Attenzione: ci sono spoiler pesanti sul finale della quarta stagione di FROM.
FROM ha chiuso la quarta stagione con due addii che hanno lasciato il segno: Elgin, interpretato da Nathan D. Simmons, e Marielle, interpretata da Kaelen Ohm, sono usciti di scena nel finale. Non due morti buttate lì per scioccare il pubblico, ma due momenti costruiti per pesare dentro la storia. La serie, del resto, non ha mai trattato la sua città maledetta come un posto dove qualcuno può andarsene in pace.
Nel finale della stagione 4, il caos esplode dopo la rimozione dell’albero delle bottiglie, con il buio che cala sulla città e le creature pronte ad attaccare. La situazione precipita in fretta: i talismani non offrono più la sicurezza di prima, Fatima manifesta poteri inquietanti legati alle creature e il gruppo si ritrova ancora una volta vicino al collasso. In mezzo a tutto questo arrivano le morti di Elgin e Marielle, due personaggi molto diversi ma legati dallo stesso destino: entrambi erano arrivati in città sullo stesso autobus, ed entrambi lasciano la serie nello stesso finale.
La morte di Elgin è una delle più tragiche perché arriva dopo un percorso segnato dalla manipolazione. Il personaggio è stato usato, confuso, attirato dentro una rete di visioni e false promesse. Nel finale viene manipolato da Sophia, una forma legata al terribile Uomo in Giallo, e finisce per morire soffocato dal proprio sangue. Una fine crudele, ma coerente con la traiettoria di un ragazzo che ha sempre cercato un senso dentro un luogo che distrugge chi prova a capirlo.
Nathan D. Simmons ha raccontato che l’addio a Elgin è stato doloroso, ma anche in qualche modo catartico. L’attore ha spiegato di aver vissuto la scena finale come una chiusura del percorso del personaggio. Elgin, anche nei suoi errori, non è mai stato scritto come un semplice cattivo. Ha fatto cose terribili, certo, ma spesso perché convinto di seguire una verità più grande. La cosa che rende il personaggio così amaro è proprio questa: Elgin non agisce quasi mai con cattiveria pura. Si perde perché crede alle persone sbagliate, nel posto peggiore possibile.
Simmons ha anche parlato del modo in cui ha scoperto la fine del suo personaggio. A quanto pare, nel cast di FROM esiste quasi un rito non scritto: quando arriva la chiamata per un incontro con lo sceneggiatore John Griffin, qualcuno inizia già a sospettare che ci siano brutte notizie in arrivo. Simmons ha raccontato di non aver colto subito il segnale. Poi, davanti alla richiesta di vedersi subito per un caffè, ha capito che qualcosa stava per cambiare. Da lì è arrivata la conferma: Elgin avrebbe concluso il suo viaggio.
L’uscita di Marielle ha un tono diverso, ma fa male allo stesso modo. Marielle muore mentre prova a proteggere Fatima, in una scena legata all’attacco della creatura nata da lei, Smiley. La sua morte è fisica, brutale, difficile da guardare. Viene ferita mortalmente e Kristi arriva troppo tardi, riuscendo solo a salutarla in un ultimo momento devastante. Per chi ha seguito il rapporto tra Kristi e Marielle fin dall’arrivo del personaggio, la scena è un colpo durissimo.
Kaelen Ohm ha raccontato che sapeva già che Marielle sarebbe morta, ma non conosceva nel dettaglio il modo. Le era stato detto che sarebbe stata una “buona” morte, una morte nobile. E in effetti il suo addio funziona perché non cancella il percorso del personaggio. Marielle è arrivata nella serie con molte ferite personali: la dipendenza, il rapporto complicato con Kristi, il trauma della città, la paura, la fatica di restare lucida in un luogo che porta chiunque al limite. Morire per proteggere Fatima non la rende improvvisamente perfetta, ma le dà un’uscita piena di significato.
L’attrice ha raccontato anche un dettaglio molto concreto delle riprese: dopo la ferita mortale, è rimasta per ore sul pavimento, immersa nel sangue finto, per mantenere la continuità emotiva e fisica della scena. Un lavoro faticoso, scomodo, ma affrontato come un ultimo modo per restare dentro Marielle fino in fondo. In una serie come FROM, dove l’orrore funziona solo se gli attori lo rendono credibile, anche questi dettagli fanno la differenza.
Il bello, per quanto doloroso, è che Elgin e Marielle non vengono trattati come pedine sacrificabili. Le loro morti parlano dei temi della stagione: fiducia tradita, sacrificio, redenzione, sopravvivenza. Elgin muore dopo essere stato attirato da una promessa falsa. Marielle muore tentando di salvare qualcun altro. Due finali opposti, due modi diversi di mostrare cosa fa la città alle persone.
FROM ha sempre funzionato perché non vive soltanto di mostri e misteri. Le creature fanno paura, i simboli incuriosiscono, le teorie tengono vivo il pubblico tra un episodio e l’altro. Però il peso vero arriva dai rapporti. Se Marielle muore e ci importa, è perché Kristi perde una persona fondamentale. Se Elgin muore e ci resta addosso, è perché abbiamo visto la sua fragilità prima dei suoi errori.
Ora la serie si prepara alla quinta e ultima stagione, e queste due morti alzano ancora di più la posta. La città sembra più pericolosa che mai, le regole sono meno sicure, Fatima è cambiata in modo inquietante e il gruppo ha perso due persone che, nel bene e nel male, avevano ancora molto da dare. La sensazione è che il finale non abbia chiuso un capitolo, ma abbia tolto un altro pezzo di sicurezza ai sopravvissuti.
E poi, con FROM, bisogna sempre stare attenti a parlare di addio definitivo. La morte non impedisce necessariamente a un personaggio di tornare come visione, ricordo, inganno o nuova forma dell’incubo. Elgin e Marielle sono morti, sì. Ma in questa serie, sparire dalla vita non significa per forza sparire dalla storia.
E voi cosa ne pensate? L’uscita di Elgin e Marielle vi ha convinto oppure avreste voluto vederli ancora nella quinta stagione di FROM? Scrivetelo nei commenti e dite la vostra.


