Elle, il prequel de La rivincita delle bionde arrivato su Prime Video il primo luglio con tutti e otto gli episodi insieme, ha conquistato in pochi giorni il primo posto nella classifica globale della piattaforma, Italia compresa, dimostrando che il nome di Elle Woods continua a valere qualcosa anche venticinque anni dopo il film con Reese Witherspoon.
La serie, ideata da Laura Kittrell insieme alla co-showrunner Caroline Dries, riporta indietro l’orologio al 1995, sei anni prima degli eventi del film originale, quando Elle ha solo sedici anni e vive un’esistenza dorata a Bel-Air. Tutto cambia quando il padre Wyatt, chirurgo plastico, finisce coinvolto in una causa legale intentata da una celebrità, costringendo la famiglia a trasferirsi a Seattle, in pieno clima grunge, un mondo fatto di pioggia, camicie di flanella e musica alternativa lontanissimo dall’universo rosa confetto a cui Elle è abituata. A vestire i panni della giovane protagonista è Lexi Minetree, scelta personalmente da Reese Witherspoon, che qui compare solo come produttrice esecutiva.
A mio avviso Minetree è davvero l’elemento che tiene in piedi l’intera operazione. Riesce a restituire i tic e le movenze rese celebri da Witherspoon senza scadere nella pura imitazione, e la sua interpretazione riesce a rendere simpatico un personaggio che sulla carta rischiava di risultare irritante. Accanto a lei, June Diane Raphael nei panni della madre Eva costruisce un personaggio via via più sfaccettato, capace di reggere da sola alcune delle scene più riuscite della stagione. Da segnalare anche la presenza di James Van Der Beek, nel ruolo del sovrintendente scolastico Dean Wilson, che si è rivelato purtroppo il suo ultimo lavoro televisivo prima della scomparsa, avvenuta lo scorso febbraio per un tumore al colon retto. La serie lo ricorda con una dedica sui titoli di coda del terzo episodio, un momento che aggiunge un peso emotivo reale a una storia altrimenti leggera.
Il problema più evidente, riguarda la scrittura della trama principale. Elle attraversa in questa stagione lo stesso percorso di crescita, la stessa scoperta della propria forza contro pregiudizi e aspettative altrui, che il film racconterà di nuovo qualche anno dopo ad Harvard. Il risultato è una sensazione di déjà vu che la serie non riesce mai davvero a scrollarsi di dosso, come se avesse paura di allontanarsi troppo dalla formula che ha reso celebre il film originale invece di trovare un proprio percorso narrativo distinto. A questo si aggiunge un ritmo che nella parte centrale della stagione rallenta parecchio, appesantito da un triangolo amoroso piuttosto prevedibile.
Sul fronte della ricostruzione d’epoca, la serie funziona meglio, complice una colonna sonora che pesca a piene mani da Radiohead, Soundgarden, Garbage e Mariah Carey, e una costruzione visiva capace di restituire con cura l’estetica di metà anni Novanta, anche se le riprese, girate quasi interamente a Vancouver, tradiscono più di una volta l’ambientazione dichiarata a Seattle.
Elle è una serie godibile grazie soprattutto alla prova di Lexi Minetree e a una buona dose di nostalgia anni Novanta, ma la scelta di far ripercorrere alla protagonista lo stesso arco narrativo che vivrà da adulta rende la serie meno necessaria di quanto la sua premessa lasciasse sperare.
L’hai già vista su Prime Video? Facci sapere nei commenti se anche per te Elle riesce a giustificare la propria esistenza o se la consideri solo un’operazione nostalgia costruita attorno a un nome che tutti conoscono.
La Recensione
Elle
Elle è una serie godibile grazie soprattutto alla prova di Lexi Minetree e a una buona dose di nostalgia anni Novanta, ma la scelta di far ripercorrere alla protagonista lo stesso arco narrativo che vivrà da adulta rende la serie meno necessaria di quanto la sua premessa lasciasse sperare.
PRO
- Lexi Minetree, capace di reggere il confronto con Reese Witherspoon senza scadere nell'imitazione
- L'ultima interpretazione di James Van Der Beek, un momento toccante che va oltre la trama della serie
- La colonna sonora e la ricostruzione dell'estetica anni Novanta, tra i punti tecnici meglio riusciti
CONTRO
- La trama ricalca troppo da vicino il percorso di crescita che Elle vivrà comunque nel film originale
- Il ritmo cala vistosamente nella parte centrale della stagione, appesantito da un triangolo amoroso poco originale
- Chi cerca la stessa comicità brillante del film del 2001 rischia di restare deluso dal tono più dimesso della serie


