Il Grande Fratello Vip ieri sera ha fatto un altro mezzo tonfo, e la cosa più crudele è che stavolta è riuscito a sembrare in difficoltà perfino contro una serata che, sulla carta, non doveva essere impossibile da reggere. La puntata di mercoledì 22 aprile 2026 su Canale 5 si è fermata a 1.864.000 spettatori con il 15,7% di share, ed è stata battuta dalla Coppa Italia su Italia 1, che con Atalanta-Lazio ha vinto la serata arrivando a 2.990.000 spettatori e il 16,5%. Fin qui uno dice: vabbè, c’era il calcio. Sì, certo. Però il problema è che il reality di Ilary Blasi ha arrancato anche con Rai 1 in replica e con Rai 2 che mandava il meglio di STEP, cioè non proprio due avversari imbattibili usciti da una finale mondiale.
La parte che fa un po’ impressione, se vogliamo dirla senza girarci troppo intorno, è che ormai non si parla più di un inciampo isolato. Si parla di una stagione che continua a galleggiare in una terra strana, dove non c’è il crollo apocalittico da chiusura anticipata, ma nemmeno quel minimo di slancio che ti fa dire “ok, ha trovato il suo passo”. Il debutto del 17 marzo era già stato definito tiepido da Davide Maggio: 18,4% di share, e per di più in una serata considerata abbastanza agevole. Non esattamente la partenza da cavallo di razza che ti aspetti da un marchio che Mediaset continua a trattare come uno dei suoi totem.
Da lì in poi il programma ha iniziato a fare una cosa che in televisione è sempre bruttina da vedere: oscillare senza mai convincere davvero. Il 20 marzo è sceso a 1.672.000 spettatori e 14,3%, travolto da The Voice Generations; il 30 marzo è risalito al 16,6%, ma senza dare l’idea di una vera inversione; il 3 aprile ha toccato uno dei risultati migliori di questa corsa un po’ sfiatata con 2.024.000 spettatori e 17,4%, aiutato anche da una concorrenza particolare, ma già pochi giorni dopo era di nuovo lì a fare il reality che si difende, non quello che domina.
Il punto è proprio questo. Il GF Vip 2026 non sta andando malissimo in senso assoluto, se uno guarda solo il numero nudo e crudo e finge di non conoscere il contesto. Però sta andando male rispetto a quello che dovrebbe essere. Perché un conto è fare il 15 o il 16% con un programma nuovo, magari fragile, magari partito piano. Un altro è farlo con un format che da anni viene usato come colonna portante del prime time di Canale 5, spremuto in ogni fascia possibile, raccontato come evento e accompagnato da tutta la macchina di promozione che conosciamo fin troppo bene. Quando un programma del genere si fa battere da una partita, pazienza. Quando si fa battere anche da una replica di Montalbano o deve accontentarsi di restare lì mentre gli altri fanno il proprio dignitosissimo mestiere, allora il discorso cambia.
Basta guardare gli ultimi passaggi. Il 14 aprile il reality è sceso a 1.809.000 spettatori e 15,1%, battuto da Montalbano in replica su Rai 1, che ha fatto 2.811.000 spettatori e 15,9%. Il 17 aprile c’è stata una piccola risalita a 1.968.000 spettatori e 17,3%, ma anche lì la serata l’ha vinta Dalla strada al palco con 2.338.000 spettatori e 16,7% nel computo riportato dalle testate che hanno seguito gli ascolti. E adesso eccoci di nuovo qui, il 22 aprile, con un altro dato che racconta la stessa storia: il GF Vip resta a galla, sì, ma con quella faccia da uno che continua a dire “sto bene” mentre annaspa.
La cosa buffa, o forse solo tristemente coerente, è che intorno a questo programma si continua a costruire il solito teatro da grande evento. Clip, daytime, opinioni, scontri, nomination, studio, dirette spezzettate, dibattiti social, promo infilati ovunque. Solo che poi arrivano i numeri e il risultato è questo: un reality che non sfonda, non domina, non trascina davvero la rete e soprattutto non dà mai l’impressione di essere diventato la cosa di cui tutti parlano il giorno dopo. Al massimo se ne parla per dire che ha fatto poco. Che, televisivamente parlando, è un genere di fama un po’ deprimente.
E qui secondo me sta il punto vero. Non è neanche una questione di disastro totale, perché i disastri totali sono più semplici da leggere: vanno male, si chiude, tutti a casa, fine. Qui invece siamo in quella zona grigia molto Mediaset in cui il programma non crolla abbastanza da diventare indifendibile, ma non vola abbastanza da sembrare vivo. È come vedere uno che continua a pedalare su una cyclette piazzata in salotto: fatica tantissimo, suda, si agita, ma alla fine resta sempre nello stesso punto.
Ieri sera poi il colpo d’occhio era abbastanza impietoso. Coppa Italia davanti, Sister Act 2 su Rai 1 a 1.880.000 spettatori e 11%, praticamente appiccicato al GF in valori assoluti, e Anche Stasera Tutto è Possibile al 9,7% con il meglio del programma. Se un reality del genere finisce in una serata dove deve guardarsi non solo dal calcio ma pure da una suora canterina in replica e da un collage di STEP, forse il problema non è il calendario. Forse è proprio che il format, così com’è, non basta più.
E no, non basta nemmeno dire che tanto in access La Ruota della Fortuna se la gioca con Affari Tuoi o che il daytime tira ancora discretamente. Perché il prime time è il punto in cui un reality deve fare il reality, non il compitino. E ieri il compitino è venuto pure un po’ storto.
Tu come la vedi? Il Grande Fratello Vip sta davvero deludendo negli ascolti, oppure ormai per Canale 5 questi numeri bastano e avanzano?


