poi perdersi lungo la strada, un po’ come i suoi protagonisti.
La trama segue Tyler e Maddie, interpretati da Jacob Scipio e Lou Llobell, coppia che sta affrontando un viaggio on the road a bordo di un van quando assiste a un incidente stradale terribile che costa la vita al conducente di un’altra auto. Convinti di essersi lasciati l’orrore alle spalle, riprendono il viaggio senza sapere di non essere più soli, dato che una presenza demoniaca, il Passenger del titolo, si è insinuata a bordo e ha deciso di non lasciarli più. Da lì in avanti il film si trasforma in una fuga continua, punteggiata da incontri con altri viaggiatori scomparsi nello stesso modo e da una progressiva scoperta della natura di questa entità.
A mio parere Øvredal, che in passato ha firmato titoli solidi come The Autopsy of Jane Doe e L’ultimo viaggio della Demeter, dimostra ancora una volta di sapere come costruire tensione con pochi mezzi, e alcune sequenze del film lo confermano pienamente. La scena in cui Maddie attraversa un enorme parcheggio deserto di notte, chiedendosi se sia davvero vuoto, funziona proprio perché non ha bisogno di effetti speciali per mettere a disagio chi guarda, e lo stesso vale per il momento in cui i due protagonisti allestiscono una proiezione all’aperto di Vacanze romane, interrotta bruscamente dall’apparizione del Passenger. Sono i punti più alti del film, quelli in cui regia e fotografia, curata da Federico Verardi, lavorano in sintonia per costruire disagio senza affidarsi solo ai jump scare.
Il problema, però, arriva quando il film prova a dare corpo e mitologia alla sua creatura. Il Passenger resta per gran parte della pellicola un’entità sfuggente, mai davvero definita, e questa scelta narrativa funziona nella prima ora per alimentare il mistero, ma nel finale lascia la sensazione di un mostro rimasto sulla carta più che sullo schermo. La sceneggiatura di T.W. Burgess e Zachary Donohue, pur contenendo tutti gli ingredienti giusti per un horror on the road efficace, non trova soluzioni particolarmente originali, e il finale in particolare mi è sembrato poco ispirato rispetto alla tensione costruita nella parte centrale.
Jacob Scipio e Lou Llobell reggono bene il peso emotivo della storia, restituendo una coppia credibile anche nei momenti più concitati, mentre Melissa Leo, nel ruolo della veggente Diana, mette in campo quella credibilità che solo un’attrice della sua esperienza riesce a dare a un personaggio di passaggio. Da segnalare anche la scelta musicale di affidarsi alla title track dei Siouxsie and the Banshees, un dettaglio che aggiunge un tocco di classe a un prodotto che altrimenti resta abbastanza standard nella sua confezione.
L’hai già visto o aspetti di recuperarlo? Facci sapere nei commenti se secondo te vale la pena noleggiarlo o se preferisci risparmiarti la delusione del finale.
Passenger è disponibile per l’acquisto e il noleggio su Prime Video e su Apple TV+.
La Recensione
Passenger
Passenger è un horror con buone intenzioni e almeno due o tre sequenze davvero riuscite, ma la mancanza di una vera identità per il suo antagonista e un finale poco convincente lo tengono lontano dai piani alti del genere.
PRO
- La regia di André Øvredal, capace di costruire tensione anche con mezzi contenuti
- La sequenza del parcheggio notturno e quella della proiezione di Vacanze romane
CONTRO
- Il Passenger resta un antagonista poco definito, senza una vera mitologia dietro
- Il finale non è all'altezza della tensione costruita nella parte centrale del film


