Giuseppe Cruciani è tornato a far parlare di sé con un’intervista al Corriere della Sera in cui ha messo insieme politica, provocazioni, ricordi privati e abitudini personali. Il conduttore de La Zanzara, programma che da anni divide e accende il pubblico di Radio 24, ha detto che gli piacerebbe fare il sindaco di Milano. Poi ha precisato che non lo farà, ma la frase basta già per aprire una discussione.
Cruciani ha spiegato che l’unico ambito politico che potrebbe interessargli sarebbe l’amministrazione locale, perché permette di stare vicino ai problemi concreti delle persone. Su Milano ha usato parole molto nette: conosce Giuseppe Sala, lo incontra anche in contesti privati, ma secondo lui il sindaco avrebbe sottovalutato il tema della sicurezza. Ancora più dura la stoccata al centrodestra, che a suo parere non riesce a trovare un candidato capace di parlare davvero alla città.
Il suo modello, almeno nella provocazione, sarebbe un sindaco “porta a porta”, vicino ai quartieri e meno legato ai salotti cittadini. Una frase alla Cruciani, certo, ma anche una fotografia di un tema che a Milano torna spesso: la distanza percepita tra chi amministra e chi vive ogni giorno strade, mezzi, periferie e piccoli problemi quotidiani.
Nell’intervista il conduttore ha parlato anche di temi molto divisivi, dal patriarcato alle quote rosa, fino al reato di femminicidio. Le sue posizioni restano quelle che il pubblico conosce: dirette, spesso urticanti, pensate per spostare la discussione su un terreno scomodo. Ha però aggiunto una apertura politica curiosa su Elly Schlein, dicendo che sosterrebbe una proposta sul matrimonio egualitario alla spagnola.
Uno dei passaggi più personali riguarda Vittorio Sgarbi. Cruciani ha raccontato di essere andato a trovarlo nel febbraio 2025, in un momento difficile legato alla malattia. Lo descrive sdraiato su un divano, in una scena che lo ha colpito molto. Poi torna il Cruciani più teatrale: dice di voler ricordare Sgarbi al centro di un “harem”, citando un episodio in cui avrebbe provato a seguirlo verso una stanza con due donne, venendo però respinto.
C’è spazio anche per La Zanzara, arrivata a vent’anni. Cruciani dice di amare soprattutto la libertà del programma e quei personaggi che raccontano un’Italia spesso ignorata dalla televisione più ordinata. Non manca il rapporto con David Parenzo, tra tensioni e complicità, diventato ormai parte dello spettacolo.
La parte più sorprendente, però, arriva alla fine: Cruciani racconta di aver corso 23 maratone, di non correre più e di mangiare una sola volta al giorno, la sera. Ora preferisce camminare qualche chilometro e aspettare la montagna, che per lui resta una specie di traguardo estivo.
E voi cosa ne pensate: Giuseppe Cruciani sarebbe un buon sindaco di Milano o è solo l’ennesima provocazione? Scrivetelo nei commenti e dite la vostra.
