Il 20 aprile 2026 Eminem ha pubblicato su Instagram una foto in cui tiene in mano una moneta. Sul bordo esterno c’è scritto “to thine own self be true”, una citazione dall’Amleto di Shakespeare. All’interno, le parole “unity, service, recovery” attorno a un triangolo con il numero 18 in cifre romane. Diciotto anni. La didascalia era solo “XVIII🏅”.
È il modo in cui i programmi di recupero segnano il tempo. Nessun discorso, nessuna celebrazione pubblica elaborata. Una moneta, un numero, un post.
La storia di come ci è arrivato
Marshall Bruce Mathers III, in arte Eminem, ha avuto uno dei percorsi di dipendenza più documentati della storia della musica. Al picco della sua addiction consumava fino a venti pillole al giorno tra Vicodin, Ambien e Valium. Era il periodo successivo al primo tentativo di disintossicazione nel 2005, quando, secondo quanto lui stesso ha raccontato, un conoscente gli offrì delle pillole blu non identificate che si rivelarono essere metadone.
Il medico che lo prese in cura gli spiegò che la quantità di metadone ingerita equivaleva a quattro dosi di eroina iniettata. Eminem si svegliò in ospedale con tubi addosso, incapace di muoversi, senza capire esattamente cosa fosse successo. “Mi sembrava di essermi addormentato”, ha detto nel documentario STANS del 2025. “Mi sono svegliato con i tubi e non riuscivo ad alzarmi.”
Quella mattina in ospedale è diventata il punto di svolta. “Sono tornato a casa pensando: ho bisogno di qualcosa. Morirò se non faccio qualcosa.”
Il ritorno e il disco fatto sobrio
La sobrietà non è stata immediata né lineare, ma nel 2008 Eminem era pulito. Nel 2009 uscì Relapse, il primo album registrato dopo il recupero. Lo ha descritto come una delle esperienze musicali più libere della sua carriera. “Quando finalmente ero sobrio e avevo tutto fuori dal sistema, ricordo di essere stato semplicemente felice. Tutto era nuovo di nuovo”, ha detto in un’intervista del 2022 al podcast di Paul Rosenberg.
Non era scontato che ci fosse un Relapse, né gli album che sono venuti dopo. Non era scontato che ci fosse un tour, una collaborazione con 50 Cent, una figlia che nel 2026 ha partorito il suo primo figlio rendendolo nonno. Queste cose esistono perché quella mattina in ospedale, invece di prendere la direzione opposta, ha cercato aiuto.
Diciotto anni
Il programma dei dodici passi, da cui proviene il linguaggio della moneta e delle parole incise, funziona contando i giorni. Poi le settimane, poi i mesi, poi gli anni. Diciotto anni sono 6.570 giorni circa, ognuno dei quali è stato una scelta rinnovata, non una conquista definitiva. Chi ha esperienza diretta di percorsi di recupero sa che la moneta non certifica la guarigione ma il lavoro quotidiano.
Eminem ha 53 anni. Ha continuato a fare musica, a esibirsi, a essere uno degli artisti più ascoltati al mondo. Ha cresciuto tre figlie. Ha perso amici, tra cui Proof, il membro dei D12 ucciso nel 2006, in uno dei periodi più bui della sua vita.
Il post su Instagram non contiene nessuna di queste considerazioni. Solo la moneta, il numero, la citazione di Shakespeare. A volte il modo più preciso per dire una cosa importante è usare pochissime parole.
Se tu o qualcuno che conosci ha bisogno di supporto per problemi legati alle dipendenze, in Italia puoi contattare il Telefono Verde Droga e Alcol al numero gratuito 800 274 274, attivo dal lunedì al venerdì.


