Il creatore di Emily in Paris ha portato la sua serie da bersaglio delle prese in giro parigine del 2020 a fenomeno mondiale che ha spinto persino il presidente francese Emmanuel Macron a nominarlo Cavaliere della Legion d’Onore questa settimana. Non male per una commedia romantica che i francesi all’inizio guardavano storcendo il naso.
Adesso, con la quinta stagione appena arrivata su Netflix, Star spiega in un’intervista a Variety che questo è il capitolo che preferisce. Il motivo? Perché finalmente ha lasciato che i personaggi sbagliassero, facessero disastri e si comportassero da esseri umani invece che da macchiette perfette.
Far fallire i personaggi era l’obiettivo
Star non ci gira intorno: voleva che il fallimento entrasse nella storia di questa quinta stagione. “Non si può avere sempre solo successi uno dietro l’altro,” ha detto durante l’intervista al leggendario Hôtel Plaza Athénée di Parigi. “Volevo il capitolo romano, ma volevo anche che Sylvie fallisse perché gestire un’azienda in due paesi non è mica facile.”
E infatti Sylvie (l’incredibile Philippine Leroy-Beaulieu) stavolta mostra tutta la sua fragilità e le sue paure. Non è più solo la boss francese impeccabile e irraggiungibile. È una donna che ha voluto fare troppo aprendo una sede romana dell’Agence Grateau, e alla fine deve tornare a Parigi ammettendo la sconfitta.
Star racconta di aver girato 30 minuti di scene con Sylvie che fuma come una ciminiera nella sala montaggio, completamente in crisi. “È andata completamente fuori,” dice ridendo. “Adoro scrivere per lei perché finalmente vediamo cosa c’è davvero dietro questa donna sempre perfetta.”
Mindy e Alfie: il tradimento che nessuno si aspettava
Ma la bomba più grossa della stagione è la storia segreta tra Mindy e Alfie. Sì, hai letto bene. Ashley Park (Mindy) e Lucien Laviscount (Alfie, l’ex di Emily) si mettono insieme alle spalle di Emily.
Star difende questa scelta senza esitare: “Mi piace quando i personaggi sbagliano. È così che si cresce, è umano.” Secondo lui, Mindy non ha tradito nel senso classico, ma ha tradito l’amicizia con Emily nascondendole tutto.
“Pensava che fosse una cosa da niente, che nessuno l’avrebbe scoperto. Non immaginava che sarebbero nati dei sentimenti veri,” spiega Star. Quando Ashley Park si è mostrata preoccupata (“Oddio, non voglio far sembrare Mindy una stronza!”), Star le ha spiegato che proprio questo litigio tra amiche, una volta risolto, avrebbe reso la loro amicizia ancora più forte.
Ti suona familiare? Esatto, Sex and the City. Le amicizie vere sono quelle che sopravvivono anche ai casini più grossi.
Più sesso e meno zucchero
E visto che parliamo di Sex and the City, Star ammette che questa quinta stagione è molto più piccante e intensa delle altre. “Emily in Paris è sempre stata una commedia romantica,” dice. “Ma i personaggi sono cambiati. Sta diventando più matura, più passionale.”
Non è più quella serie tutta rosa e fiocchi dei primi tempi. I personaggi adesso hanno spessore, contraddizioni, difetti. Fanno cazzate. Si fanno male a vicenda. Provano desiderio in modi complicati.
E Star è fiero di come si è evoluta la serie: “Al quinto anno deve per forza crescere. Non può rimanere uguale a se stessa. Anche il pubblico ormai conosce questi personaggi, è giusto sorprenderlo un po’, far sì che non si comportino sempre nel modo più scontato.”
Gabriel torna o è finita per sempre?
Parliamo dell’elefante nella stanza: Gabriel. Lucas Bravo in questa stagione è abbronzato e pieno di muscoli, ma non sta più con Emily. Lei ha una nuova storia con Marcello (l’italiano Eugenio Franceschini).
Star ride quando gli chiediamo se gli ha chiesto di andare in palestra: “Macché, quello è tutto merito suo! Io non dico agli attori ‘vai in palestra’. Ma devo dire che sta benissimo.”
Stavolta la storia non gira intorno a Emily e Gabriel, e questo ha cambiato proprio l’atmosfera della serie. Le loro scene insieme hanno “un che di nostalgico”, come dice Star, perché ormai hanno un passato insieme fatto di momenti belli e brutti.
C’è una scena bellissima alla stazione, al Le Train Bleu, che sembra quasi un addio. Ma quando gli chiediamo se Gabriel tornerà, Star è netto: “Non riesco a immaginare la serie senza Gabriel.”
Quindi sì, Gabriel tornerà. Ma come? Sarà il Mr. Big di Emily, come Derek lo era per Carrie in Sex and the City?
“Non voglio ripetere sempre lo stesso schema,” risponde Star senza sbilanciarsi troppo. “Ma sì, Gabriel è sicuramente uno dei grandi amori di Emily. Poi se sono fatti l’uno per l’altra, beh, questa è un’altra questione.”
I nuovi personaggi che si rubano la scena
Questa stagione porta anche Minnie Driver, che fa una principessa al verde trasformata in truffatrice che poi diventa inaspettatamente la salvatrice dell’Agence Grateau.
Star conosce Minnie Driver da tempo ed è un suo grande fan. “Quando ho scritto il personaggio ho subito pensato a lei. E ha fatto anche meglio di quello che speravo. Ha preso quello che avevo scritto e l’ha portato su un altro livello.”
Se Netflix darà l’ok alla sesta stagione, Minnie Driver ci sarà di nuovo.
Altro colpo: Michèle Laroque, attrice francese seguitissima che Star descrive come “perfetta per la serie”. In questo caso è stata la direttrice del casting Juliette Ménager a proporla, e Star ha detto sì al volo.
La moda più rilassata e Roma che non ha funzionato
Chi segue Emily in Paris sa che la moda è praticamente un personaggio. Ma in questa stagione lo stile è più rilassato e meno rigido. “Roma è più sciolta rispetto a Parigi,” spiega Star. “E anche Emily ormai è più sicura di sé nel vestirsi.”
E parlando di Roma: in molti si sono chiesti se la scelta di far fallire l’avventura romana fosse una risposta a Macron, che aveva detto pubblicamente di voler “lottare” per riportare Emily a Parigi (scatenando pure una risposta secca del sindaco di Roma).
Star ride: “Mi ha fatto piacere che si battessero per Emily in Paris. Ma la verità è che non c’è mai stato un momento in cui la serie sarebbe diventata Emily in Rome per sempre. È sempre Emily in Paris.”
La scelta di far fallire Roma era voluta fin dall’inizio, non è stata una mossa politica. Star voleva mostrare che Sylvie aveva visto troppo grande, che aprire in due paesi è complicato. E voleva che i personaggi sbagliassero.
Da critiche pesanti a fenomeno culturale
Ti ricordi le polemiche della prima stagione? I francesi erano infuriati. Emily era troppo americana, troppo entusiasta, troppo stereotipata.
Star difende quella scelta: “La prima stagione raccontava di una ragazza senza esperienza che non aveva mai viaggiato, che arrivava a Parigi per la prima volta con tutto il suo entusiasmo americano e praticamente zero conoscenza della Francia. Era ignorante ma cercava di compensare con l’eccitazione.”
Ma alla quinta stagione le cose sono cambiate. Emily ormai si trova bene a Parigi, sta imparando il francese, conosce la città. “Non può più essere una storia su quello. Adesso si parla dei personaggi e di dove stanno andando.”
E il percorso è stato pazzesco. Emily in Paris ha fatto esplodere il turismo francese, con Macron che ha detto che il 38% dei turisti che arrivano a Parigi lo fa perché ispirato dalla serie.
“Una cosa del genere non puoi prevederla,” ammette Star. “Volevo solo fare una serie che mi piacesse e speravo che piacesse anche al pubblico. Volevo trasmettere l’emozione di visitare un altro paese, di venire a Parigi. L’America è enorme e non tutti viaggiano.”
Quante stagioni ci aspettano ancora?
Quando gli chiediamo quante altre stagioni ha in mente, Star risponde: “Non lo so, finché vogliono farle.”
E quando gli chiediamo se ha ancora tante storie in testa, la sua risposta è perfetta: “Non è che ho chissà quante storie pronte. Ma quando i personaggi sono così vivi e sembrano così reali, le storie vengono da sole.”
Insomma, Emily in Paris non ha intenzione di fermarsi. I personaggi continuano a crescere, a sbagliare, a innamorarsi, a fallire e a rimettersi in piedi. Esattamente come nella vita vera.
Tu l’hai già vista la quinta stagione di Emily in Paris? Che ne pensi del fatto che Mindy si mette con Alfie? E secondo te Emily e Gabriel torneranno insieme o è meglio che resti con Marcello? Scrivilo nei commenti e ne parliamo.


