C’è un momento preciso in cui capisci che Guerrieri – La regola dell’equilibrio non è una serie televisiva normale. Non è quando Alessandro Gassmann entra in aula con quella sicurezza controllata che nasconde qualcosa di fragile. Non è quando la storia comincia a stringersi intorno a casi che fanno male. È quando guardi le immagini e pensi: quella città è reale. Quella luce è reale. Quelle strade le conosco, o vorrei conoscerle.
La Puglia non fa da sfondo a questa serie. La Puglia è la serie. E capire dove è stata girata significa capire qualcosa di importante su come funziona, su perché tiene incollati allo schermo, su perché batte la concorrenza negli ascolti e continua a far parlare di sé.
Bari: una città che recita
La produzione ha lavorato per quindici settimane di riprese, quasi tutte concentrate in Puglia. E il punto di partenza, inevitabilmente, è Bari. Non la Bari delle cartoline, non quella che si trova sulle copertine dei dépliant turistici. Una Bari più complessa, più notturna, più vera.
Il regista Gianluca Maria Tavarelli ha scelto di mostrare la città con uno sguardo insolito: toni più freddi, quasi nordici, luci oblique che cadono sui palazzi e trasformano i vicoli in qualcosa di malinconico. È una scelta precisa, coerente con il personaggio che abita quegli spazi. Guido Guerrieri – l’avvocato penalista brillante e tormentato che Gassmann porta in vita con una precisione rara – è un uomo in crisi. E Bari, in questa serie, lo riflette in ogni inquadratura.
Il Palazzo di Giustizia in Piazza Enrico De Nicola è il centro professionale di tutto. Lì si consumano le battaglie legali, lì Guerrieri combatte i suoi dubbi etici, lì la storia si stringe e si complica. È un edificio vero, non una ricostruzione, e la scelta di girare nelle aule reali del tribunale barese restituisce una credibilità che i set artificiali non riescono a dare.
A poca distanza, nel cuore della città, si trova Palazzo Ietri, l’edificio storico che nella serie ospita lo studio legale del protagonista. Basta alzare lo sguardo per vedere il Teatro Petruzzelli e il profilo del Castello Svevo, la fortezza medievale che mescola architettura difensiva ed elementi rinascimentali in un modo che sembra quasi impossibile finché non la si vede dal vivo.
Il Quartiere Murat, il centro moderno della città con le sue strade larghe e i palazzi ottocenteschi, attraversa la serie come un respiro più lento. Piazza Umberto I, il Parco 2 Giugno, Palazzo Fizzarotti con le sue decorazioni eclettiche – sono luoghi che nella finzione diventano lo sfondo della vita quotidiana di Guerrieri, di chi lo circonda, di una città che non si ferma mai.
E poi c’è il lungomare. Tra i più lunghi d’Europa, con i lampioni che proiettano cerchi di luce sull’asfalto bagnato e l’Adriatico sempre lì, sempre presente come un pensiero fisso. È qui che Guerrieri cammina da solo nelle notti in cui le domande pesano più delle risposte. Il waterfront di San Girolamo, da poco ristrutturato, compare in alcune delle scene più intense della serie. E il quartiere Madonnella, zona elegante e popolare allo stesso tempo, aggiunge un altro volto a una città che in questa serie non smette mai di sorprendere.
Bari Vecchia porta tutto a un altro livello. Il centro storico della città, con la Piazza Federico II di Svevia accanto al Castello Normanno-Svevo, è uno di quei luoghi in cui la storia si stratifica visibile. I vicoli stretti, i palazzi che si appoggiano l’uno all’altro, la luce che filtra in modi diversi a ogni ora del giorno – è uno scenario che il regista ha saputo usare con grande intelligenza, lasciando che fosse la città a parlare invece di imporle una funzione decorativa.
La costa che nessuno si aspettava
La troupe non si è fermata a Bari. Ha preso la strada della costa adriatica e ha trovato luoghi che nella serie diventano qualcosa di più di semplici scenari.
Trani è forse la scelta più potente. Chiamata la “perla del Sud”, questa città ha nel suo profilo uno degli edifici più straordinari di tutto il Mezzogiorno: la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel XII secolo direttamente sul mare, in pietra calcarea bianca che cambia colore con la luce. Alle sue spalle, uno dei tribunali più prestigiosi di tutta la regione. In una serie che ruota intorno alla giustizia, girare a Trani ha una logica quasi poetica.
Monopoli porta in scena un altro registro visivo. Il porto antico con le sue barchette colorate, il centro storico tutto bianco, le calette che si aprono sulla costa – è una bellezza più solare, meno malinconica rispetto a Bari, che nella serie serve a creare contrasto e respiro tra le scene più tese.
Giovinazzo è il borgo che molti non si aspettavano. A pochi chilometri da Bari, con i vicoli di pietra, gli archi medievali e un porticciolo raccolto che sembra fermo nel tempo. Nella serie restituisce una Puglia più intima, meno esposta al turismo di massa, più autentica nelle sue imperfezioni.
Molfetta aggiunge il suo porto peschereccio e il Duomo con le due torri, uno dei profili più riconoscibili della costa barese. E poi c’è l’entroterra: Modugno e Grumo Appula portano nella serie una Puglia ancora diversa, meno fotografata, fatta di campagne, strade bianche e quella luce secca che d’estate non lascia scampo e in inverno diventa qualcosa di bellissimo e duro insieme.
Perché la Puglia funziona così bene
La risposta è nella coerenza tra il personaggio e i luoghi che abita. Guido Guerrieri è un uomo che vive di contraddizioni: brillante e fragile, sicuro in aula e perso nella vita privata, radicato nella sua città e allo stesso tempo in conflitto con tutto quello che quella città rappresenta. Bari – e la Puglia intera – ha quella stessa doppiezza. Un centro storico bellissimo e periferie difficili. Un mare che apre al mondo e una tradizione che tiene ferme le radici. Una luce che abbaglia e ombre che non scompaiono mai del tutto.
Il regista Tavarelli l’ha capito, e ha costruito un rapporto tra personaggio e paesaggio che nelle serie italiane si vede raramente. La Puglia non è uno sfondo. È il modo in cui Guerrieri sente le cose.
Hai già visto Guerrieri su Rai 1? Hai riconosciuto qualcuno dei luoghi della serie? Scrivilo nei commenti: vogliamo sapere se sei stato in questi posti o se ti è venuta voglia di andarci.


