Guillermo del Toro ha definito Widow’s Bay una delle migliori serie streaming viste da molto tempo, e se lo dice uno che di mostri, atmosfere strane e racconti horror se ne intende, forse vale la pena drizzare le antenne. La nuova serie Apple TV, con Matthew Rhys nei panni del sindaco Tom Loftis, sta facendo parecchio rumore tra gli appassionati di horror comedy e ha già un dato che attira l’occhio: 97% su Rotten Tomatoes.
Sì, 97%. Non proprio il voto che dai per cortesia alla serie carina da guardare mentre pieghi i panni.
Del Toro ha scritto su X che, secondo lui, Widow’s Bay potrebbe essere la miglior serie streaming da molto tempo e l’ha descritta come uno degli esempi più ipnotici di “prestigio narrativo” dentro l’horror. Frase grossa, bella pesante. Di quelle che, se la pronuncia un account qualunque, pensi: “Ok, calma”. Se la pronuncia Guillermo del Toro, invece, almeno un episodio lo provi.
La cosa interessante è che Widow’s Bay non sembra vendersi come horror puro. È una serie che mescola paura, commedia, mistero da cittadina maledetta e personaggi eccentrici. In pratica: immagina una piccola isola del New England con un passato pieno di sparizioni, tempeste, superstizioni e presenze strane. Poi mettici un sindaco scettico che vuole trasformarla in una meta turistica tranquilla. Già solo l’idea ha dentro un potenziale comico enorme. Tipo: “venite a rilassarvi nella nostra isola maledetta, pacchetto weekend incluso”.
Di cosa parla Widow’s Bay
Il protagonista è Tom Loftis, interpretato da Matthew Rhys, volto amatissimo da chi ha seguito The Americans e Perry Mason. Tom è il sindaco di Widow’s Bay, una piccola isola che avrebbe tutti gli ingredienti per diventare una destinazione turistica: paesaggi belli, isolamento, atmosfera da fuga dalla città, fascino marittimo.
Peccato per la maledizione.
Gli abitanti del posto credono che l’isola sia segnata da qualcosa di oscuro. Si parla di strane morti, sparizioni, eventi inspiegabili e leggende locali non proprio da brochure dell’ente turismo. Tom, però, non ci crede. Vuole ripulire l’immagine del luogo, attirare visitatori e convincere tutti che Widow’s Bay sia solo una comunità pittoresca con un problema di reputazione.
Naturalmente le cose cominciano ad andare malissimo.
La serie gioca proprio su questo contrasto: da una parte il tentativo razionale di spiegare tutto, dall’altra un’isola che sembra divertirsi a smentire ogni spiegazione comoda. Il risultato, almeno stando alle prime reazioni, è una miscela di horror e umorismo che non cerca solo la battuta facile. La paura c’è. La stranezza pure. Ma il tono resta abbastanza elastico da far respirare anche i momenti più assurdi.
Matthew Rhys sembra nato per questo caos
Matthew Rhys è una scelta molto furba. Ha quella faccia da uomo intelligente, stanco e costretto a gestire situazioni che vorrebbe risolvere con il buon senso, ma che il buon senso lo prendono e lo buttano giù da una scogliera.
In Widow’s Bay interpreta un sindaco scettico, quindi il personaggio perfetto per una serie di questo tipo. Lui vuole credere alla logica. Gli altri parlano di maledizioni, creature, presagi e roba che probabilmente non metteresti mai in un depliant. Più Tom prova a mantenere il controllo, più la serie può divertirsi a farglielo perdere.
Accanto a lui ci sono Kate O’Flynn, nel ruolo dell’assistente Patricia, e Stephen Root, nei panni di Wyck, uno dei personaggi più bizzarri e interessanti dell’isola. Root, poi, è uno di quegli attori che appena compaiono alzano il livello di qualunque cosa. Può fare il comico, l’inquietante, il tenero, il disturbante, a volte anche nella stessa scena. In una horror comedy ambientata in una comunità piena di leggende marine, sembra messo lì apposta per rubare momenti.
Perché Del Toro potrebbe avere ragione
La frase di Guillermo del Toro non va presa come verità scolpita nella pietra. Anche i grandi registi possono innamorarsi di una serie e magari esagerare un po’. Però il suo entusiasmo dice qualcosa.
Del Toro ama i racconti in cui il mostruoso non è solo effetto speciale. Ama le comunità strane, le creature, i miti, le case infestate dall’anima prima ancora che dai fantasmi. Widow’s Bay, per come viene descritta, sembra rientrare perfettamente in quel territorio: un luogo con una memoria malata, abitanti eccentrici e una paura che nasce tanto dalle leggende quanto dai rapporti tra le persone.
Il bello delle migliori horror comedy è proprio questo. Non funzionano se fanno solo ridere. Non funzionano se fanno solo paura. Devono farti affezionare a un mondo e poi rovinartelo con qualcosa che non dovrebbe essere lì.
Da questo punto di vista, Widow’s Bay sembra avere una qualità importante: i personaggi non sono soltanto strumenti per gag e spaventi. Hanno una loro vita. L’isola non è solo sfondo. Sembra un organismo. E per una serie horror, questa è già mezza vittoria.
Una serie perfetta per chi ama Stephen King, Twin Peaks e l’horror con gente strana
Widow’s Bay sembra parlare soprattutto a chi ama le storie di piccole comunità con segreti enormi. Viene spontaneo pensare a Stephen King, non perché ogni cosa ambientata in New England debba per forza essere King, ma perché il meccanismo è quello: il posto tranquillo, la gente che sa più di quanto dice, la leggenda locale che forse leggenda non è.
C’è anche un sapore da Twin Peaks, almeno nell’idea di una comunità fuori asse, piena di figure eccentriche, dove il mistero conta quanto l’atmosfera. Poi la serie aggiunge un umorismo più dichiarato, quasi da commedia surreale, e questo potrebbe renderla più accessibile a chi non vuole un horror pesantissimo.
Apple TV, negli ultimi anni, ha costruito un catalogo molto forte sulla fantascienza e sul drama di qualità. Widow’s Bay sembra volerle dare anche una voce nel territorio dell’horror comedy. E se davvero mantiene il livello indicato da critici e spettatori, potrebbe diventare uno dei titoli più curiosi della stagione.
Conviene guardarla?
La risposta, almeno per ora, sembra sì. Non perché Del Toro abbia parlato e quindi dobbiamo tutti obbedire come fedeli davanti al mostro sacro. Ma perché la combinazione è intrigante: Matthew Rhys, una cittadina maledetta, una comicità nera, un’isola piena di segreti e una critica molto positiva.
Il rischio? Che l’entusiasmo di Del Toro crei aspettative enormi. Se ti avvicini pensando di vedere subito “la miglior serie streaming da anni”, magari resti deluso. Se invece la prendi per quello che sembra essere, cioè una horror comedy intelligente, strana e molto curata, potresti trovare una bella sorpresa.
In un panorama pieno di serie tutte uguali, Widow’s Bay almeno ha un’identità. E già questa, nel 2026, non è poco.
Tu cosa ne pensi? Ti fidi del giudizio di Guillermo del Toro e darai una possibilità a Widow’s Bay, oppure certi elogi così enormi ti fanno partire già diffidente? Scrivilo nei commenti.


