Giancarlo Giannini non era affatto entusiasta all’idea di vedere Madonna prendere il posto che nel 1974 era stato di Mariangela Melato in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. Anzi, l’attore era contrario al remake. Poi Madonna e Guy Ritchie coinvolsero suo figlio Adriano, che aveva appena iniziato la carriera da attore, e Giannini finì per consigliargli di accettare. Con una motivazione decisamente poco diplomatica.
La dichiarazione completa, ricordata dallo stesso Giannini, è questa:
«Io ero contrario a un remake con Madonna. Lei e il marito agganciarono mio figlio Adriano che aveva appena iniziato a fare l’attore. All’inizio non ne voleva sapere di girare il film. Mi chiese consiglio e a quel punto gli dissi di farlo, se non altro per la soddisfazione di schiaffeggiare Madonna».
Una battuta che oggi fa sorridere, soprattutto conoscendo com’è andata a finire: Adriano Giannini accettò, Madonna diventò la sua partner sullo schermo e Travolti dal destino del 2002 si trasformò in uno dei flop più celebri della carriera della popstar.
Giancarlo Giannini non credeva che Madonna potesse reggere il confronto con Mariangela Melato
La contrarietà di Giannini non nasceva semplicemente dal fastidio verso i remake.
Il problema era soprattutto il confronto inevitabile con Mariangela Melato, protagonista insieme a lui del film originale diretto da Lina Wertmüller. Giannini considerava Melato un’attrice straordinaria e riteneva molto difficile immaginare Madonna nello stesso personaggio. Ricordando quella fase, ha spiegato che Melato era una grandissima interprete, mentre Madonna arrivava principalmente dal mondo della musica.
Giannini ha raccontato inoltre che Madonna aveva cercato per anni di convincerlo, invitandolo ai suoi spettacoli. Lui, però, evitava di andarci proprio perché sospettava che prima o poi la cantante sarebbe tornata sull’argomento del remake.
Non proprio il modo migliore per far partire una collaborazione.
Poi la situazione cambiò.
Madonna e Guy Ritchie puntarono su Adriano Giannini, che nel 2002 aveva alle spalle ancora pochissima esperienza come attore. Per lui significava ritrovarsi immediatamente a interpretare il personaggio reso famoso da suo padre, accanto a una delle donne più celebri del pianeta.
Pressione minima, insomma.
Adriano Giannini inizialmente non voleva fare il film
Il dettaglio forse più curioso è che Adriano non era convinto.
Fu proprio lui a chiedere consiglio al padre.
Giancarlo, nonostante le proprie perplessità sull’intero progetto, gli suggerì di accettare. Da lì nasce la famosa battuta sulla soddisfazione di “schiaffeggiare Madonna”, evidente riferimento alle scene fisiche e molto accese che già caratterizzavano il rapporto tra Gennarino e Raffaella nel film originale.
Adriano finì così per interpretare Giuseppe “Peppe” Esposito, mentre Madonna diventò Amber Leighton. Guy Ritchie, allora marito della cantante, scrisse e diresse il remake.
La storia rimaneva quella di due persone appartenenti a mondi opposti che, dopo essere rimaste isolate su un’isola, vedevano completamente ribaltarsi i propri rapporti di forza.
Ma qualcosa era cambiato parecchio.
Nel remake sparì buona parte della battaglia sociale dell’originale
Il film di Lina Wertmüller del 1974 non era semplicemente una commedia romantica ambientata al mare.
Raffaella e Gennarino rappresentavano due classi sociali, due visioni politiche e due Italie che si detestavano. La loro relazione era volutamente provocatoria, sgradevole in diversi momenti e costruita attorno a uno scontro di potere continuo.
Nel remake con Madonna molti di questi elementi politici e sociali vennero ridotti, lasciando maggiore spazio alla componente sentimentale. Secondo Giannini fu proprio l’idea di riprodurre troppo fedelmente la struttura dell’originale senza trovarne una vera rilettura a creare problemi. L’attore raccontò addirittura che durante le riprese sulla spiaggia veniva tenuto un monitor sul quale scorreva il film del 1974.
La sua alternativa sarebbe stata completamente diversa: trasformare il remake in un musical, sfruttando ciò che Madonna sapeva fare meglio. Secondo lui avrebbe avuto molto più senso.
Visto il risultato, difficile non chiedersi come sarebbe andata.
Travolti dal destino fu un flop enorme
Il pubblico non premiò l’operazione.
Swept Away, distribuito in Italia come Travolti dal destino, aveva un budget stimato di circa 10 milioni di dollari e ne incassò appena un milione nel mondo.
Anche la critica fu durissima.
Il confronto con il film di Wertmüller diventò inevitabile e quasi sempre sfavorevole al remake. Persino chi aveva adorato l’originale trovò nella nuova versione personaggi molto meno vitali e un rapporto centrale privo della stessa forza.
Il paradosso è che Adriano Giannini si ritrovò proprio nel ruolo interpretato dal padre quasi trent’anni prima, nelle stesse atmosfere mediterranee e con alcune delle medesime dinamiche narrative.
Solo che il risultato fu opposto.
L’originale era diventato uno dei film italiani più conosciuti all’estero; il remake entrò rapidamente nella lista delle operazioni hollywoodiane che sarebbe stato forse meglio evitare. Il film del 1974 era stato inoltre uno dei grandi successi italiani della stagione 1974-75.
Giannini aveva avuto ragione su Madonna?
La domanda è inevitabile.
Giannini temeva soprattutto il confronto con Mariangela Melato, e a distanza di anni continua a considerare quello uno dei problemi principali dell’operazione.
Forse però la responsabilità non può essere attribuita soltanto a Madonna.
Mettere una cantante pop dentro un personaggio reso indimenticabile da Melato, eliminare parte della componente politica dell’originale e contemporaneamente cercare di riprodurre molte delle sue scene significava partire con un confronto quasi impossibile da vincere.
Giannini aveva suggerito un’altra strada: prendere Madonna e costruire qualcosa di diverso, magari proprio un musical.
Guy Ritchie scelse invece di rifare Travolti da un insolito destino.
Il resto lo raccontano gli incassi.
Rimane almeno un piccolo dettaglio divertente: Adriano non voleva accettare, suo padre non voleva il remake e Lina Wertmüller finì per pentirsi del risultato.
Praticamente tutti avevano qualche dubbio.
Tranne, evidentemente, quelli che decisero di girarlo.
Voi ricordate Travolti dal destino con Madonna e Adriano Giannini? Pensate che Giancarlo avesse ragione oppure il remake è stato giudicato troppo duramente? Scrivetecelo nei commenti.


