Eli Roth ha un’idea precisa per entrare nel nuovo universo DC: dirigere Kamandi: The Last Boy on Earth, l’avventura post-apocalittica creata da Jack Kirby negli anni Settanta. Il regista di Hostel, Thanksgiving e Ice Cream Man aveva già proposto il progetto alla DC molto tempo fa e continua a considerarlo uno dei fumetti più adatti a diventare un film. Il problema è che sarebbe costosissimo, strano e basato su un personaggio conosciuto da una parte minuscola del pubblico. Proprio le qualità che entusiasmano Roth potrebbero quindi spaventare qualsiasi studio.
Il regista ne ha parlato durante il San Diego Comic-Con 2026, spiegando di amare il mondo creato da Kirby e il suo stile visivo esagerato. Nella sua descrizione, Kamandi è una specie di viaggio psichedelico popolato da animali parlanti, civiltà assurde e immagini che sembrano nate senza preoccuparsi troppo delle normali regole del cinema commerciale.
Non è difficile capire perché un autore come Roth ne sia attratto.
Chi è Kamandi, l’ultimo ragazzo sulla Terra
Kamandi debutta nei fumetti DC nel 1972. È uno dei pochi esseri umani ancora capaci di parlare e ragionare in un futuro devastato dal cosiddetto Grande Disastro. Gran parte dell’umanità è regredita a uno stato quasi animale, mentre diverse specie hanno sviluppato intelligenza, linguaggio e organizzazioni sociali complesse.
Il protagonista cresce con il nonno all’interno di un rifugio sotterraneo. Dopo la morte dell’uomo, lascia il bunker e scopre una Terra irriconoscibile, governata da tigri, gorilla, leoni, cani e altre creature antropomorfe. Kamandi attraversa questo mondo cercando risposte, alleati e un luogo nel quale possa ancora esistere qualcosa di simile alla civiltà umana.
L’idea può ricordare Il pianeta delle scimmie, e il collegamento non è casuale. DC aveva cercato di ottenere i diritti per pubblicare un fumetto legato alla saga cinematografica, ma la licenza finì alla Marvel. Jack Kirby recuperò allora alcune idee precedenti e costruì un universo nel quale non erano soltanto le scimmie a dominare gli uomini.
Il risultato fu molto più imprevedibile. Kamandi incontra regni di tigri organizzati come antichi imperi, bande criminali di ratti, comunità di delfini e gorilla che venerano Superman come una figura religiosa del passato. Kirby poteva cambiare scenario e genere quasi a ogni albo, passando dalla fantascienza all’avventura, dal western alla satira politica.
Eli Roth aveva già proposto il film alla DC
Roth ha raccontato di aver comunicato anni fa alla DC la propria disponibilità a occuparsi dell’adattamento. Il progetto non andò avanti, ma il suo interesse non è diminuito. Il regista ritiene che l’assenza di una grande notorietà rappresenti un vantaggio: nessuno avrebbe aspettative troppo rigide e il film potrebbe sorprendere il pubblico senza dover ripetere versioni già viste.
Il ragionamento ha una sua logica. Batman, Superman e Wonder Woman arrivano al cinema accompagnati da decenni di confronti. Ogni costume, scelta narrativa o modifica provoca discussioni immediate. Kamandi, invece, offrirebbe una libertà molto maggiore.
Roth potrebbe trasformarlo in un’avventura violenta, colorata e folle, probabilmente più vicina a un fantasy post-apocalittico che al classico film di supereroi. Il problema sarebbe trovare un equilibrio tra l’immaginazione di Kirby e il gusto del regista per l’orrore fisico. Kamandi nasce come un racconto d’avventura accessibile anche ai lettori giovani, mentre Roth ha costruito la propria carriera su sangue, torture e personaggi destinati a fare una pessima fine.
Perché James Gunn potrebbe essere la persona giusta
Parlando di James Gunn, Roth ha scherzato sul fatto che il responsabile dei DC Studios abbia già abbastanza problemi e progetti da gestire. Presentarsi proponendo “il film più strano di sempre, conosciuto da sette persone e incredibilmente costoso” potrebbe non essere il modo migliore per ottenere un’approvazione.
Eppure Gunn sarebbe anche uno dei pochi produttori disposti almeno ad ascoltare. Il nuovo DC Universe non è costruito soltanto sui personaggi più popolari. Creature Commandos ha già dimostrato l’interesse per squadre insolite, mostri e protagonisti lontani dall’immagine tradizionale del supereroe. Anche Clayface è stato sviluppato come un film con forti elementi horror, segno che DC Studios non vuole affidarsi a una sola formula.
Gunn conosce inoltre il valore dei personaggi ignorati dal grande pubblico. Prima di Guardiani della Galassia, pochi spettatori fuori dal mondo dei fumetti sapevano chi fossero Rocket, Groot o Star-Lord. Il successo di quei film ha dimostrato che la notorietà iniziale conta meno della capacità di creare una storia coinvolgente.
Kamandi avrebbe però bisogno di un investimento enorme. Il film dovrebbe costruire intere città governate da animali evoluti, scenari distrutti e numerose creature realizzate attraverso effetti visivi, trucco o una combinazione delle due tecniche. Non sarebbe un piccolo horror da produrre con pochi milioni.
Kamandi è già apparso in animazione
Il personaggio non è completamente assente dagli adattamenti DC. Nel 2021 è stato protagonista del cortometraggio animato DC Showcase: Kamandi: The Last Boy on Earth!, pubblicato inizialmente insieme a Justice Society: World War II. La storia mostrava Kamandi, il principe tigre Tuftan e Ben Boxer catturati da una setta di gorilla alla ricerca della reincarnazione del loro dio.
Non esiste invece un film live action dedicato al personaggio. Un eventuale progetto di Roth sarebbe quindi la prima vera occasione per vedere quel mondo ricostruito con attori, grandi scenografie e creature digitali.
Al momento, però, non risulta alcun annuncio ufficiale dei DC Studios. Kamandi non compare tra i progetti presentati da Gunn e Peter Safran e le parole di Roth descrivono un desiderio personale, non una trattativa già avviata.
Il progetto potrebbe funzionare proprio perché nessuno lo aspetta
Hollywood continua a cercare marchi riconoscibili, ma spesso i risultati più interessanti arrivano da personaggi che permettono ancora di sorprendere. Kamandi non possiede il peso commerciale di Batman, ma offre un universo visivo enorme e una premessa immediata: l’ultimo ragazzo intelligente in un pianeta governato dagli animali.
Eli Roth potrebbe essere una scelta rischiosa. Il suo cinema tende a dividere e una versione troppo violenta tradirebbe forse il senso avventuroso del fumetto. La sua passione, però, sembra autentica. Non ha indicato Kamandi perché rappresenta il nome più semplice da vendere, ma perché ama sinceramente la stranezza di quel mondo.
James Gunn potrebbe non approvarlo mai. Oppure potrebbe riconoscere proprio in questa idea folle uno di quei progetti capaci di dare al DC Universe una personalità diversa dai soliti universi pieni di uomini in calzamaglia.


