Elon Musk ha definito “patetico” il finale di The Boys e il creatore della serie, Eric Kripke, invece di prendersela, ha praticamente festeggiato. Il motivo? La critica di Musk riguarda soprattutto il destino di Patriota, uno dei villain televisivi più discussi degli ultimi anni, e Kripke ha preso quel commento come una specie di conferma involontaria: se The Boys ha irritato proprio chi doveva irritare, allora forse ha centrato il bersaglio.
Avviso spoiler: da qui in avanti si parla del finale della quinta stagione di The Boys, compreso il destino di Patriota. Se non hai ancora visto l’ultima puntata, fermati qui e torna dopo.
La quinta e ultima stagione della serie Prime Video si è chiusa con un episodio che ha diviso parecchio il pubblico. Da una parte c’è chi ha salutato il finale come una chiusura potente, brutale e coerente con tutto ciò che The Boys ha raccontato fin dall’inizio. Dall’altra c’è chi lo ha trovato troppo politico, troppo esplicito, magari perfino troppo compiaciuto nel voler colpire un certo tipo di immaginario americano.
E in mezzo, puntuale come una notifica che arriva proprio quando stai per dormire, è comparso Elon Musk.
Tutto nasce da un post su X, dove un utente ha interpretato la morte di Patriota come una specie di analogia con Donald Trump. Musk ha risposto con una sola parola: “Pathetic”, cioè “patetico”. Non una recensione elaborata, non un papiro da critico televisivo, non un’analisi da tre thread. Una parola sola. Secca. Il classico commento da social che fa casino proprio perché è breve.
Kripke, però, non ha lasciato correre. Ha condiviso la risposta di Musk e ha scritto più o meno che quella era la recensione migliore che potesse ricevere per ciò che The Boys aveva fatto a Patriota. Tradotto: se Musk si è infastidito, per lui è quasi una medaglia.
E questa reazione racconta bene il rapporto tra The Boys e il suo pubblico. Perché la serie non ha mai nascosto il suo bersaglio. Fin dalla prima stagione ha preso il mito del supereroe americano e lo ha infilato in un tritacarne fatto di corporazioni, propaganda, fanatismo politico, media, culto della celebrità e pubblicità tossica. Patriota non era solo “Superman cattivo”. Era qualcosa di più scomodo: l’immagine dell’uomo onnipotente, narcisista, adorato dalle masse e convinto di poter fare qualsiasi cosa senza conseguenze.
Nel finale, quella maschera cade nel modo più umiliante possibile. Patriota viene privato dei suoi poteri, perde il controllo, viene visto per quello che è e muore senza più la sua aura divina. Per alcuni spettatori è stata una catarsi perfetta. Per altri, evidentemente, una scelta troppo caricata di significato politico.
La cosa curiosa è che The Boys è sempre stata politica. Non lo è diventata all’improvviso nell’ultima stagione. Solo che forse, all’inizio, una parte del pubblico rideva della violenza, delle parodie dei supereroi, delle scene assurde e del sangue ovunque senza guardare davvero il bersaglio. Poi la serie ha iniziato a togliere sempre più maschere, e qualcuno si è accorto che la satira non stava colpendo “gli altri”. Stava colpendo anche certi miti molto amati da una parte del pubblico.
E lì sono iniziati i mal di pancia.
La stagione finale, infatti, è stata divisiva. Secondo quanto riportato, il gradimento del pubblico su Rotten Tomatoes sarebbe molto più basso rispetto a quello della critica: circa 54% di popcorn rating contro un 95% di recensioni positive dalla critica. Uno scarto enorme, che racconta una frattura abbastanza chiara. I critici sembrano aver apprezzato la chiusura, mentre molti fan sono rimasti freddi, delusi o proprio arrabbiati.
Kripke ha risposto anche alle critiche sulla mancanza di azione, spiegando che gli ultimi episodi dovevano prima completare i personaggi. In pratica: non puoi mettere una battaglia gigante in ogni puntata e sperare che il finale funzioni comunque. Serve dare peso alle scelte, ai rapporti, alle ferite. E qui, almeno sul principio, ha ragione. The Boys ha costruito la sua forza non solo sulle scene splatter, ma anche su personaggi distrutti, incoerenti, spesso pessimi, però pieni di conflitti.
Certo, poi ognuno può discutere il risultato. Si può pensare che alcune chiusure siano state troppo rapide, che certi personaggi meritassero più spazio, che il finale abbia spinto troppo il pedale della satira politica. Ma dire che The Boys abbia tradito la propria identità è più difficile. La serie ha sempre usato i supereroi per parlare d’altro. Il sangue era la confezione. Il veleno stava sotto.
Il commento di Musk, in questo senso, è quasi perfetto per alimentare la conversazione. Da una parte dà voce a chi ha trovato il finale troppo scoperto, troppo ideologico, troppo compiaciuto. Dall’altra regala a Kripke esattamente ciò che The Boys ha sempre cercato: una reazione forte da parte di una figura potentissima, polarizzante e centralissima nel dibattito culturale online.
Quasi una scena scritta dagli autori, ma fuori dalla serie.
Intanto, The Boys chiude con numeri pesanti. La quinta stagione avrebbe raggiunto una media di 57 milioni di spettatori per episodio, un record per Prime Video. Quindi, anche con le polemiche, il pubblico c’era. Eccome se c’era. E forse è proprio questa la forza della serie: ti fa arrabbiare, ti disgusta, ti diverte, ti divide, ma difficilmente ti lascia indifferente.
Resta il vuoto dopo la fine, anche se l’universo non si spegne del tutto. Lo spin-off Gen V è stato cancellato dopo due stagioni, mentre resta l’attesa per Vought Rising, che dovrebbe espandere il passato marcio della Vought e riportare in scena Soldatino. Quindi la storia principale è finita, ma il mondo costruito da The Boys ha ancora qualche carta da giocarsi.
Quanto a Musk e Kripke, la sensazione è che abbiano entrambi ottenuto ciò che volevano. Musk ha lanciato la sua stoccata contro una serie che, secondo lui, ha esagerato nel messaggio politico. Kripke ha preso quella critica e l’ha trasformata in un trofeo. Nel mezzo ci siamo noi, a discutere ancora una volta di Patriota, satira, politica e supereroi.
E forse, alla fine, questo è il vero ultimo scherzo di The Boys: anche dopo la fine, continua a far litigare tutti.
E tu cosa ne pensi? Musk ha ragione a definire “patetico” il finale di The Boys o Kripke ha fatto bene a considerarla la migliore recensione possibile? Scrivilo nei commenti.


