Sai quella sensazione quando scopri che due mondi che ami in realtà sono collegati? Ecco, preparati a viverla. Perché George R.R. Martin, l’uomo che ci ha regalato “Il Trono di Spade” (e che ancora deve finire “I Venti dell’Inverno”, ma questo è un altro discorso), ha messo le mani su un fumetto DC che ora James Gunn vuole portare nel suo nuovo universo cinematografico.
La nascita di “Salvation Run”
Torniamo al 2007. Martin e John Jos Miller stavano lavorando insieme a un progetto per la DC Comics. L’idea era creare una storia che sarebbe poi diventata “Salvation Run“, una serie a fumetti limitata che alla fine è stata scritta da Bill Willingham e successivamente da Matthew Sturges.
Ma qual era l’idea originale? Te la racconto: immagina alcuni dei cattivi più temibili della DC che vengono abbandonati su un pianeta impossibile da cui scappare. Devono sopravvivere, iniziano a costruire una piccola società, ma poi succede quello che ti aspetti quando metti insieme dei supercriminali: scoppia il caos totale. Ognuno torna alla sua natura e si rivolta contro gli altri.
Un’idea che doveva essere molto più grande
Nel suo blog del 2007, Martin ha spiegato che la storia doveva essere qualcosa di separato dall’universo principale della DC, una sorta di racconto a parte. “Quando la Gran Bretagna mandava i delinquenti in Australia, venivano trasportati ‘per tutta la durata della loro vita naturale'”, ha scritto Martin. “E questa era anche la base della nostra storia. Non c’era via di fuga. Il pianeta si trovava in un’altra galassia, a milioni di anni luce di distanza, raggiungibile solo attraverso un Boom Tube“.
Il progetto originale, che si sarebbe dovuto chiamare “Exiles in Paradise“, doveva essere molto più lungo di quello che poi è diventato. “Volevamo raccontare una storia che si sarebbe estesa per decenni“, ha rivelato Martin. “I personaggi sarebbero morti, sarebbero cambiati, si sarebbero sposati, avrebbero avuto figli. Ci sarebbero state guerre, ma alla fine, dal caos e dalla brutalità dei primi giorni, sarebbe nata una società”.
Ti suona familiare? Certo, perché è esattamente il tipo di narrazione epica che Martin sa fare meglio. Purtroppo, le differenze creative hanno portato lui e Miller ad abbandonare il progetto, che è stato poi affidato a Willingham. La serie finale è durata solo sette numeri ed è stata ambientata nell’universo principale DC.
Quando Gunn scopre la verità
Ora arriviamo alla parte interessante. James Gunn, il regista che sta costruendo il nuovo universo DC al cinema, ha scelto proprio “Salvation Run” come elemento importante per i suoi piani futuri. Ma la cosa divertente? All’inizio non sapeva nemmeno che l’idea originale fosse di Martin.
Durante un’intervista al podcast “Go Read Some Comics”, Gunn ha fatto una confessione: “Non lo sapevo fino a dopo. Sapevo di aver letto ‘Salvation Run’ e ho pensato: ‘Oh, questa è un’idea fantastica‘. Penso che la storia possa essere più così. E la mia storia è sempre stata più simile a quella che era l’intenzione originale di George R.R. Martin”.
Gunn ha continuato dicendo: “È stato uno di quei momenti strani in cui pensi: ‘Dio, la vita è proprio strana‘”.
Cosa ci aspetta nel DCU di Gunn
Adesso la domanda è: quanto della visione originale di Martin vedremo nell’adattamento di Gunn? Per ora non lo sappiamo con certezza. Però ci sono indizi interessanti.
Dato che non sono previste altre stagioni di “Peacemaker“, potremmo ritrovare Christopher Smith proprio su questo pianeta? Magari lo vedremo dare il benvenuto ad altri supercriminali della Terra che nessuno vuole più in giro, preparando il terreno per una nuova serie che potrebbe essere quasi una versione con i cattivi di “Lost”?
L’idea di vedere questi personaggi costruire una società, combattere tra loro, formare alleanze e tradirsi a vicenda per anni sarebbe davvero affascinante. E se Gunn vuole davvero seguire la visione originale di Martin, potremmo avere una storia che si sviluppa nel tempo, con personaggi che crescono, cambiano e muoiono.
La domanda che tutti ci facciamo
C’è però una questione fondamentale che non possiamo ignorare. Vedremo questo progetto prima de “I Venti dell’Inverno“? Perché se Martin è coinvolto in qualche modo, i fan della saga potrebbero avere qualcosa da dire sulla questione.
Scherzi a parte, è affascinante vedere come un’idea nata quasi vent’anni fa possa trovare nuova vita in un contesto completamente diverso. Martin aveva una visione ambiziosa che all’epoca non è stata realizzata, ma ora potrebbe finalmente prendere forma grazie a qualcuno che condivide quella stessa ambizione narrativa.


