Sta circolando una notizia che potrebbe allarmare gli abbonati Netflix: pare che chi ha sottoscritto il piano con pubblicità non possa accedere a ben 135 titoli del catalogo negli Stati Uniti, tra cui Fury, uno dei più potenti film sulla Seconda Guerra Mondiale mai realizzati. La buona notizia? In Italia il film è ancora visibile anche con l’abbonamento Base con pubblicità. Ma attenzione: i dati dicono che anche nel nostro paese quasi 2.000 contenuti sono già bloccati per chi sceglie il piano più economico. E il numero potrebbe crescere.
La situazione in Italia è migliore ma non perfetta
Quando Netflix ha lanciato il piano Base con pubblicità in Italia a novembre 2022 al prezzo di 5,49 euro al mese, aveva già avvertito che “un numero limitato di film e programmi televisivi non sarà disponibile a causa di restrizioni legate alle licenze”. All’epoca si parlava del 5-10% del catalogo.
Ma secondo i dati raccolti da JustWatch, il motore di ricerca che traccia tutti i contenuti sulle piattaforme streaming, in Italia sono 1.910 film e 70 serie TV a non essere disponibili per chi ha il piano con pubblicità. Tra i titoli bloccati ci sono film come Ex Machina, Revenant – Redivivo, Il Grande Lebowski e documentari come Our Planet.
Fury, per ora, non è tra questi. Ma la domanda sorge spontanea: per quanto tempo ancora?
Il film che non perdona
Uscito nel 2014 e diretto da David Ayer, Fury è rimasto impresso nella memoria di chiunque l’abbia visto per la sua rappresentazione spietata degli orrori della guerra. Niente retorica patriottica, niente eroi senza macchia. Solo fango, sangue, violenza e la disperazione di uomini costretti a fare cose terribili per sopravvivere.
Il film segue le vicende di un equipaggio di un carro armato americano negli ultimi giorni della guerra in Europa, nell’aprile del 1945. Brad Pitt interpreta il sergente Don “Wardaddy” Collier, un veterano indurito dalla guerra che comanda un vecchio carro Sherman soprannominato proprio Fury. Con lui ci sono Shia LaBeouf, Logan Lerman, Michael Peña e Jon Bernthal, tutti straordinari in un film che non ti dà un attimo di respiro.
La scena finale, dove l’equipaggio deve difendere un incrocio strategico contro un battaglione delle SS, è una delle sequenze di combattimento più intense e brutali mai girate. Ma è proprio questa crudezza che ha reso Fury così importante: perché la guerra non è un videogioco, e Ayer lo mostra senza filtri.
Perché Netflix sta frammentando il catalogo
La strategia di Netflix è chiara: spingere gli utenti verso piani più costosi. Il piano Base con pubblicità costa 5,49 euro al mese, lo Standard 13,99 euro e il Premium 17,99 euro. Una bella differenza. E se alcuni contenuti sono disponibili solo per chi paga di più, molti utenti finiranno per fare l’upgrade.
Il problema sono i diritti di distribuzione. Quando Netflix compra i diritti per un film, spesso li negozia solo per determinati livelli di abbonamento. I film più costosi o con clausole particolari nei contratti vengono riservati agli abbonamenti premium. E con il passare del tempo, questa lista tende ad allungarsi, non ad accorciarsi.
Greg Peters, chief operating officer di Netflix, aveva dichiarato nel 2022: “Lavoreremo per ridurre il numero di titoli non disponibili nel tempo”. Ma la realtà dei fatti è che il catalogo limitato sta crescendo, non diminuendo.
David Ayer e Brad Pitt di nuovo insieme
La buona notizia per i fan di Fury è che David Ayer e Brad Pitt stanno per riunirsi. I due lavoreranno insieme a Heart of the Beast, un dramma di sopravvivenza prodotto da Damien Chazelle, il regista premio Oscar di La La Land e First Man.
Ayer, dopo il disastro critico di Suicide Squad nel 2016, ha passato anni a ricostruire la sua carriera. Ci è riuscito con due film d’azione con Jason Statham: The Beekeeper, che ha incassato oltre 150 milioni di dollari nel mondo, e A Working Man, che ne ha fatti quasi 100 milioni.
Brad Pitt, dal canto suo, ha appena vissuto il più grande successo della sua carriera con F1, il dramma sportivo che ha incassato oltre 600 milioni di dollari in tutto il mondo. Vedere questi due talenti di nuovo insieme dopo Fury è una notizia che fa venire voglia di prenotare il biglietto del cinema già adesso.
Cosa aspettarsi in futuro
La tendenza è chiara: Netflix sta progressivamente dividendo il suo catalogo in base al tipo di abbonamento. Negli Stati Uniti il fenomeno è più avanzato, in Italia siamo ancora in una fase relativamente iniziale. Ma i segnali ci sono tutti.
Quando cerchi un contenuto su Netflix e vedi l’icona del lucchetto, significa che quel titolo non è disponibile per il tuo piano. È il modo in cui la piattaforma ti fa capire che devi pagare di più per vederlo. E man mano che Netflix rinegozia i contratti con gli studios, è probabile che sempre più contenuti premium finiscano dietro quel lucchetto.
Fury, per ora, è salvo. Ma film con cast stellari e budget importanti sono esattamente il tipo di contenuto che Netflix potrebbe decidere di riservare solo agli abbonati premium. È successo con Revenant, potrebbe succedere anche con questo.
Guardalo finché puoi
Se sei in Italia e hai il piano Base con pubblicità, questo è il momento giusto per guardare Fury. Il film è ancora disponibile per tutti gli abbonati, ma non c’è garanzia che resterà così per sempre. Netflix sta chiaramente muovendo i suoi contenuti migliori verso i piani più costosi, e un film acclamato dalla critica come questo potrebbe facilmente finire nella lista dei “premium only”.
È uno di quei film che ti fanno capire perché il cinema esiste: per raccontare storie che ti cambiano, che ti fanno riflettere, che ti mostrano aspetti dell’umanità che preferiresti non vedere ma che devi conoscere. Fury è stato riconosciuto come uno dei migliori film del 2014 dal National Board of Review, e ha incassato oltre 200 milioni di dollari al botteghino mondiale.
Tu l’hai già visto Fury? E cosa ne pensi di questa strategia di Netflix di frammentare sempre più il catalogo in base al prezzo dell’abbonamento? Credi che sia giusto o pensi che stia esagerando? Raccontacelo nei commenti.


