Il primo The Fast and the Furious è tornato a farsi vedere nelle classifiche streaming americane, 25 anni dopo l’inizio di una saga che nessuno, nel 2001, avrebbe immaginato così enorme. Il film con Vin Diesel e Paul Walker è entrato tra i titoli più visti su MGM+ negli Stati Uniti, proprio mentre il franchise si prepara al suo ultimo capitolo cinematografico, Fast Forever, atteso per il 17 marzo 2028.
La cosa fa un certo effetto. Perché oggi Fast & Furious è sinonimo di inseguimenti impossibili, auto che volano, missioni internazionali, sottomarini, aerei, satelliti e famiglie allargate da mezzo mondo. Ma il primo film era molto più semplice. Los Angeles, corse clandestine, motori truccati, rapine ai camion e il rapporto sempre più ambiguo tra Dominic Toretto e Brian O’Conner. Niente deliri globali. Niente fisica messa da parte senza chiedere permesso. Solo strada, benzina, rivalità e lealtà.
Il successo non fu piccolo, ma nemmeno paragonabile ai numeri folli arrivati anni dopo. The Fast and the Furious incassò circa 207 milioni di dollari nel mondo con un budget di circa 38 milioni. Un risultato fortissimo per un action urbano, ma ancora lontano dal miliardo e mezzo raggiunto da Furious 7 nel 2015. Proprio questo rende interessante il ritorno del primo capitolo: il pubblico sembra avere voglia di rivedere il punto di partenza, prima che la saga diventasse un gigantesco luna park d’azione.
Vin Diesel, intanto, continua a caricare i fan in vista del finale. Negli ultimi giorni ha parlato del lavoro sul set di Fast Forever, spiegando che la troupe sta lavorando da anni per consegnare una chiusura all’altezza della storia. Il film sarà l’undicesimo capitolo principale e dovrebbe riportare in scena anche Dwayne Johnson nei panni di Luke Hobbs e Jason Statham come Deckard Shaw. La regia è affidata a Louis Leterrier, già dietro Fast X.
La promessa, almeno nelle intenzioni, è quella di tornare a Los Angeles e alle radici della saga. Ed è una scelta sensata. Dopo anni di escalation sempre più esagerata, Fast & Furious ha bisogno di ritrovare un po’ di quella semplicità iniziale. Non perché il pubblico voglia per forza un film piccolo, ma perché il legame emotivo con la saga nasce da lì: Dom, Brian, la strada, le gare, la famiglia scelta, il rispetto guadagnato una corsa alla volta.
C’è anche un altro motivo per cui il primo film continua a funzionare. Aveva un’energia sporca, da inizio anni Duemila, con una Los Angeles notturna, musica aggressiva, auto colorate e personaggi ancora imperfetti. Dominic Toretto non era ancora diventato una specie di supereroe. Brian era un infiltrato diviso tra dovere e amicizia. Letty, Mia e il gruppo avevano un peso più umano. Era una storia semplice, ma aveva un’identità.
Il franchise oggi vale oltre 7 miliardi di dollari al box office globale e non finirà davvero con il cinema. Peacock sta sviluppando almeno una serie tv legata a Fast & Furious, mentre Vin Diesel ha parlato di più progetti televisivi in lavorazione. Questo significa che la saga continuerà a vivere anche dopo Fast Forever, magari con nuovi personaggi, nuovi angoli narrativi e un tono diverso.
Resta però una domanda: il finale riuscirà a chiudere il cerchio senza sembrare solo un altro capitolo pieno di esplosioni? Perché Fast & Furious deve salutare due pubblici diversi. Quello che ama la follia spettacolare degli ultimi film e quello che rimpiange il sapore più ruvido del 2001. Mettere d’accordo entrambi non sarà semplice.
Il ritorno del primo film in streaming, in questo senso, sembra quasi un promemoria. Prima dei miliardi, prima degli spin-off, prima delle missioni impossibili, c’erano due uomini, una strada di Los Angeles e una frase diventata simbolo: vivere la vita un quarto di miglio alla volta.
E voi cosa pensate? Vorreste che Fast Forever tornasse davvero allo spirito del primo Fast and Furious oppure preferite la versione più esagerata e spettacolare degli ultimi capitoli? Scrivetelo nei commenti e dite la vostra.


