Francesca Pascale torna a parlare di sé partendo da una cosa che per anni è stata raccontata dagli altri: la sua bisessualità. Nel podcast Non lo faccio x moda di Giulia Salemi ha detto che con Silvio Berlusconi era stata chiara fin dall’inizio e che lui sapeva tutto. Non solo: secondo il suo racconto, lo sapeva benissimo ed era anche sereno rispetto a questa parte della sua identità. E ci credo 😀 furbetto Silvio. È da qui che parte il passaggio più interessante dell’intervista, perché per una volta il tema non è solo la relazione con Berlusconi, ma il modo in cui quella relazione conviveva con una verità personale che lei dice di non aver mai nascosto.
Poi certo, Berlusconi entra subito nel racconto, perché è inevitabile. Pascale dice di essere stata lei a farsi avanti per prima, con una dichiarazione molto diretta, e racconta che lui rispose facendole notare la differenza d’età. Ma il punto non è tanto la battuta iniziale o il dettaglio curioso da rilanciare sui social. Il punto è che lei oggi descrive quella storia come un rapporto nato nella trasparenza, almeno per quello che riguarda le cose che contavano di più. E tra queste mette proprio la sua bisessualità, raccontata non come un segreto da gestire, ma come una realtà detta subito, senza finzioni.
È questo che rende l’intervista più interessante del semplice racconto sentimentale. Per anni attorno a Pascale si è parlato molto, spesso troppo, e quasi sempre con quel tono da tribunale permanente che in Italia piace parecchio: tutti pronti a interpretare, giudicare, sospettare. Invece qui lei prova a riportare il discorso su un piano più semplice. Dice, in sostanza: io sapevo chi ero, lui pure, e la nostra storia è andata avanti anche così. Che poi uno ci creda o no, quello è un altro discorso. Però almeno il focus cambia. Non sei più davanti all’ex compagna di Berlusconi raccontata solo in funzione di lui, ma a una donna che rimette al centro una parte della propria vita spiegandola con parole sue.
Da lì l’intervista si allarga anche al resto. Pascale racconta che la relazione con Berlusconi è finita perché si facevano male, frase secca, quasi brutale nella sua semplicità. E subito dopo arriva la parte più amara: il vuoto. Dice che quando si sono lasciati sono spariti tutti. Non è difficile capire cosa intenda. Attorno al potere si muove sempre molta gente, ma quando il potere si allontana restano in pochi. È una dinamica vecchia, quasi banale, ma quando la senti raccontata da chi l’ha vissuta fa comunque effetto.
In mezzo torna anche il caso delle borse Hermès regalate da Daniela Santanchè, altra vicenda che continua a inseguirla. Pascale racconta di essere andata in boutique a Milano e di aver scoperto lì che una borsa era contraffatta. Quello che dice oggi è interessante perché non insiste tanto sul valore dell’oggetto, quanto sulla sensazione di essere stata presa in giro. Spiega che avrebbe accettato anche una borsa falsa, se le fosse stata presentata per quello che era. A tormentarla, dice, è stato l’inganno. E detta così si capisce meglio anche il fastidio rimasto negli anni.
Alla fine però il passaggio che resta di più non riguarda nemmeno il gossip o la polemica politica. Resta soprattutto questa idea: per molto tempo Francesca Pascale è stata raccontata dagli altri, mentre adesso prova a rimettere ordine da sola nei pezzi della sua storia. Prima la bisessualità detta apertamente, poi l’amore con Berlusconi, poi il vuoto arrivato dopo. Tutto insieme forma un racconto meno patinato di quanto ci si potrebbe aspettare. E forse è proprio questo che colpisce. Non tanto la frase destinata a fare rumore, ma il fatto che per una volta sembri parlare senza cercare di compiacere nessuno. Tu come l’hai letta questa intervista: come una confessione sincera o come un modo per riaprire vecchi conti?


