Elettra Lamborghini ha detto ad alta voce una cosa che probabilmente moltissime persone pensano almeno una volta guardando i social. Da una parte ci sono ragazzi che studiano per anni, laureati che entrano nel mondo del lavoro con stipendi da 1.200 o 1.500 euro e professionisti che impiegano decenni per costruirsi una carriera. Dall’altra può esserci qualcuno che pubblica un video di pochi secondi e, grazie a milioni di visualizzazioni o a una sponsorizzazione, incassa cifre che per altri rappresentano diversi mesi di stipendio.
La frase di Elettra è tornata a circolare molto sui social in queste ore, ma in realtà risale già al 2025 ed era stata ripresa nuovamente durante il Festival di Sanremo 2026. La cantante aveva detto:
«C’è gente che studia dalla mattina alla sera da anni e poi c’è gente che sui social, con un video stupidissimo, fa 10.000 euro. È ovvio che nessuno voglia più fare un cazzo».
Parole decisamente poco diplomatiche, perfettamente nello stile di Elettra Lamborghini. E soprattutto parole capaci di aprire una discussione molto più seria della provocazione iniziale.
Il problema non sono necessariamente gli influencer
La prima reazione potrebbe essere: facile parlare per Elettra Lamborghini, considerando il cognome che porta e la situazione economica dalla quale proviene.
È un’obiezione comprensibile.
Ma fermarsi a questo significa evitare la domanda sollevata dalla frase.
Elettra non sta necessariamente dicendo che chi guadagna attraverso Instagram, TikTok o YouTube non dovrebbe farlo. I social sono diventati un settore economico gigantesco e creare contenuti può essere un lavoro vero, con competenze, investimenti, collaboratori e aziende alle spalle.
Il paradosso nasce dal confronto tra il valore economico attribuito a lavori completamente diversi.
Un infermiere può affrontare turni massacranti.
Un ricercatore può studiare fino a trent’anni prima di ottenere una posizione stabile.
Un insegnante ha responsabilità enormi.
Un giovane laureato può accumulare anni di formazione e iniziare con uno stipendio che fatica persino a coprire affitto e spese.
Poi apre Instagram e vede qualcuno ricevere 10.000 euro per pubblicare una storia sponsorizzata.
Bisogna davvero stupirsi se una parte dei ragazzi inizia a pensare che la strada più conveniente sia provare a diventare famosa online?
Il sogno è cambiato
Una volta qualcuno voleva diventare calciatore, cantante o attore.
Oggi moltissimi ragazzi vogliono diventare creator, streamer o influencer.
Non perché un’intera generazione sia improvvisamente diventata pigra.
Semplicemente osserva il mondo che ha davanti.
Se il messaggio della società è che dieci anni di studio possono portarti a guadagnare 1.400 euro al mese mentre una presenza molto forte sui social può trasformarsi in guadagni enormi, è inevitabile che qualcuno faccia due conti.
Elettra utilizza un’espressione brutale — «nessuno voglia più fare un cazzo» — ma dietro c’è un problema reale: la percezione che sacrificio, formazione e compenso economico non siano più necessariamente collegati.
Però quel “video stupidissimo” può valere davvero 10mila euro
C’è anche l’altra faccia della medaglia.
Se un’azienda paga un creator 10.000 euro per un contenuto, normalmente non lo fa per generosità.
Lo fa perché quella persona possiede un pubblico enorme e può generare vendite.
Un video di trenta secondi può sembrare stupidissimo, ma dietro quella pubblicazione ci può essere una community costruita durante anni di lavoro.
Il mercato pubblicitario attribuisce valore all’attenzione.
E oggi l’attenzione di milioni di persone vale tantissimo.
Questo non rende automaticamente giusto che altri mestieri siano pagati poco.
Significa semplicemente che il problema forse non è chiedersi perché un influencer guadagni 10.000 euro.
La domanda più interessante potrebbe essere: perché tanti lavori che richiedono anni di studio continuano a essere pagati così poco?
Elettra, tra l’altro, con i social ci lavora
La frase diventa ancora più interessante perché arriva proprio da una persona che conosce benissimo quel mondo.
Elettra Lamborghini ha milioni di follower, utilizza Instagram professionalmente e negli anni ha costruito attività che vanno molto oltre la musica. Ha parlato apertamente della propria esperienza come imprenditrice e considera i social uno strumento fondamentale per promuovere prodotti e attività.
Non sta quindi criticando uno strumento che non conosce.
Anzi.
Probabilmente conosce molto bene anche le cifre che possono circolare per una sponsorizzazione importante.
Ed è forse proprio per questo che la sua osservazione fa discutere.
Una frase che divide, ma una domanda rimane
Sui social le reazioni sono state immediatamente opposte.
C’è chi le ha dato ragione e chi le ha ricordato i privilegi della famiglia Lamborghini. Qualcuno ha sottolineato che la responsabilità degli stipendi bassi non può essere attribuita agli influencer.
Ed è vero.
Togliere 10.000 euro a un creator non farà automaticamente aumentare lo stipendio di un ricercatore.
Ma possiamo comunque interrogarci su un sistema nel quale la capacità di attirare clic può essere economicamente premiata molto più della preparazione necessaria per svolgere professioni essenziali.
Forse il problema della frase di Elettra non è ciò che dice.
È il fatto che, tolto il linguaggio volutamente brutale, moltissimi riescano a riconoscere immediatamente la situazione che descrive.
Perché vedere una persona studiare dieci anni e guadagnare quanto qualcun altro incassa con una sponsorizzazione di trenta secondi può creare inevitabilmente frustrazione.
E fingere che questa differenza non influenzi le aspirazioni dei più giovani sarebbe abbastanza ingenuo.
Voi siete d’accordo con Elettra Lamborghini oppure pensate che chi riesce a guadagnare 10.000 euro con un video abbia semplicemente imparato a sfruttare meglio il mercato di oggi? Scrivetecelo nei commenti.


