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Ghostbusters Minaccia Glaciale è il 3° film più visto su Netflix… affossato dalla critica ma i fan lo difendono È un film per veri appassionati

Wonder Channel Redazione di Wonder Channel Redazione
13 Gennaio 2026
in Film, Film & Serie TV
Tempo di lettura 9 minuti
Ghostbusters Minaccia Glaciale

Ghostbusters: Minaccia Glaciale è attualmente il terzo film più visto su Netflix Italia, un successo che dimostra quanto il pubblico ami ancora gli Acchiappafantasmi nonostante la critica internazionale abbia letteralmente demolito il film con recensioni durissime. Il quinto capitolo della saga (o il quarto, se non contiamo il reboot tutto al femminile del 2016) è diventato un vero e proprio caso cinematografico: da una parte i critici che lo definiscono “pigro”, “confuso” e “pieno di nostalgia a buon mercato”, dall’altra i fan che lo difendono a spada tratta definendolo “un film fatto per i veri appassionati della saga”.

Ma cosa è successo davvero con questo film? Perché la critica lo ha bocciato così pesantemente? E soprattutto, come mai il pubblico continua a guardarlo in massa su Netflix? Scopriamo insieme tutti i retroscena, le curiosità più assurde e i record negativi che nessuno si aspettava.

Il record che nessuno voleva: il punteggio più basso della storia della saga

Partiamo dal dato che ha fatto tremare Hollywood: Ghostbusters: Minaccia Glaciale ha ottenuto un imbarazzante 42% di gradimento su Rotten Tomatoes, il sito che raccoglie tutte le recensioni della critica internazionale. Si tratta del punteggio più basso di tutta la saga, peggio anche del discusso “Ghostbusters II” del 1989 che aveva ottenuto un 55%. Per darvi un’idea, il film originale del 1984 ha un fantastico 95%, mentre il reboot femminile del 2016 (che molti fan hanno odiato) ha comunque raggiunto un rispettabile 74%.

La critica è stata spietata. Il giornalista Robbie Collin del The Daily Telegraph ha dato al film una sola stella su cinque, scrivendo: “C’è un velenoso odore di morte che esce da questo ultimo capitolo della saga degli anni Ottanta, che ormai viene tenuto in vita solo dalla pura disperazione commerciale, e nient’altro”. Ouch. Parole durissime che non lasciano spazio a interpretazioni.

Altri critici hanno definito il film “sovraccarico di personaggi”, “pigro”, “confuso dalla propria mitologia” e “un pasticcio appiccicoso”. La rivista Empire gli ha dato solo 2 stelle su 5, lamentandosi che ci fossero “troppi eroi da gestire” e che il risultato finale fosse “un disastro confuso”. Persino il prestigioso quotidiano britannico The Guardian ha consigliato a Hollywood di “buttare via la saga di Ghostbusters insieme a Jurassic World e Aquaman e pensare a qualcosa di nuovo”.

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Eppure, nonostante questo massacro critico, i veri appassionati della saga hanno risposto con forza. Su Rotten Tomatoes, il punteggio del pubblico racconta una storia completamente diversa: 85% di gradimento, praticamente lo stesso livello del film originale del 1984 che aveva raggiunto l’88%. Un abisso rispetto al 42% dei critici.

I fan hanno invaso i social media e i forum specializzati per difendere il film. “Questo è un film fatto da appassionati per appassionati”, ha scritto un utente su Reddit. “Se non ami la saga originale, ovvio che non ti piacerà. Ma per noi che siamo cresciuti con questi personaggi, è stata un’esperienza meravigliosa”. Un altro fan ha commentato: “I critici volevano un film pretenzioso e intellettuale. Noi volevamo vedere di nuovo i nostri eroi in azione, e questo è esattamente quello che abbiamo ottenuto”.

Molti spettatori hanno sottolineato come il film sia pieno di riferimenti nascosti e di omaggi ai capitoli precedenti che solo i veri fan possono cogliere. “È chiaro che questo film è stato pensato per chi conosce ogni singola battuta dell’originale”, ha scritto un altro utente. “E per noi è stato bellissimo rivederli tutti insieme”.

Il fantasma di Ivan Reitman aleggia sul set

C’è un dettaglio che rende questo film ancora più speciale e commovente: è il primo capitolo della saga realizzato dopo la morte di Ivan Reitman, il leggendario regista che aveva diretto i primi due film negli anni Ottanta. Ivan è morto nel febbraio 2022, lasciando un vuoto enorme nel mondo del cinema e soprattutto nel cuore di tutti coloro che hanno amato Ghostbusters.

Il film si apre con una dedica toccante: “Per Ivan”. Una scritta semplice ma potente che appare sullo schermo mentre l’iconica automobile Ecto-1 sfreccia per le strade di New York. Ivan era anche il padre di Jason Reitman, che aveva diretto il capitolo precedente “Ghostbusters: Legacy” nel 2021 e che questa volta ha lasciato la regia al collega Gil Kenan, rimanendo però come sceneggiatore e produttore.

Durante le riprese, la troupe ha sentito la mancanza di Ivan ogni singolo giorno. “Era lui il vero cuore della saga”, ha raccontato Dan Aykroyd, uno degli attori storici. “Senza di lui, non è più la stessa cosa”. Anche Bill Murray, che ha sempre avuto un rapporto complicato con la saga (ne parleremo tra poco), ha ammesso che la perdita di Ivan ha reso tutto più difficile.

Bill Murray c’è ma non c’è: lo screentime ridicolo fa discutere

Parliamo dell’elefante nella stanza: Bill Murray. L’attore che interpreta il carismatico Peter Venkman è uno dei volti più iconici della saga, ma in questo film appare pochissimo. Stiamo parlando di circa cinque minuti di presenza sullo schermo, forse anche meno. E si vede lontano un miglio che Murray non aveva nessuna voglia di essere lì.

Durante le poche scene in cui appare, l’attore sembra annoiato, distaccato, quasi infastidito. Molti fan hanno notato il suo atteggiamento e si sono lamentati sui social media. “Bill Murray sembra che sia stato costretto a partecipare con la pistola puntata alla tempia”, ha scritto un utente su Twitter. Un altro ha commentato: “Murray ha fatto più fatica a venire sul set che a recitare. Si vede che non gliene importa niente”.

In realtà, il rapporto di Bill Murray con la saga di Ghostbusters è sempre stato complicato. L’attore ha odiato “Ghostbusters II” fin dal primo momento e per anni ha bloccato qualsiasi tentativo di realizzare un terzo capitolo, rifiutandosi categoricamente di partecipare. Il suo contratto gli dava un diritto di veto che ha usato senza pietà, mandando all’aria decine di progetti e lasciando i produttori con un pugno di mosche.

La sua presenza in “Minaccia Glaciale” è stata probabilmente frutto di trattative estenuanti e di un compenso molto generoso. Ma il risultato finale è quello che tutti hanno visto: un attore che recita il minimo indispensabile e poi scompare dal film come un fantasma. Ironico, per una saga che parla proprio di fantasmi.

Dan Aykroyd chiude la porta: “Io e Bill non torneremo più”

E a proposito di Bill Murray, c’è una notizia che ha gelato i fan: Dan Aykroyd ha recentemente confermato che né lui né Murray torneranno in futuri film della saga. “Penso che probabilmente andranno avanti senza di noi, gli attori originali, ed è giusto così”, ha dichiarato in un’intervista di novembre 2024. “Devono far crescere il franchise oltre i personaggi originali”.

Parole che suonano come un addio definitivo per i due attori che hanno dato vita agli Acchiappafantasmi più famosi del mondo. Aykroyd, che è sempre stato il più appassionato del gruppo (la saga è nata proprio da una sua idea, visto il suo interesse per il paranormale), sembra aver accettato che è arrivato il momento di passare il testimone alle nuove generazioni.

La decisione non sorprende più di tanto. Gli attori originali hanno tutti ormai superato i 70 anni: Dan Aykroyd ne ha 72, Bill Murray 75, Ernie Hudson (che interpreta Winston Zeddemore) ne ha 79. Continuare a farli correre per le strade di New York con gli zaini protonici sulle spalle sarebbe forse troppo anche per i fan più accaniti.

Un budget da capogiro e il rischio flop al botteghino

Dietro le quinte, “Ghostbusters: Minaccia Glaciale” nasconde numeri che fanno paura. Il film è costato circa 100 milioni di dollari, una cifra enorme che lo rende il secondo film più costoso di tutta la saga. Ma al botteghino mondiale ha incassato 201 milioni di dollari, un risultato che all’apparenza sembra buono ma che in realtà è preoccupante.

Nel mondo del cinema esiste una regola non scritta: per essere considerato un successo, un film deve incassare almeno il doppio del suo budget di produzione. Questo perché ai costi di realizzazione bisogna aggiungere le spese di marketing, distribuzione e altre voci che possono facilmente raggiungere o superare il budget stesso. Nel caso di “Minaccia Glaciale”, il punto di pareggio si trovava quindi intorno ai 200 milioni di dollari di incassi. Il film li ha superati, ma di pochissimo.

Gli analisti di Hollywood sono concordi: il film probabilmente ha fatto registrare un leggero profitto, ma niente a che vedere con i successi clamorosi che Sony sperava di ottenere. Il capitolo precedente, “Ghostbusters: Legacy” del 2021, aveva incassato 204 milioni di dollari con un budget inferiore, uscendo però durante la pandemia quando i cinema erano ancora mezzi vuoti. Ci si aspettava che “Minaccia Glaciale” facesse molto meglio, ma così non è stato.

Troppi personaggi, troppa confusione: i problemi secondo la critica

Ma quali sono stati esattamente i problemi del film secondo i critici? Il difetto più citato è senza dubbio il sovraffollamento di personaggi. Nel tentativo di accontentare tutti, il regista Gil Kenan ha messo in scena una vera e propria folla: ci sono i quattro protagonisti della famiglia Spengler (la mamma Callie, i figli Phoebe e Trevor, e il fidanzato Gary interpretato da Paul Rudd), i tre Acchiappafantasmi storici (Venkman, Stantz e Zeddemore), la segretaria Janine, l’antagonista Walter Peck diventato sindaco, e poi una valanga di nuovi personaggi tra cui scienziati, fantasmi, custodi di antichi manufatti e persino l’amica fantasma di Phoebe.

Il risultato? Un film che salta continuamente da una storia all’altra senza mai approfondire niente. “È come guardare cinque film diversi montati insieme a caso”, ha scritto un critico. “Non riesci mai ad affezionarti a nessuno perché dopo due minuti il film ti porta già da un’altra parte”.

Un altro problema sottolineato da molti è la sceneggiatura pigra. Invece di creare qualcosa di davvero nuovo, il film si limita a ripetere scene e battute dei capitoli precedenti. “È come un grande spot pubblicitario nostalgico”, ha scritto Ross Bonaime del sito Collider. “Ti mostrano un personaggio, ripetono una battuta famosa del passato, ricreano una scena dell’originale, e pensano che basti. Ma non basta. È pigro e serve solo a ricordarti che preferiresti stare guardando il film del 1984”.

Anche il cattivo è stato criticato. Garraka, il demone dai poteri glaciali che vuole congelare il mondo, è stato definito “il villain più debole di tutti i cinque film della saga”. Troppo generico, troppo poco caratterizzato, troppo dimenticabile.

Le riprese tra Londra e New York: un set internazionale

Dal punto di vista produttivo, il film ha avuto una lavorazione complessa. Le riprese sono iniziate a marzo 2023 e si sono svolte principalmente a Londra, negli studi cinematografici di Winnersh e Shinfield, prima di spostarsi a New York per le scene esterne. Una scelta insolita, visto che la saga è sempre stata legata a doppio filo alla Grande Mela.

Le riprese si sono concluse a giugno 2023, e durante la produzione è successo un episodio curioso: il famoso youtuber Casey Neistat ha filmato per caso una scena d’azione mentre documentava gli effetti dei devastanti incendi canadesi che nel giugno 2023 avevano riempito New York di fumo arancione. Il video è diventato virale e ha regalato al film una pubblicità inaspettata.

Un sequel è già in cantiere (ma ci vorrà tempo)

Nonostante le critiche negative e i risultati tiepidi al botteghino, la Sony non ha perso la speranza. Nell’ottobre 2024, il regista Gil Kenan ha confermato che un sequel è già nelle prime fasi di sviluppo. “Abbiamo ancora tante storie da raccontare”, ha detto in un’intervista. “Il mondo di Ghostbusters è così ricco che potremmo andare avanti per anni”.

Ma come abbiamo visto, senza Dan Aykroyd e Bill Murray sarà un’impresa difficile. La saga dovrà trovare il modo di reinventarsi completamente, puntando sulle nuove generazioni e abbandonando definitivamente la nostalgia per gli anni Ottanta. Un compito non semplice, visto che proprio quella nostalgia è stata finora il motore principale dei film recenti.

Il verdetto finale: un film diviso a metà

Alla fine, “Ghostbusters: Minaccia Glaciale” rimane un film estremamente divisivo. Da una parte ci sono i critici che lo hanno massacrato, accusandolo di essere un prodotto commerciale vuoto che sopravvive solo grazie alla nostalgia. Dall’altra ci sono i fan che lo hanno amato, difendendolo come un’esperienza pensata specificamente per chi ha il cuore legato alla saga originale.

Il successo su Netflix dimostra che, nonostante tutto, c’è ancora un pubblico enorme che vuole vedere gli Acchiappafantasmi in azione. Che questo sia abbastanza per giustificare altri sequel? Solo il tempo ce lo dirà. Ma una cosa è certa: la saga di Ghostbusters, nel bene e nel male, continua a far parlare di sé e a dividere il pubblico esattamente come faceva quarant’anni fa.

E tu cosa ne pensi? Hai visto il film su Netflix? Sei dalla parte della critica che lo ha bocciato o dalla parte dei fan che lo difendono? Ti piacerebbe vedere altri sequel o pensi che sia arrivato il momento di chiudere definitivamente la saga? Lascia un commento qui sotto e racconta la tua opinione!

Tags: Ghostbusters
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