George Clooney sale questa sera sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema per ritirare il Leone d’Oro alla carriera dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il riconoscimento arriva al termine di una giornata intensa per l’attore, che poche ore prima aveva incontrato la stampa al Lido parlando di temi ben più seri del cinema: dal futuro del giornalismo ai rischi dell’intelligenza artificiale.
Sul palco, però, prevale l’ironia che da sempre lo contraddistingue. Accettando il premio, Clooney ha commentato: “Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così”. Una battuta che racchiude bene il personaggio: mai troppo serio, nemmeno quando gli viene consegnato uno dei riconoscimenti più prestigiosi della sua carriera.
A motivare la scelta è stato il direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera, la cui proposta è stata approvata dal Cda della Biennale. Nel presentare Clooney, Barbera lo ha definito un artista completo, capace di trasformare “una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo”, ricordando un percorso iniziato senza scorciatoie, tra piccoli ruoli in serie tv e film di serie B, fino al successo planetario con ER, che gli ha aperto le porte di Hollywood.
Da lì la carriera di Clooney ha preso una direzione che pochi altri attori possono vantare. Nel 2006 ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista per Syriana, ottenendo nello stesso anno anche le nomination come miglior regista e migliore sceneggiatura originale per Good Night, and Good Luck: la prima volta nella storia dell’Academy in cui una sola persona riceveva nomination per la recitazione e per la regia di due film diversi nella stessa edizione. A questo si aggiunge il lavoro come produttore, portato avanti insieme a Grant Heslov attraverso la Section Eight, la società che ha contribuito a mettere in piedi titoli come la trilogia di Ocean’s Eleven, Michael Clayton e la stessa Good Night, and Good Luck.
Prima della cerimonia, però, Clooney ha mostrato anche il suo lato più riflessivo, in un incontro con i giornalisti che ha spostato l’attenzione lontano dai red carpet. L’attore ha lanciato un allarme sul peso crescente dei grandi patrimoni sull’informazione e sulle difficoltà che l’intelligenza artificiale introduce nel distinguere ciò che è vero da ciò che è falso: “Sarà sempre più difficile capire la verità, dove è il fake”, ha spiegato, riconoscendo che si tratta di una sfida che riguarda da vicino anche il lavoro dei giornalisti.
Non è la prima volta che il Lido celebra la carriera di un grande nome di Hollywood con questo premio, ma il legame tra Clooney e Venezia ha qualcosa di particolare: l’attore, che da anni vive parte del suo tempo sul Lago di Como, ha spesso definito la Mostra come un appuntamento speciale, quasi di casa. Un rapporto che stasera si consolida ulteriormente, in una cerimonia che segna anche l’apertura ufficiale dell’83ª edizione del festival, con il film Ink di Danny Boyle a inaugurare il Concorso.
Tu quale film di Clooney porteresti sul palco per raccontare la sua carriera, se dovessi sceglierne uno solo?


