L’esperienza di guardare “Fall for Me” è molto simile a quella di osservare la vernice che si asciuga, con l’importante precisazione che qualcuno si toglie i vestiti ogni venti minuti circa. Per un film che punta a essere il prossimo 365 Giorni di Netflix, questo sembra decisamente poco, e un’abbondanza di star attraenti e riprese in location esotiche non compensano la mancanza evidente di, e lo dico sinceramente, qualsiasi cosa interessante.
Due sorelle, un’eredità e zero suspense
Il film di Sherry Hormann, scritto da Stefanie Sycholt in quello che si presume sia stato un pomeriggio di lavoro, tenta di costruire una trama contorta e sessualmente carica attorno a due sorelle: Lilli (Svenja Jung, nota per “The Empress” e “Holiday Secrets”) e Valeria (Tijan Marei di “The Privilege”), la vasta tenuta che hanno ereditato dalla loro madre deceduta e gli uomini che stanno cercando di truffarle.
I campanelli d’allarme iniziano a suonare immediatamente dopo che Lilli, una revisore professionale, arriva a Palma per scoprire che Valeria vuole vendere la proprietà per investire in un nuovo business di bed-and-breakfast con il suo fidanzato Manu (Victor Meutelet di “Milf”). Ma quando Lilli incontra per caso il barista Tom (Theo Trebs), è troppo focosa per prestare attenzione alle macchinazioni in corso.
La passione che non convince nessuno
Il gancio di “Fall for Me” è apparentemente che la passione ardente tra Lilli e Tom sia così intensa che Tom riorganizza completamente la sua personalità per schierarsi invece con i bersagli della truffa originale. Questo potrebbe essere avvincente se sembrasse genuino, ma Lilli e Tom fanno sesso missionario noioso una o due volte, e apparentemente questo basta.
Per essere onesti, mi lamenterei anche se il film degenerasse in teatrini softcore per tutta la durata, ma almeno 365 Days e i suoi simili – viene in mente il franchise di “50 Sfumature” – hanno un po’ di grinta. C’è probabilmente una ragione per cui questo tipo di film tende a includere un pizzico di sadomasochismo: sono deliberatamente progettati per sembrare un po’ fuori dai limiti. “Fall for Me” parla di due persone che si incontrano e fanno sesso abbastanza ordinario un paio di volte e letteralmente nient’altro.
Un ritmo che fa addormentare
Il ritmo riflette tutto questo. Non succede nulla per lunghi tratti della durata, che è di circa 100 minuti ma sembra diversi giorni, e poi finisce in una raffica di montaggio scadente quasi senza preavviso, incluso un climax “romantico” che arriva non molto dopo l’unica scena propriamente trasgressiva del film.
A volte il cast e la loro chimica sono sufficienti. Puoi perdonare molti problemi logici se credi davvero nell’idea che questi due attori siano realmente attratti l’uno dall’altra, ma Jung e Trebs non hanno niente di tutto questo. È strano dato che sono entrambi abbastanza attraenti per far funzionare la cosa, ma i loro scambi maldestri sembrano due slot machine che cercano di fare tris, e il resto del cast non se la cava meglio.
Quando spogliarsi non basta per recitare
Ammiro la volontà di mettersi nudi – quasi completamente, comunque – il più spesso possibile per vendere l’idea che questo sia un film che rientrerebbe nella categoria erotica, ma quella non è recitazione, vero? È solo spogliarsi e rotolarsi sul piano della cucina.
Rispetto alla sceneggiatura, gli attori se la cavano abbastanza bene, e la mancanza di vera chimica sessuale potrebbe essere solo una conseguenza della regia invece che delle loro abilità limitate, ma dall’esterno è difficile capire la differenza.
Il verdetto impietoso
Raramente capita di vedere un film così insensato. Varrebbe quasi la pena celebrarlo se non rubasse quasi due ore preziose della tua vita. Pensa a tutte le cose che potresti fare invece di guardare questo film. È un presunto thriller erotico che non è né erotico né thriller, competente abbastanza per non essere così-brutto-da-essere-bello, ma assolutamente non competente abbastanza per essere davvero buono.
“Fall for Me” non ha nulla a suo favore: non un personaggio simpatico per cui tifare, una dinamica malsana di cui eccitarsi, o un colpo di scena che possa sorprendere. Striscia a ritmo glaciale, immaginando che siamo così investiti nel capezzolo o gluteo occasionale che perdoneremo qualsiasi altra trasgressione.
Ma non è così, quindi non lo faremo, dato che una struttura narrativa mal gestita e uno sviluppo caratteriale sottile come carta non è il tipo di roba trasgressiva per cui la gente sintonizza film come questo.
La conclusione che tutti aspettavano
“Fall for Me” è la prova che non basta mettere persone attraenti in location esotiche e farle spogliare per creare cinema erotico funzionale. È un prodotto Netflix che sembra uscito da una catena di montaggio, privo di personalità, passione autentica e qualsiasi elemento che possa giustificare la sua esistenza.
Onestamente, anche se sei appassionato di film come questo, faresti meglio a non disturbarti. Non c’è niente da vedere qui, eccetto la dimostrazione di come si può sprecare tempo, denaro e talento in un progetto che non doveva esistere.
Hai mai visto un film così noioso da farti rimpiangere di non aver fatto altro? Pensi che Netflix produca troppi thriller erotici mediocri? Credi che l’erotismo cinematografico sia morto nell’era dello streaming? Raccontaci nei commenti se anche tu pensi che certi film dovrebbero rimanere nella mente di chi li scrive!
La Recensione
Fall For Me
Fall for Me tradisce ogni promessa del genere erotico, trasformando passione e suspense in esercizio di noia cinematografica assoluta. Sherry Hormann confeziona un prodotto Netflix che scambia nudità occasionale per erotismo autentico, sprecando location suggestive e cast attraente in una sceneggiatura che insulta l'intelligenza dello spettatore più esigente.
PRO
- Svenja Jung e Theo Trebs sono indubbiamente piacevoli da guardare, offrendo almeno un minimo di piacere estetico visivo.
CONTRO
- Film che promette passione ma consegna scene intime noiose e prive di qualsiasi intensità emotiva.
- Sceneggiatura scritta apparentemente in fretta che non riesce a costruire suspense o sviluppare personaggi credibili.
- Cento minuti che sembrano ore intere per mancanza totale di eventi interessanti o colpi di scena.


