Il 2025 si sta rivelando l’anno delle mega polemiche social per Rita De Crescenzo, e stavolta la regina di TikTok con quasi 2 milioni di follower ha trovato un muro insormontabile: il sindaco di Forio, Stanislao Verde, che ha deciso di bloccare il suo spettacolo previsto per il 13 agosto in una sala bingo del paese. Una decisione che ha scatenato l’ira della tiktoker napoletana, che ha immediatamente pubblicato un video di fuoco contro il primo cittadino: “Vergognati!”.
Ma prima di unirsi al coro di chi grida alla censura, vale la pena fermarsi un attimo e analizzare la situazione dal punto di vista di chi deve gestire l’immagine turistica di una località. Perché se è vero che Rita De Crescenzo è un fenomeno social indiscutibile, è altrettanto vero che il suo track record degli ultimi mesi non è esattamente quello che definiremmo “family friendly”. Tra l’invasione di Roccaraso dello scorso inverno e il recente video girato negli uffici del Consiglio regionale della Campania, la tiktoker ha dimostrato una certa predilezione per quello che nel marketing territoriale chiamiamo “controvertising negativo”.
Il sindaco Verde ha spiegato la sua posizione senza mezzi termini: “Non è censura, ma tutela dell’immagine del paese: no al trash, ci preoccupa la cattiva pubblicità”. Una dichiarazione che, al di là delle polemiche, rivela una strategia comunicativa precisa: Forio non vuole essere associata a fenomeni che potrebbero danneggiare la sua reputazione di destinazione turistica di qualità. E onestamente, dal punto di vista del destination marketing, ha perfettamente senso.
Il fenomeno Rita e i rischi del viral marketing selvaggio
Rita De Crescenzo è indubbiamente un caso di studio nel panorama dei social media italiani. Con i suoi video irriverenti, le dirette incandescenti e quella capacità innata di far parlare di sé, è riuscita a costruire un impero digitale che genera milioni di visualizzazioni. Nel gergo del settore, questo si chiama “organic reach” – la capacità di raggiungere un pubblico vastissimo senza investimenti pubblicitari.
Il problema è che questo tipo di notorietà spesso viene a costo di controversie continue. L’invito a “invadere” Roccaraso, per esempio, aveva creato non pochi problemi alla località sciistica, che si era trovata a gestire un flusso turistico incontrollato e spesso problematico. Nel mondo del turismo, questo fenomeno è noto come “overtourism indotto” – quando la promozione social genera più danni che benefici.
La stessa dinamica si sarebbe potuta ripetere a Forio, dove l’arrivo di Rita De Crescenzo avrebbe sicuramente attirato migliaia di fan, ma anche l’attenzione mediatica che spesso accompagna i suoi eventi. E non sempre in modo positivo.
La strategia del sindaco Verde: proteggere il brand territoriale
Quello che Stanislao Verde ha fatto è applicare i principi del “brand protection” a una destinazione turistica. Forio non è solo una località balneare, ma un patrimonio culturale e storico che ha costruito negli anni un’immagine di qualità e bellezza. Associare questo brand a un evento che potrebbe generare viral content controverso rappresenterebbe un rischio troppo alto.
Il sindaco ha comunicato la sua decisione al gestore della sala bingo con una frase che è diventata virale: “Digli che il sindaco non vuole”. Una comunicazione diretta che non lascia spazio a interpretazioni e che dimostra quanto sia determinato a mantenere il controllo sull’immagine del suo territorio.
Nel mondo del crisis management, questo approccio si chiama “prevenzione del danno reputazionale”. Meglio affrontare una polemica limitata nel tempo piuttosto che rischiare un danno d’immagine a lungo termine.
La reazione di Rita e il gioco delle parti
La risposta di Rita De Crescenzo è stata immediata e prevedibile: un video su TikTok in cui attacca frontalmente il sindaco, promettendo di affrontare la questione “in tv a settembre”. È la classica escalation mediatica che caratterizza i personaggi del suo calibro: trasformare ogni ostacolo in contenuto virale.
Ma quello che colpisce è come la tiktoker sembri non comprendere le ragioni dell’amministrazione comunale. La sua indignazione appare sincera, come se non riuscisse a capire perché le sue performance possano essere percepite come potenzialmente dannose per l’immagine di una località turistica.
Questo disconnect tra la percezione del personaggio pubblico e quella dell’istituzione è tipico del panorama social contemporaneo, dove la logica dell’engagement spesso entra in conflitto con quella della responsabilità territoriale.
Un precedente che fa scuola
La decisione di Forio potrebbe fare scuola e diventare un case study per altre amministrazioni che si trovano a dover gestire richieste simili. Nel turismo moderno, la protezione del brand territoriale è fondamentale, e a volte richiede scelte impopolari ma necessarie.
Il sindaco Verde ha dimostrato che è possibile dire no a fenomeni virali quando questi rischiano di compromettere l’identità di un territorio. Una lezione di governance responsabile che altri amministratori potrebbero seguire.
E tu cosa ne pensi? Credi che il sindaco abbia fatto bene a tutelare l’immagine di Forio o pensi che Rita De Crescenzo abbia subito una vera e propria censura? Raccontaci la tua nei commenti!


